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UN TIPO CHE PIACE Da quando è arrivato sul mercato, il Beverly è sempre
stato ai piani alti delle classifiche di vendita, un successo arrivato prima con
la serie piccola (125 e 200, poi diventato a 250) poi è stato ribadito dal 500.
Un successo che si quantifica in 215.000 esemplari, nelle varie
configurazioni, usciti fino ad oggi dai cancelli di Pontedera. Del Beverly
è sempre piaciuta la versatilità, è uno scooter comodo, veloce, con un
bello spazio sotto la sella (ci stanno due caschi jet) e soprattutto è ben
piantato con un’ottima tenuta di strada. Nelle versioni piccole, poi, ha anche
una gran bella ciclistica da sempre apprezzata.
RESTYLING Insomma visto che l’ossatura è più che valida, non era il caso di toccarla, infatti Piaggio si è limitata ad un lifting così corposo che il Beverly ha cambiato perfino il nome in Tourer. Visto che il Cruiser è piaciuto molto, Piaggio ha deciso di insistere, dopo aver messo l’abito elegante al maxi 500, è quindi tornata dallo stesso stilista che ne ha smussato gli spigoli sportivi di tutti i Beverly. Tutta la famiglia dei ruota alta Piaggio vira quindi decisamente verso il classico, andando a pestare i piedi al cugino Aprilia Scarabeo in una vera e propria guerra fratricida. Nuovi lo scudo, la sella, il parafango, gli specchietti in un restyling che ha toccato ogni angolo dello scooter. FARO IN ALTO Come già successo per il 500, anche sul Tourer arrivano colorazioni eleganti e un bel po’ di innesti cromati sullo scudo e sulle fiancate. Come sulla "ammiraglia" di famiglia il faro si sposta dallo scudo (prima era doppio) al manubrio che però non è "nudo" come sul Cruiser 500 ma carenato come su tutti gli scooter normali. Anche la strumentazione cambia, il doppio "orologio" delle versioni precedenti lascia spazio ad un unico cruscotto dove agli indicatori classici (Tachimetro, temperatura acqua, livello benzina orologio, spie di servizio) finalmente si aggiunge il contakm parziale prima assente. CICLISTICA CLASSICA Come già detto non cambia la base tecnica che per i Beverly è ben nota. Al telaio in tubi d’acciaio si accoppiano una forcella da 41 mm e una coppia di ammortizzatori regolabili mossi dal gruppo motore trasmissione oscillante come da prassi sugli scooter. Classica, per il Beverly, anche l’accoppiata delle ruote, da 16 anteriore e 14 posteriore, mentre l’impianto frenante sfrutta un disco da 260 mm all’anteriore e uno da 240 al posteriore. Nemmeno il motore è cambiato e per fortuna, perché il Quasar 250 ie con i suoi 22 cavalli a 8.250 giri è ancora un motore al top di questa categoria per erogazione, trasmissione e prestazioni.
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