1 ora fa - Compatta, premium e brillante: così l’elettrico diventa urbano
Minuta fuori ma sorprendentemente spaziosa e pratica, la compatta coreana è una citycar a batterie agile nel traffico e ricca di tecnologia
Hyundai Inster è una delle auto elettriche che mostrano il punto di partenza da cui sarebbe dovuta partire la rivoluzione “green” dell’automotive. Non dai grandi SUV, ma da citycar, piccole fuori e grandi dentro, dotate di tutti i comfort di un’auto più grande e con un’autonomia che, nel traffico urbano, non crea stress da ricarica alla colonnina.
In sintesi, una compatta premium, pratica e funzionale per muoversi agilmente e silenziosamente nel traffico.
Di certo alla Hyundai Inster (guarda il primo contatto in video con Hyundai Inster) non manca una buona dose di originalità nello stile. Anche se amo le forme pulite, la baby coreana ha comunque personalità e, su una piccola da città, è lecito anche osare con forme divertenti quasi da cartoon.
Prova Hyundai Inster: la Inster Cross con un look più avventuroso ed elementi off-road
La Inster Cross è più “Adventure”
La Inster Cross (leggi il test drive di Hyundai Inster Cross) aggiunge un tocco adventure con paraurti più muscolosi, cerchi esclusivi da 17”, protezioni per non rovinare la carrozzeria in parcheggio o fuoristrada e minigonne, ma la vasca portapacchi da traversata nel deserto mi pare un po’ eccessiva e in città evoca più il trasporto del latte, oltre a penalizzare i consumi di elettricità a velocità più elevata come in autostrada. Per fortuna è optional, come la bella vernice verde opaco, che le dà quel tocco di avventuroso in più rispetto alla Inster standard.
Prova Hyundai Inster: l'abitacolo versatile e ben rifinito della compatta coreana
Originale fuori, originale dentro. Anche lo stile dell’abitacolo è molto disegnato, ma il disegno non è fine a sé stesso, rappresenta il principio base del design: forma e funzione.
Tante soluzioni furbe
Mi piacciono i sedili anteriori uniti in una finta panchetta che, tra loro, lascia spazio a un portalattine. La console a penisola ospita i comandi del clima, i pulsanti dell’autoradio e la piastra di ricarica wireless dello smartphone.
La praticità dell’abitacolo di Hyundai Inster trova la sua massima espressione dello sfruttamento dello spazio interno che, in soli 3,8 metri abbondanti di lunghezza massima per 2,58 metri di passo ricava quattro comodi posti anche per adulti di buona stazza. Voto più anche alla vivacità di rivestimenti e finiture, accompagnata dalla buona qualità complessiva pur con qualche plastica rigida qua e là davanti e dietro.
Lo spazio per gli ospiti non va a discapito del bagagliaio, malgrado il piano di carico sia piuttosto alto (280/1.059 litri). A rendere il carico di oggetti ingombranti e di una spesa settimanale per famiglie numerose viene in aiuto anche la possibilità di far scorrere i sedili posteriori. What’s else?
Prova Hyundai Inster: il divanetto posteriore divisibile e scorrevole per maggiore praticità
Hyundai Inster: piccola premium anche dentro
Ogni volta che mi metto al volante di una Hyundai Inster non posso fare a meno di pensare alla prima generazione di Nissan Micra. Avevo appena iniziato la mia carriera di giornalista dell’auto e mi ricordo bene quel momento: da un giorno all’altro il mondo delle cosiddette utilitarie è cambiato.
Da un giorno all’altro è arrivata un’auto piccola con contenuti da grande, un concentrato di comfort, di dotazione e di dinamica di guida che ha fatto invecchiare di colpo tutte le concorrenti, una su tutte, la Volkswagen Polo.
Ecco, malgrado ora tutte le auto supercompatte si ispirino alle grandi, al volante della Hyundai Inster provo ancora quella sensazione. È super silenziosa, e non soltanto perché è 100% elettrica: la scocca è ben isolata dalla strada, le sospensioni rendono confortevole anche il pavé milanese e mi trovo ben isolato dal mondo esterno.
A bordo ho tutti gli strumenti che mi servono, dai sedili e il volante riscaldabili, a un infotainment completo.
Prova Hyundai Inster: la plancia con doppio display da 10,25'' per cruscotto e sistema multimediale
Pensate che il sistema multimediale comprende un bel display dell’infotainment da 10,25” (come il quadro strumenti), con tutta la connettività dei servizi BlueLink. Non mancano Apple CarPlay e Android Auto wireless, navigatore satellitare, assistente vocale e prese USB. Non penso mai: accidenti, se avesse anche questo accessorio sarebbe la quadratura del cerchio.
Nissan Micra aveva rivoluzionato il segmento anche con le sue doti di guida, fondate su un sistema di sospensioni multilink che non avevano nemmeno blasonate berline premium e che le permettevano una guidabilità straordinaria per l’epoca (e forse anche adesso). Hyundai Inster me la ricorda molto anche in questo.
Sono agilissimo nel traffico, grazie alla prontezza del motore elettrico da 115 cavalli e 147 Nm di coppia (con la batteria da 42 kWh del modello ''base'' XTech si scende a 97 cavalli), a sospensioni che non mollano mai e a uno sterzo veloce, diretto, preciso in ogni condizione.
Prova Hyundai Inster: la Inster Cross non si spaventa davanti a facili off-road
Svelta come uno scooter
La guido come fosse uno scooter destreggiandomi nel traffico pensando soltanto a prestare attenzione ai pedoni, ai ciclisti in contromano e ad altri automobilisti sbadati.
L’autonomia elettrica è sufficiente a scorrazzare per la città per giorni e giorni, con una percorrenza dichiarata di 360 km (327 km per la versione 42 kWh) che, come accade nella guida delle elettriche in città, coincide spesso con l’autonomia reale.
Per confort e dinamica di guida la Hyundai Inster si presta anche a comodi viaggi autostradali ma, in questo caso, è meglio prepararsi spiritualmente a una via crucis di colonnine.
Prova Hyundai Inster: convince per design, praticità e piacere di guida, ma costa un bel po'
La vecchia regola secondo la quale la qualità di paga, purtroppo, vale anche in casa Hyundai (guarda homepage e configuratore Hyundai Italia): il listino è implacabile, con prezzi che partono da 24.900 euro per una Inster XTech con batteria da 42 kWh e salgono 26.650 euro per il modello con batteria da 49 kWh. Con l’upgrade alla più accessoriata versione XClass 49 kWh, come quella della mia prova, dovete mettere in conto 28.650 euro. Se vi piace il gusto adventure di Inster Cross 49 kWh, il prezzo sale a 29.650 euro.
E, se non avete la possibilità di ricaricare a prezzi domestici, al sovrapprezzo elettrico rischiate anche di pagare quello di ricarica, costringendovi a rinunciare ai piaceri che offre Inster in favore di una compatta con un sobrio mild hybrid a benzina.
Voi cosa ne pensate della citycar coreana? Vi convince con il suo look sbarazzino e la sua praticità. Oppure avete ancora qualche dubbio sul fatto che sia 100% elettrica? Fatecelo sapere.