Prova

Triumph Thunderbird Commander


Avatar Redazionale , il 12/05/14

7 anni fa - Un'alternativa alle solite cruiser custom a stelle e strisce

La Triumph Thunderbird Commander è una valida alternativa alle solite cruiser custom a stelle e strisce. Costa 17.590 euro e ha l'ABS di serie

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C’E’ DI PIU’ Guardando distrattamente la Triumph Thunderbird Commander si corre il percolo di considerarla, in modo un po’ troppo sbrigativo, come una semplice variazione sul tema della maxibicilindrica di Hinckley. Liquidare così la Commander sarebbe però un errore madornale, perché la moto è in effetti frutto di una profonda rivisitazione e merita un’analisi più attenta.

BELLA IN CARNE Andiamo però con ordine e partiamo da quello che noterebbe anche chi non è un grande fisionomista.  La Triumph Thunderbird Commander si riconosce innanzitutto per la scenografica verniciatura bicolore (Lava Red/Crimson Sunset o Phantom Black/Storm Gray) e per le nuove ruote da 17” gommate in modo molto generoso: 140/75 all’anteriore e 200/50 al posteriore. Decisamente in carne è però tutto l’avantreno: la forcella è una Showa da 47 mm, ha vistose protezioni in acciaio per gli steli ed è sormontata da una coppia di fari molto scenografica. Poco più sopra si trovano una massiccia piastra lucidata e un ampio manubrio che nasconde alla vista i cablaggi che arrivano ai due blocchetti. Il tachimetro è ospitato sul serbatoio da 22 litri e nella sua cornice trovano posto anche l’indicatore del livello del benzina, la classica manciata di spie e un contachilometri digitale.

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VITA BASSA Un’altra primizia della Triumph Thunderbird Commander è la sella, che non ha solo un nuovo schienalino ma è completamente riprogettata, per offrire un maggior comfort. Ha una imbottitura a tripla densità più spessa di 30 mm rispetto alla Thunderbird vulgaris ma non per questo vede la seduta allontanarsi da terra. L’altezza è sempre 700 mm perché la parte sottostante è stata stravolta, con modifiche all’airbox e al telaio. Quest’ultimo continua ad avere il motore come elemento stressato al suo interno ma adotta anche un nuovo forcellone e ha una geometria aggiornata per rendere al meglio con i nuovi pneumatici più paffuti.

COLPO DI TACCO A proposito del motore, la Triumph Thunderbird Commander monta la versione Big Bore del noto bicilindrico frontemarcia inglese, portato dunque a 1.699 cc e che in questa configurazione promette 94 cv di potenza a 5.400 giri e 151 Nm di coppia a soli 3.550 giri. A fargli da spalla c’è un cambio a sei marce con comando a bilanciere, una scelta che va come il cacio sui maccheroni con le massicce pedane a mezzaluna in alluminio. Per i miei gusti il comando posteriore, quello che si aziona con il tallone per passare al rapporto superiore, è un po’ distante dal poggiapiede ma basta armarsi di una brugola per una regolazione personalizzata.

COME VA Nel complesso, la Triumph Thunderbird Commander tiene fede alla sua impostazione americaneggiante, dimostrando sin dai primi metri di prediligere gli ampi spazi e le andature slow. Il largo manubrio oversize e le pedane leggermente avanzate portano ad assumere una posizione tranquilla, che permette comunque di avere un buon controllo nella guida. A completare il quadro c’è poi la già citata sella, che, con la sua conformazione azzeccata, non causa indolenzimenti e permette a chiunque di poggiare saldamente i piedi a terra. Ciò è sicuramente un bene, perché la Commander, con i suoi 348 kg in ordine di marcia, non è facilissima da gestire a motore spento. Per fortuna il raggio di sterzo è ragionevolmente contenuto e basta guadagnare un minimo di velocità perché, con la complicità del baricentro basso, ci si riesca a muovere con disinvoltura in tutta sicurezza. Fino alle medie andature, la Thunderbird Commander si rivela molto piacevole, a patto che si guidi in modo pulito, senza tanti grilli per la testa. Se si forza il passo, gli inserimenti in curva diventano più laboriosi, si arriva presto a strisciare con le pedane sull’asfalto e in fase di uscita emerge una lieve tendenza ad allargare. Insomma, la cosa migliore che si possa fare è scegliere un passo più tranquillo e godersi l’erogazione pastosa del motore, che consente di ridurre allo stretto indispensabile il ricorso al cambio. Per 17.590 euro (e con l'ABS di serie) rappresenta una valida alternativa alle solite note a stelle e strisce.

IN QUESTO SERVIZIO
Casco Caberg Freeride UK
Giubbotto Alpinestars Interceptor
Guanti Alpinestars Arctic
Pantaloni Mottowear City X
Stivali Stylmartin Legend


Pubblicato da Paolo Sardi, 12/05/2014
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