In pista con

Bimota BB3


Avatar Redazionale , il 21/06/14

7 anni fa - La Bimota BB3 è una sportiva di razza

Motore BMW a quattro cilindri, ciclistica italiana e un sacco di pezzi ricavati dal pieno. È la Bimota BB3, la SBK replica che costa tanto (40 mila euro di listino) ma che è quanto di più vicino a una vera moto da corsa si possa trovare

Benvenuto nello Speciale TUTTE LE PROVE MOTO DEL 2014, composto da 83 articoli. Seleziona gli articoli di tuo interesse cliccando il sommario TUTTE LE PROVE MOTO DEL 2014 qui sopra, oppure scorri a fondo pagina la panoramica illustrata dell'intero speciale!

DA CORSA Non conto più le volte in cui mi è capitato di sentire “Il nuovo modello è strettamente derivato dalle corse” per poi scoprire che le parole superavano di gran lunga la realtà. Senza nulla togliere alle sportive del caso, difficilmente la moto di serie assomiglia alla sorella che corre in Superbike. Ma in questo caso, oh, in questo caso ci siamo davvero vicini. Si chiama Bimota BB3 ed è l’ultima nata dell’atelier romagnolo. Il motore è quello della BMW S1000RR, non si scappa, ma la ciclistica è tale e quale alla sorella che corre in Superbike con Badovini e Iddon. Molle a parte, infatti, le quote del telaio, i tubi del telaio e il forcellone sono gli stessi. Ma andiamo con ordine.

4 CILINDRI CHE URLANO Motore della BMW S1000RR, dicevamo. E in buona sostanza è rimasto tale: 4 cilindri in linea, 16 valvole in titanio e misure di alesaggio/corsa super-superquadre (80 x 49,7 mm), è capace di 200 cv a 13 mila giri e 112 Nm a 9.750 giri. L’aumento di 7 cavalli rispetto alla sorellastra BMW sarebbe dovuto al diverso sistema di scarico, un Arrow in carbonio. Non manca la frizione antisaltellamento. Anche il pacchetto elettronico è lo stesso: controllo di trazione, sistema anti-impennata, ABS, tutto ampiamente regolabile (manca tuttavia la mappa Slick, qua ci si ferma alla Race). C’è anche il cambio elettroassistito, ma questo è stato sviluppato direttamente da Bimota.

TELAIO ITALIANO La ciclistica, invece, è tutta fatta in casa. La Bimota BB3 ha un telaio a traliccio in tubi di acciaio al cromo-molibdeno con piastre laterali in lega leggera ricavate dal pieno. Le sue quote sono abbastanza votate alla stabilità: inclinazione cannotto di 25° e un interasse di 1.430  mm. Dietro invece c’è uno stupendo forcellone che, come le piastre, è in lega leggera ricavato dal pieno (il blocco da cui è ricavato pesa addirittura 90 chili!) e ha il pivot regolabile, come una vera moto da corsa. Ad ammortizzare il tutto ci pensano un mono Ohlins TTX completamente regolabile e una forcella sempre Ohlins da 43 mm, altrettanto regolabile (rispetto alla SBK Evo cambiano giusto le molle). Completano il quadro i cerchi forgiati in alluminio ultra-leggeri, i dischi da 320 mm davanti con pinze radiali Brembo e le gomme di serie Continental Race Attack. Quasi dimenticavo: la moto pesa 179 chili a secco.

QUANTO MI COSTI! Certo, tutto questo non costa poco: si parla di 40 mila euro di listino, più eventuali parti in carbonio. Sì, è tanto. Però vanno considerate due cose: innanzitutto Bimota è una piccola azienda, che non può ammortizzare i costi di produzione su migliaia e migliaia di pezzi venduti. In secondo luogo, la BB3 è realmente simile alla moto guidata da Ayrton Badovini, la differenza è davvero minima.

IN QUESTO SERVIZIO

Tuta ARLEN NESS RACING LS1
Guanti ARLEN NESS PRO
Stivali TCX RS2 EVO
Casco HJC RPHA10 PLUS FURIA MC1

VEDI ANCHE



TAVOLONA Sono un tipo fuori taglia: con il mio metro e novanta non faccio molto testo quando si parla di posizioni di guida. In altre parole, sono davvero poche le moto su cui riesco a muovermi agile e disinvolto. E la Bimota BB3, per alcune cose, è una di queste: sulla sella c’è tanto spazio per muoversi (forse addirittura troppo, la sella è bislunga), così che anche gli spilungoni possono trovare lo spazio che serve in pista. Inoltre non è troppo cariata sui polsi, cosa che apprezzo molto. Solo due gli appunti che mi sento di muovere: i semimanubri sono un po’ troppo chiusi per i miei gusti e le gambe rimangono ad angolo molto acuto, a mo’ di ranocchio. Ma questo, forse, è un problema della mia statura.

