Autore:
Salvo Sardina

VECCHIE FERITE Il weekend del Gran Premio di Abu Dhabi è ormai in corso, ma inevitabilmente in casa Ferrari si continua a pensare a quanto accaduto in Brasile. Lo scontro in pista tra Sebastian Vettel e Charles Leclerc inevitabilmente ha riaperto vecchie ferite, lasciando immaginare scenari di possibile conflitto anche in ottica 2020. Ecco perché il ruolo del team principal Mattia Binotto, intervenuto ieri in conferenza stampa, diventa fondamentale per placare gli animi e guidare la squadra verso l’obiettivo comune.

DIVERSE VERSIONI L’ingegnere nativo di Losanna ha spiegato come non ci sia una visione univoca sul colpevole dell’incidente di Interlagos: “Credo che ci siano versioni differenti. Se parli con i piloti, ognuno ha la sua visione di quanto accaduto e io credo che alla fine ci sia solo una verità e cioè che entrambi hanno danneggiato gli interessi della Scuderia Ferrari e, di conseguenza, danneggiato se stessi. Abbiamo discusso, abbiamo rivisto il video e tutto sommato penso anche che sia importante, quando capitano cose del genere, individuarne la causa scatenante. È l’unico modo per evitare che capiti di nuovo in futuro ed è qualcosa di cui abbiamo parlato approfonditamente tra di noi”.

STAGIONE INTENSAÈ stato un campionato intenso – ha poi proseguito Binotto – e in cui sono capitate tante cose. Se guardo dal punto di vista tecnico, è stata una stagione abbastanza lineare. Ci aspettavamo delle prestazioni migliori dopo i test invernali e quello che non abbiamo mai davvero capito è stato quanto successo da Barcellona a Melbourne. Abbiamo però poi migliorato la nostra debolezza sul piano delle performance e la macchina, nella seconda parte del mondiale, è andata di sicuro meglio. In gara, comunque, non siamo ancora i migliori, così come non lo siamo nelle curve… Leclerc ha detto che è stata una stagione strana? Dal suo punto di vista si trattava del primo campionato in Ferrari, con un sacco di emozioni, due vittorie, il record di pole position. Ma anche alti e bassi nelle sue prestazioni comparate a quelle del compagno di squadra. In ogni caso è stato un anno in cui tutti, come squadra, piloti inclusi, abbiamo imparato tanto. E sono sicuro che ci siamo rafforzati per il futuro”.


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