Autore:
Paolo Sardi

SUI GENERIS E' dal lontano 1983 che la Bimota Tesi intona una voce fuoiri dal coro delle due ruote, con quella sua esclusiva sospensione anteriore che rinuncia alla classica forcella per adottare un forcellone simile a quello che lavora al posteriore. Questa soluzione tecnica (che attraverso due eccentrici permette anche la regolazione indipendente dell'altezza dell'anteriore e del posteriore, rispettivamente di 9,5 e 14 mm) rappresenta ancora oggi un tratto inconfondibile della Tesi, che, sotto i riflettori dell'Eicma, si presenta anche in una nuova versione, pronta asvettare  in uno dei filoni più caldi del mercato: la Bimota Tesi 3D RaceCafe.

LIBIDINE! La prima cosa che salta chiaramente all'occhio è la scelta cromatica fatta dai designer, con una grande abbondanza di nero alternata al marrone della sella e al metallo naturale. In questo senso è assolutamente emblematico l'avantreno, con il forcellone composito: i bracci sono in carbonio, mentre nella zona degli attacchi del mozzo è utilizzata la lega leggera. Gli stessi materiali sono impiegati anche le forcellone posteriore e, per fare un altro esempio, a livello del parafango anteriore. Non meno suggestiva è la vista del telaio, le cui travi finestrate disegnano due omega. Queste ultime abbracciano il motore Ducati 800, una cilindrata che rende la Bimota Tesi 3D RaceCafe più a misura d'uomo rispetto ad altre sorelle. 


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