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COM'E' Dal cavallo al leone; il disegno stilizzato sui fianchi della carenatura è cambiato, nonostante il nome sia rimasto lo stesso. Un segnale? Sì, perché la monocilindrica di casa Aprilia ha cambiato rotta e filosofia, diventando moto più aggressiva, moderna e divertente. In realtà più che un cambio di rotta, si tratta di un ritorno alle origini, chi si ricorda la prima Pegaso 650 del 1993, ricorderà anche l'aggressività del suo motore che stabilì nuovi parametri prestazionali per i monocilindrici di allora. Poi, nel corso degli anni la Pegaso si era addolcita molto, forse fin troppo, in ossequio a limiti antinquinamento sempre più restrittivi il mono veneto ha perso per strada molta della sua verve e la Pegaso è diventata più una pacifica moto da turismo che moto da divertimento. ISPIRATA AL PASSATO Ora, dopo 15 anni (la prima Pegaso con motore 600 arrivò nel 1990) e 50.000 pezzi venduti, la Pegaso cambia tutto, andando a ripescare nel passato l’ispirazione giusta per il futuro. Nulla a che vedere con la Pegaso attuale, questa Strada 650 è snella e svelta nelle sue forme armoniose che ispirano dinamismo al primo sguardo. Un bel design, con la semicarenatura e un cupolino appena accennato (altro richiamo alla prima Pegaso 650), un bel paio di scarichi (derivati da quelli della RSV 1000 R) che spuntano fuori dalle minute fiancatine e un codino molto ben fatto. L'impatto estetico è del tutto positivo. La Pegaso è bilanciata, piacevole senza intimidire. FUN MONO Non è una enduro per farci del comodo turismo (anche se attrezzandola bene nessuno lo vieta), ma una moto votata all'utilizzo quotidiano e al divertimento. Una Motard stradale adatta a tutti i piloti e a tutti gli usi, in puro stile "urban", lo stesso che la Gilera nel 1991 lanciò con la sua incompresa Nord-West 600 per poi esser ripreso dalla KTM Duke e, in un certo senso, anche dalla Ducati Multistrada, che guarda caso Aprilia inserisce nella lista delle concorrenti della Pegaso. CUORE NUOVO Tutta nuova, dunque, a partire dal motore. Nel suo telaio monotrave in acciaio non pulsa più il monocilindrico Rotax a cinque valvole, ma il quattro valvole Minarelli-Yamaha, lo stesso monocilindrico montato sulla XT 660X e R. Rivisto a livello di elettronica su specifiche Aprilia (per adattarsi alle differenti cassa filtro e scarico, ma anche per ovviare ai problemi di spegnimento accusati da qualche esemplare di XT) questo motore rappresenta il giusto compromesso tra grinta e facilità d'uso. Un progetto moderno, potente il giusto con i cavallini che servono (sono 50 a 6250 giri) e quindi adatto a tutti gli usi. CORPO AGILE Comunque, con il peso ben distribuito e contenuto sotto i 170 kg e la giusta ciclistica anche 50 cv bastano e avanzano per divertirsi su strada. Non a caso la Pegaso offre il miglior rapporto peso potenza della categoria. E se c’è una cosa che in Aprilia sanno mettere a punto è proprio la ciclistica. La forcella ha steli di 45 mm di diametro (record di categoria) e 140 mm di corsa, con ponticello antisvergolo. Il monoammortizzatore è regolabile nel precarico molla e nel ritorno dell’idraulica (escursione 130 mm) e agisce su un leveraggio progressivo, Niente raggi ma aggressive ruote in lega d’alluminio (pneumatici 110/70-17" davanti e 160/60-17" dietro), che anche loro richiamano il mondo RSV con lo stesso disegno della cattivissima Factory. MISURE SPORTIVE Le misure dell’impianto frenante (discone di 320 mm e pinza a quattro pistoncini davanti e 240 con pinza doppio pistoncino dietro), poi, rafforzano questo concetto di sportività insito nel progetto Pegaso Strada, che come sempre si affida alla Brembo per i suoi impianti. NON SOLO PIEGHE Ovviamente la nuova Pegaso Strada non è una vera supermotard e perciò non condivide con le moto specialistiche i limiti in fatto di sfruttabilità. La sella è alta solo 780 mm da terra ed è ben imbottita anche per farci su un po’ di chilometri. Per il passeggero non mancano due comode maniglie, inoltre ad affiancare il vano sottosella da ben 2 litri (ci sta comodamente una tuta antipioggia) spunta un utilissimo vano portaoggetti sul serbatoio, chiuso da un sportellino ad apertura elettrica. Può essere sganciato anche a moto in movimento per velocizzare le operazioni al casello. Una piccola sicura impedisce però che si apra completamente quando non voluto. L'unico dubbio è nel rischio che il benzinaio distratto lo inondi di benzina, il tappo del serbatoio è proprio li vicino. TANTA QUALITA’ AL GIUSTO PREZZO Insomma le ricercatezze non mancano nonostante il prezzo sia di assoluto interesse. 6.990 Euro franco concessionario, per una moto a cui non manca praticamente nulla. Certo non è facile avere a che fare con il contenimento del prezzo e con la voglia di fare un prodotto competitivo dal punto di vista delle dotazioni. La coperta alla fine è sempre troppo corta. Ma il lavoro fatto da Aprilia è, in questo caso, davvero buono. La percezione di qualità sulla Pegaso è nettamente superiore alle concorrenti dirette: con verniciature di qualità, adesivi sotto trasparente (almeno nella carenatura), plastiche piacevoli anche al tatto e tanta cura nei particolari. Per averne conferma basta guardare la strumentazione con un completissimo computer di bordo (c'è anche il cronometro e il led di cambio marcia!) oppure le belle protezioni per il telaio nella zona di contatto con gli stivali. E tutte le superfici d’alluminio sono molto belle anche al tatto. Dall'altra parte trovi però un parafango anteriore tristarello (ma lo aveva così anche la MV Agusta...) e la leva del freno non regolabile, cosa per me assolutamente necessaria (ma assente anche sulla concorrenza). Perlomeno è offerta in optional (65 euro più iva). FATELA VOSTRA A proposito di optional. Per accontentare tutti Aprilia ha pensato a due step di accessori. Il primo a rendersi disponibile è quello che aumenta l'indole turistica della moto. Tra gli altri segnaliamo il vetrocupolino regolabile su due altezze, copriserbatoio con porta borsa, bauletti, borse laterali semirigide. Per gli spilungoni è prevista anche una sella rialzata a 820 mm, senz'altro più adatta di quella standard (a 780 mm) per chi supera il metro e 75 di altezza. Il secondo step arriverà più avanti (si parla di novembre) e punta invece ad enfatizzare ulteriormente il carattere sportivo della seiemmezzo Aprilia con scarichi Akrapovic, particolari in carbonio e dei cerchi a raggi in perfetto stile motard. PEGASO 650 ENDURO Più avanti arriverà anche la versione tassellata (si chiamerà Pegaso 650 Enduro?). Avrà di serie il cupolino rialzato, il portapacchi e le ruote a raggi con misure enduristiche (19" anteriore).
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