Pubblicato il 04/07/20

SENTENZA LAMPO Si è aperto al termine della seconda sessione di prove libere del Gran Premio d'Austria, e si è chiuso una manciata di ore più tardi, nella notte stiriana, il caso Das. Il team principal della Red Bull, Christian Horner, aveva promesso un intervento duro contro il dispositivo che nelle monoposto Mercedes serve a modifcare la convergenza delle ruote in corsa, grazie al movimento in avanti e indietro del volante. Il manager britannico aveva affermato: ''Il sistema è molto intelligente, ma ci domandiamo se sia conforme alle normative in quella che è un'area grigia del regolamento. Vogliamo chiarezza perché ha un impatto sul campionato, e si tratta di qualcosa che è già stato messo fuorilegge per il 2021, e allora ci domandiamo se sia giusto utilizzarlo quest'anno''.

F1 2020: Toto Wolff (Mercedes) e Christian Horner (Red Bull)

RED BULL VS MERCEDES Alle 18.03 era stata così presentata ai commissari (Tra i quali l'ex pilota italiano Vitantonio Liuzzi) la protesta formale della Red Bull, che ha avuto una risposta ufficiale, e positiva per la casa tedesca, poco dopo la mezzanotte, alle 0.38, in appena sei ore e mezza. L'accusa, rappresentata in sede istituzionale da Adrian Newey, Paul Monaghan e Jonathan Wheatley, progettista e tecnici della Red Bull, affermava che il DAS System infrangesse il regolamento nei punti 3.8 e 10.2.3, sostenendo che fosse un dispositivo aerodinamico mobile in quanto influiva sull'altezza della monoposto da terra, e dunque che fosse vietato dal regolamento. La Mercedes, alla presenza del capo del dipartimento tecnico della FIA Nikolas Tombazis, si è difesa con i tecnici James Allison, Ron Meadows, John Owen e Andrew Shovlin, ed è evidentemente riuscita a dimostrare il contrario. Nella risposta ufficiale degli Steward si legge semplicemente: ''La protesta è respinta in quando non fondata'', e la sfida torna ora in pista.


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