CURA DEI DETTAGLI Non sono pochi i dettagli meccanici della Bimota BB3 degni di nota e descriverli tutti in breve è impossibile. Si potrebbe scrivere un trattato solo sul forcellone, un’opera d’arte per i cultori della manifattura, o sui tubi del telaio saldati alla perfezione. Qualcosa che stona però c’è, almeno per i miei gusti. Ok che il motore è BMW, però la strumentazione proprio tale e quale ma con scritto Bimota proprio non mi va giù. Soprattutto considerato quanto sborseranno i proprietari…

PRIMI GIRI 8:00 del mattino di sabato, moto da 200 cavalli, pista assoutamente nuova e anche un po’ umidiccia. Ci sono condizioni migliori? Scherzi a parte, se metto assieme tutti gli elementi non c’è molto da gioire ma in reatà è tutto meno traumatico del previsto. Perché la Bimota BB3 è soprattutto una moto facile e agile e questo aiuta. Me l’aspettavo scorbutica e un po’ bastarda da guidare e invece a sorpresa è una di quelle moto a cui puoi dare facilmente del tu. Rimane una sportiva purosangue, questo è ovvio, ma non servono turni di apprendistato per cominciare a tirare.

SPINGI E SVEGLIATI Intuitiva, vero, ma quando spingi l’anima racing della BB3 viene comunque fuori. Perché è facile e intuitiva ma la competenza che mette sul piatto è qualcosa che la fa assomigliare molto a una moto da corsa. Docile a prendere la corda, la Bimota appaga a centro curva con una stabilità da riferimento, anche quando si entra in curva con i freni in mano. Non si muove nemmeno tanto in uscita, e il paragone è presto fatto: mentre con la BMW S1000RR difficilmente la ruota davanti rimane attaccata a terra nelle prime 4 marce, con la BB3 succede solo in seconda. E l’impennata è assolutamente gestibile e non violenta, così da poter tenere tutto aperto quasi subito.

CHE GUSTO! Così diventa gustoso spremere la BB3 all’osso. Non è la più veloce a gettarsi verso la corda o a chiudere le curve, ma piace per come rimane sempre stabile e controllata. Una bella tavolona da surf, piatta anche in frenata, o sempre potente e ben gestibile.

4 DA URLO Si è già detto molto sul 4 cilindri made in Germany e sulla Bimota BB3 non è diverso: una vera bestia. Ne ha praticamente sempre ed è proprio tutta l’erogazione a lasciare a bocca aperta. Spinge bene ai bassi e a circa 6.000 cominciano le danze, una cosa tipica dei milloni. Attorno ai 9 mila c’è un netto cambio passo, dove i 4 cilindri cambiano voce e cominciano a cataputarvi in un’altra dimensione. Quando si pensa che sia tutto finito, che più di così non si può, il 4 cilindri tedesco si concede il lusso di aumentare ancora l’intensità della spinta, attorno a quota 12 mila. Da qua a circa 14 mila è un attimo, ma la violenza che esprime a questo regime è qualcosa che nessun altro è ancora riuscito a eguagliare.

SANTA ELETTRONICA Come il motore, anche il pacchetto elettronico della BB3 è tale e quale a BMW, quindi una vecchia conoscenza. In altre parole, tiene bene a bada i bollenti spiriti del motore (soprattutto su alcuni punti della pista, molto scivolosi), ma quando si vuole spingere per davvero è un po’ invasivo, anche in modalità Race (mi sarebbe piaciuto provare la Slick). Non si può esagerare con il gas o la staccata, altrimenti il Traction e l’ABS vi riprenderanno come professori severi. Meglio essere un filo più dolci nei comandi, con poco on-off. Così, quando sembra di andare tutto sommato tranquilli, si stanno staccando tempi nettamente migliori. Mai come in questo caso è vera la frase “Se ti sembra di andare piano, stai andando forte”.

CORRI FACILE Alla fine, la BB3 mi ha colpito per molte cose, una su tutte: quanto sia facile e al contempo racing. Intuitiva fin dal primo ginocchio a terra, la Bimota BB3 non si chiama fuori dai giochi quando si spinge ma anzi mostra un comportamento quasi da moto da corsa. Pur rimanendo facile e intuitiva e questo è davvero incredibile.

IN QUESTO SERVIZIO

Tuta ARLEN NESS RACING LS1
Guanti ARLEN NESS PRO
Stivali TCX RS2 EVO
Casco HJC RPHA10 PLUS FURIA MC1


Pubblicato da Alessandro Codognesi, 21/06/2014
Gallery
Tutte le prove moto del 2014
Logo MotorBox