Autore:
Alessandro Codognesi

DAITARN 3 La somiglianza è notevole: con quell’espressione imbronciata e la faccia tirata, la Honda CTX700 DCT mi ha ricordato da subito il mitico cartone animato Daitarn 3. E certo, le tecnologie non le mancano. Il motore è cosa nota: oggetto di discussione tanto quanto un derby al Bar dello Sport, il bicilindrico da 670 cc a corsa lunga sfrutta la chicca del cambio DCT (Dual Clutch Trasmission), il cambio a doppia frizione che può essere usato in due modalità automatiche (Normal o Sport) e una manuale. Nel vero senso della parola, perché si cambia con le dita della mano. Niente comando frizione, quindi, per la cruiser eccentrica di Honda che, di fatto, copia in piccolo la sorellona CTX1300. Ma questa è un’altra storia.

PREGO, SI ACCOMODI Non so bene cosa aspettarmi dalla Honda CTX700 DCT. Moto cruiser ne ho guidate parecchie ma lei è diversa. È diversa nei pesi in gioco, perché è leggera (244 chili con il pieno e le valigie montate), nelle dimensioni e nelle scelte meccaniche. Con la posizione di guida, però, ci siamo: le braccia sono distese ma non troppo, le pedane belle avanzate, la seduta bassa, molto, che aiuta anche chi è di primo pelo. Che tutto sommato, è in parte il pubblico a cui si rivolge una moto da 48 cavalli.

È UNA HONDA La vita a bordo della CTX700 DCT non sorprende poi molto: è una Honda, senza dubbio, e lo si vede dalla qualità! In questo, Honda è inarrivabile: poca meccanica a vista, si è avvolti da un attrezzo perfettamente realizzato, non un connettore visibile o una plastica posticcia. Giro di chiave, tasto d’accensione e il corsa lunga si mette in moto, efficiente, e con un frullio moderno e soffice.

POCO OLTRE LO SCOOTER Per quanto è comoda e facile, la Honda CTX700 DCT mi ricorda uno scooter, anche più che la sorella NC. La posizione è realmente confortevole ma anche di controllo, perché le braccia non sono mai troppo distese, le ruote da 17” e il telaio a traliccio in acciaio le regalano una guida rassicurante, perché è sempre ben precisa. Ci sono anche le comodità come le valigie laterali, offerte di serie e impermeabili, la sella sempre comoda anche in due, e così via. Mi manca un po’ di protezione dalle intemperie, quello sì: in caso di pioggia un bel cupolino più esteso farebbe comodo.

BRILLANTE In compenso il motore della Honda CTX700 DCT è molto piacevole. In particolare, mi piace lo spunto al semaforo: il reparto trasmissione risponde perfettamente al vostro input al comando del gas, non esiste il ritardo tipico dei variatori ma nemmeno quello dovuto al rilascio della frizione. Si gira la manopola e la CTX scatta in avanti, precisa. La spinta del due cilindri, poi, è degna di un motore elettrico: lineare e costante, non è troppa né troppo poca, almeno per un utilizzo urbano. E questo perché alla potenza pura, il bicilindrico, predilige la coppia ai bassi regimi: ecco il segreto di un motore a corsa lunga.

INTELLIGENTE E INTERESSANTE Nell’andirivieni dall’ufficio la apprezzo di più ogni giorno che passa, la CTX. Perché è agile, molto, nel traffico, e ha anche il baricentro basso che mi fa mettere bene i piedi a terra senza farmi mai perdere l’equilibrio. Le sospensioni son ben tarate e soprattutto lavorano bene sullo sconnesso milanese, nemico numero uno di tutti gli assetti. Ma la CTX700 non si fa intimorire, veleggiando allegramente sul pavè di Porta Romana, aiutata sempre dall’ABS a due canali (di serie), pronto a salvarvi la pelle se un automobilista distratto vi ruba la precedenza.

A MODO MIO Una tipa strana, la CTX700. Con un cambio automatico fuori dagli schemi ma che funziona bene, uno stile originale ma da capire, una qualità di guida innegabile, offre una variante per una guida rilassata dell’apprezzatissima NC. Alla mancanza di sottosella risponde con due belle valigie laterali, mentre il resto privilegia il confort. Quello che mi frena un po’ nel promuoverla a pieni voti sono due cose, principalmente: la protezione aerodinamica, troppo poca per chi si avvicina alla metropoli dalla provincia, e il prezzo: 8.990 euro non sono pochi, soprattutto considerato che la NC750X DCT costa 1.000 euro in meno. Quanto costa l’originalità? Ora lo sapete.

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