Prova su strada

Moto Guzzi V7 Racer


Avatar Redazionale , il 20/04/14

7 anni fa - La Guzzina più stilosa

La Moto Guzzi V7 Racer è l'esempio di attenzione al dettaglio. Adatta ai neofiti con i suoi 48 cavalli, è piacevole da guidare, da guardare ma soprattutto da possedere

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VESTE TUTTI Quando si osserva la Moto Guzzi V7 Racer, viene normale pensare che sia adatta soprattutto a chi veste al massimo una taglia M. Una volta in sella, però, si scopre che le dimensioni compatte, quelle che permettono ai neofiti di sentirsi subito a proprio agio, con i piedi saldamente appoggiati a terra, non hanno effetti collaterali per chi è ben stazzato. Anche chi ha un fisico da Granatiere di Sardegna si trova bene, con i semi-manubri che caricano poco i polsi e le belle pedane arretrate che non costringono a pieghe innaturali le ginocchia, che tra l’altro restano a distanza di sicurezza dalle teste.

VOLO LIBERO La Moto Guzzi V7 Racer è facile da gestire anche una volta in movimento. Il raggio di sterzata è contenuto e, complici il baricentro basso e la sezione non esagerata delle gomme, l’Aquilotta si muove con disinvoltura e rapidità, nel traffico così come nel misto. Certo, per definirla sportiva occorre essere di manica piuttosto larga ma se si guida in modo fluido e pulito, senza andare alla ricerca di staccate al limite e di pieghe clamorose, è possibile togliersi belle soddisfazioni. E' una moto sincera e schietta, con equilibrio complessivo che ne fa la café racer più godibile e user friendly in circolazione.

GUSTO PERSISTENTE Caf(f)é ristretto, dunque, ma con un aroma piacevole e persistente, che non stanca nemmeno se assunto in dosi massicce. Anche il comfort è infatti buono, con la V7 Racer che è pronta a vestire con insospettabile naturalezza i panni della giramondo: gli ammortizzatori regolabili Bitubo fanno bene il loro lavoro e le vibrazioni restano sempre su livelli accettabili.

SENZA FRETTA Il motore, dal canto suo, completa degnamente il quadro e, con i suoi 48 cv, strizza l'occhio anche a chi ha una patente A2. Il V2 lariano personalità da vendere ma non è affatto scorbutico: la sua dote migliore è la regolarità, che gli consente di riprendere senza incertezze si dai regimi più bassi e di sfoderare poi una progressione molto lineare. Con questo sette e mezzo non ha molto senso tirare le marce perché l’allungo non è un granché: meglio sfruttare la sua elasticità, cosa che tra l’altro paga bene sul fonte dei consumi, con medie reali nell’ordine di oltre 20 km/litro. Così si limita anche l'uso del cambio, non impeccabile quanto a manovrabilità. E poi, diciamolo: andando piano ci si può pavoneggiare meglio, sfoggiando lo splendido serbatoio cromato sormontato da una cinghia in cuoio, il telaio rosso come i mozzi e le tabelle portanumero…

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Foto di Andrea Schiavina


Pubblicato da Paolo Sardi, 20/04/2014
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