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COM’È Poteva forse mancare? Certo che no. Visto il successo che stanno ottenendo sul mercato le naked sportive di grossa cilindrata e vista l’aggressività commerciale degli ultimi tempi, era lecito attendersi che anche Yamaha si sarebbe presto buttata a testa bassa in questo segmento. Infatti, ecco arrivare puntuali al Salone di Parigi non una ma due 1000, pronte ad accontentare i differenti gusti dei motociclisti europei. DUE PER TUTTI Perché se la FZ1 fa la parte della modaiola tutta grinta e muscoli che piacerà tanto agli italiani, la Fazer con la sua semicarenatura e la sua maggiore versatilità nasce per soddisfare le voglie di chi con la moto ama anche viaggiare. Le uniche differenze tra le due moto riguardano l’adozione della semicarenatura e il codino, che sulla Fazer è più lungo e provvisto di maniglie per il passeggero, mentre sulla FZ1 e corto e sparato verso l’alto contribuendo ad incattivire non poco la linea della moto. CUORE SPORTIVO Per creare queste mille in Yamaha non sono andati troppo per il sottile, creando una ciclistica ex novo e scippando il motore nientemeno che alla sportivissima R1 e mettendoci mano per riadattarlo ad un utilizzo meno pistaiolo e più stradale. Dalla ammiraglia di famiglia il quattro cilindri in linea da 998 cc eredita in toto l’iniezione con doppia farfalla e valvola Ex-Up che con le FZ1 fa il suo debutto su una naked. Il lavoro dei tecnici ha interessato più che altro gli alberi a camme (profili e alzate) e l’elettronica, oltre ai rapporti del cambio che vedono allungarsi quinta e sesta per diminuire il regime del motore nei trasferimenti autostradali. MENO GIRI PIÙ COPPIA Il regime massimo scende a 12.000 giri e qualche cavallo è stato sacrificato, anche se la scuderia dichiarata da Yamaha resta la più alta attualmente per una naked (150 cv a 11.000 giri). Per migliorare l’erogazione ai medi e ai bassi regimi (di certo non il punto di forza della R1) l’albero motore si è appesantito del 40%, e cambia il rapporto di compressione (sceso da 12,4:1 a 11,5:1). Il risultato è una coppia massima praticamente uguale a quella della R1 (106 Nm) ma ottenuta ad un regime più basso (8.000 giri) e con una schiena più consistente lungo tutto l’arco dei giri. Il motore è omologato Euro 3 e respira attraverso uno scarico tozzo piazzato sulla destra che sinceramente è molto più gradevole da vedere dal vivo che in foto. TELAIO COMPATTO Il telaio d’alluminio è completamente nuovo: decisamente più stretto e leggero del precedente (che era in acciaio e pesava 9 kg in più) e anche piuttosto corto, (aiutato in questo dalla compattezza del motore) e contribuisce all’ottenimento di una distribuzione dei pesi molto sportiva (51% anteriore 49 % al posteriore con un interasse di 1.460 mm) e di una posizione di guida molto avanzata (anche il serbatoio da 18 litri è molto corto, anche se piuttosto largo). Oltretutto entrambe le moto riescono a stare sotto il limite dei 200 kg (194 kg la FZ1, 199 la Fazer). Quanto a dotazione tecnica la Yamaha non esagera: la forcella a steli rovesciati (da 43 mm) è regolabile nel precarico e separa le regolazioni idrauliche tra gli steli (sinistro compressione, destro ritorno) mentre l’ammortizzatore ha un aspetto piuttosto semplice ed è regolabile solo nel precarico molla e nel ritorno idraulico. FRENI DA STRADA Anche nel comparto freni non ci sono esagerazioni i freni (con dischi flottanti da 320 mm) non utilizzano pinze radiali ma normali pinze monoblocco a quattro pistoncini, evidentemente meno scenografiche ma altrettanto efficaci su una moto che alla fine deve andare solo per strada, stesso discorso per i pneumatici (Michelin Pilot Road o Dunlop D211) che sottolineano come la FZ1 (e ovviamente la Fazer) nascano per andare su strada . Scelte che hanno anche fatto bene al prezzo di listino perché la FZ1 alla fine costa mediamente 1.000 euro in meno di quelle che si possono considerare le sue principali concorrenti. Con 10.290 € chiavi in mano ci si porta a casa la nuda per la Fazer occorrono 500 € in più.
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