Test Drive

Suzuki V-Strom 1000 3L


Avatar Redazionale , il 14/09/14

7 anni fa - In viaggio per la Toscana con la Suzuki V-Strom 1000 3L

La Toscana è la meta di un viaggio estivo con la Suzuki V-Strom 1000 3L, una factotum capace di conquistare chilometro dopo chilometro. Facile, comoda e divertente, ha pochi punti deboli

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SEDOTTO E ABBANDONATO Maledetti amori estivi. Si, maledetti perché finiscono e fa male da morire. Quest’anno mi è capitato. Una di quelle cotte che al momento di salutarsi ti viene voglia di piangere, ma sei uomo e ti contieni. Anche se lei non è la più popolare della scuola o la più bella del reame, avete passato insieme momenti che difficilmente con altre sarebbero stati così belli. Ecco. La mia storia d’amore con la Suzuki V-Strom 1000 è stata così: tanto intensa quanto dolorosa al momento dell’abbandono.

EQUILIBRIO Fortunatamente, graziato dalle condizioni meteo della Toscana, sono riuscito a provare la Suzuki V-Strom 1000 su qualsiasi tipo di strada e condizione climatica. Il risultato è stato sorprendente. L’endurona Suzuki è in grado di adattarsi bene al tipo di guida che le viene imposto e lo fa senza battere ciglio.

COME UNA TOURER Per vedere come si comporta in “assetto da viaggio” ho pensato bene di caricare all’orlo le tre borse che equipaggiano la versione 3L della V-Strom, e di ospitare a bordo un secondo passeggero, che si era “spontaneamente” offerto per aiutarmi a capire quanto potesse essere agile tra le curve una Suzuki V-Strom 1000 stracarica. Bene. Con un paio di scatti al precarico del mono, non ha accusato minimamente il colpo: tra le curve veloci ad ampio raggio dell’autostrada della Cisa, mi ha sorpreso per stabilità e rapidità in ingresso di curvaIn fase di uscita, così carica, non è altrettanto svelta: sembra volere rimanere lì dov’è e ha bisogno di un aiutino con l’acceleratore per uscire più rapidamente. Il motore sembra non essere interessato al fatto che in sella ci sia una coccinella o un pachiderma. Il bicilindrico spinge sempre e spinge forteSembra avere più cavalli e coppia di quelli che la Casa dichiara. Sarà la coppia erogata fin dai bassi regimi -103Nm a 4000 giri- ma la sensazione è quella di un tiro costante ed infinito.

COME UNA SPORTIVA Cento cavalli son cento cavalli. Certo, non ho la minima intenzione di paragonarla a un bombardone nato per la pista ma la Suzuki V-Strom 1000  è facile, è equilibrata e ha motore. Il manubrio largo e il baricentro non particolarmente alto, la rendono una bell’arma per affrontare i passi di montagna. E proprio la confidenza che è in grado di dare a chi sta in sella fin dai primi metri permette di andare forte da subito. Spogliata dalle borse e abbandonato il passeggero,, ho potuto sentire al meglio come si comporta tra le curve a medio raggio e tra i tornanti. Anche in questo caso, la risposta è “molto bene”.

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OFFROAD Casualmente, una tappa del mio giro in Toscana in sella alla V-Strom, prevedeva un simpatico agriturismo che, sempre casualmente, era raggiungibile solamente con qualche chilometro di strada bianca. Anche in questo caso, il metro di paragone per la valutazione della Suzuki V-Strom 1000 non è la moto da cross con la quale Cairoli si porta a casa i mondiali ma la media delle altre crossover. Anche in questo caso per merito del peso contenuto e della ciclistica di qualità, non posso dire di non essermi divertito ad alzare polveroni e ad uscire di traverso dalle curve. Il tutto con estrema facilità e senza reazioni brusche del gas.

ELETTRONICA Quest’estate non ha brillato per il clima eccezionalmente caldo e per la siccità. Fin qui ci siamo. Ma percorrere lunghi tratti sotto piogge torrenziali che battono su un asfalto più scivoloso di un campo da calcio saponato, mi ha permesso di apprezzare l’elettronica che equipaggia la Suzuki V-Strom 1000. L’ABS ormai l’hanno quasi tutte le moto della stessa categoria ma il controllo di trazione no. Volete allungare il passo? Tranquilli, il sistema funziona bene. Il trio ABS-controllo di trazione-ciclistica di livello è ben affiatato e permette di affrontare con estrema serenità le curve anche in condizioni di grip non ottimale.

UN PICCOLO NEO La Strom è veramente ben fatta. I dettagli sono curati,  le plastiche si accoppiano bene e la presa 12V sotto la strumentazione risulta pratica per ricaricare cellulare o navigatore. Purtroppo, le borse incluse come primo equipaggiamento di questa versione non sono all’altezza. Oltre alla capienza non eccezionale, il sistema di apertura e di aggancio-sgancio non ispira particolare sicurezza. 

BELLA COME UNA VOLTA Su questo aspetto si può però chiudere un occhio e tenere l’altro ben aperto sulla linea. Un altro punto forte della Strom è infatti l’estetica. Rispetto ai modelli precedenti ha fatto un salto avanti nel tempo… o meglio, indietro. Non sono impazzito. Il “becco” che tanto sembra ispirarsi a quello delle note endurone bavarese, è in realtà un’invenzione Suzuki. Per l’esattezza è ereditato dalla DR Big del 1988, quando in Germania usavano ancora un bel parafango ad arco.

IN QUESTO SERVIZIO
Casco Shark
Giacca Dainese D-Stormer D-Dry
Guanti Arlen Ness G 9149 AN 

Pantaloni Mottowear Gallante Blue
Scarpe Gaerne Voyager Aquatech Black

Foto di Christoph Cirillo


Pubblicato da Andrea Schiavina, 14/09/2014
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