Autore:
Paolo Sardi

NOMEN OMEN Già i latini erano convinti che certe volte il destino di un uomo fosse scritto nel suo nome e la Bimota Impeto, che sfila sulla passerella dell'Eicma sembra confermare la teoria. La definizione che dà la stessa Casa riminese della sua nuova proposta è quella di hyper-naked e il motore Ducati di derivazione Diavel, con ben 162 cv e un'elettronica sopraffina a gestirlo (ride by wire, traction control...), vale più di qualsiasi biglietto da visita. Come tradizione di ogni Bimota che si rispetti, a catalizzare l'attenzione è però soprattutto la ciclistica, con una struttura mista in tubi d'acciaio e piastre in lega leggera ricavate dal pieno, capaci di mandare in visibilio gli appassionati più attenti ai dettagli.

DOPING A richiesta, tra l'altro, si può avere anche un telaio più raffinato, in carbonio e lega, combinazione possibile anche a livello del forcellone. Nella lista degli optional c'è però una primizia forse ancor più succulenta. Sto parlando del kit supercharger, che garantisce un incremento di potenza e coppia nell'ordine del 15-20% grazie a un compressore volumetrico alloggiato nella L dei cilindri e azionato da una cascata di ingranaggi che parte dalla frizione. Ultimo ma non meno importante, c'è anche uno schermo TFT a colori da 3,5 pollici, con tanto di sistema di acquisizione dati integrato da un GPS.


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