Test Drive

Suzuki S-Cross 2WD 1.6 DDIS Top


Avatar di Luca Cereda , il 25/08/14

7 anni fa - Poca apparenza e molta sostanza per la Suzuki S-Cross

Poca apparenza, molta sostanza e una buona dose di spazio. La Suzuki S-Cross è per chi il crossover lo vuole pratico

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TEMPI MODERNI Tra la Suzuki SX4, che l’ha preceduta e ispirata, e la sua erede Suzuki S-Cross non c’è soltanto una mezza taglia buona di differenza, che colloca la nuova arrivata nelle misure tipo (430x177x157 cm) dei crossover compatti che vestono la M. Quando arrivò sul mercato, la SX4 era un’antesignana del nascente segmento crossover (forme compatte unite a velleità fuoristradistiche via via sempre più moderate). La nuova si butta invece a pesce in un mercato cresciuto a dismisura, molto sfaccettato e sempre più orientato alla vita urbana. Sono cambiate le regole del gioco, insomma. E con questo si spiega l’ingresso un po’ in punta di piedi della S-Cross sulla scena, oltre che di altri aspetti che la riguardano.

LATO B Per esempio la scelta di un look poco coraggioso, che tuttavia, a lungo andare, potrebbe portare la Suzuki S-Cross ad invecchiare meglio di altre colleghe più ardite. Nelle linee mi ricorda la prima Qashqai e si fa notare soprattutto per il suo lato B, sicuramente quello più personale e riuscito, grazie a un lunotto avvolgente e luci posteriori sapientemente disegnate per dissimulare le forme giunoniche del posteriore. Dei suoi muscoli, invece, mi accorgo una volta abbassato lo sguardo, intercettando i passaruota generosi, messi in risalto dalle protezioni in plastica che contornano la carrozzeria e dall’altezza da terra di 17 cm, preziosa anche in città se occorre darsi al parcheggio creativo.

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CAVERNA DI ALADINO La coda nasconde anche uno dei veri punti di forza della Suzuki S-Cross: il bagagliaio. Uno dei più capienti nel segmento con i suoi 430 litri in configurazione a 5 posti, ma soprattutto molto ben sfruttabile, ampio nell’apertura e regolare nella forma. Non bastasse tutto lo spazio a disposizione sopra il fondo del baule, si può anche alzare il piano di carico, sotto il quale ci sono micro-ripostigli per oggetti di varia natura. Il bagagliaio è anche emblema dell’evoluzione in chiave più familiare della S-Cross in confronto alla SX4: a migliorare infatti non sono solo le doti di carico ma è l’abitabilità a tutto tondo, in particolare per lo spazio a disposizione dei passeggeri in seconda fila.

COMPLETA MA SEMPLICE Quello che manca alla S-Cross per fare le veci di una wagon compatta, sempre guardando alle esigenze di una famiglia,  è semmai una maggiore ricercatezza degli interni, che badano molto (forse ancora troppo) al sodo. Solidità dei montaggi e resistenza dei materiali sono fuori discussione ma il design della plancia è un po’ scontato e le plastiche perlopiù dure al tatto. In compenso, l’equipaggiamento di serie è abbastanza completo, a meno che non siate tipi troppo pretenziosi nella ricerca di coccole. La Suzuki S-Cross 1.6 DDIS Top  ha anche i sensori di parcheggio e il clima bi-zona ma per avere il navigatore bisogna pagare a parte un pacchetto ad-hoc. Il navigatore si interfaccia tramite un display non particolarmente ampio, paragonato a quanto offrono, oggi, anche modelli di segmenti inferiori, ma sulle dimensioni si può anche chiudere un occhio. Nella mia esperienza personale, semmai, il problema è stato farmi capire dal chip che legge i comandi vocali.

MILLESEI TUTTOFARE Giorno dopo giorno, la Suzuki S-Cross si apprezza con il passare del tempo, come il buon vino. Bisogna andare oltre il primo impatto e avere modo di scoprire tutta la sua praticità e versatilità nell’uso quotidiano, soprattutto in questa versione che rinuncia alla trazione integrale, assolutamente non necessaria se si sconfina solo di rado dalla città, e che monta sotto il cofano un jolly come il 1.6 Fiat a gasolio da 120 cv e 320 Nm di coppia, un motore che gioca veramente a tutto campo. Sempre pronto a spingere ai bassi e forte di una corposa spinta ai medi, spinge la S-Cross di buona lena in ogni situazione, e quando c’è da tirare le somme dei consumi fa tirare anche un sospiro di sollievo: ci si avvicina ai 20 con un litro senza nemmeno risparmiarsi troppo.

DA TROTTO Di contro, questo millesei non è certo il più silenzioso tra i diesel in commercio, soprattutto a freddo. E non ha nemmeno lo sprint di Usain Bolt: 0-100 in 12”. Ma la Suzuki S-Cross non è certamente il partner a cui andare a chiedere le prestazioni, non solo per le risposte del motore ma per il comportamento dell’auto in generale. Sincera, prevedibile e anche confortevole se guidata col piglio dei bravi papà di famiglia, un po’ cedevole –ma sempre in sicurezza, sia chiaro – nell’assetto (complici il baricentro alto e sospensioni morbide) e vaga nelle risposte dello sterzo quando invece si va a forzare il ritmo. I misti veloci, dunque, meglio affrontarli col passo serafico del turista. Scoprirete un’auto che ha il merito di rendere più facile tutto ciò che rientra nell’ordinarietà.


Pubblicato da Luca Cereda, 25/08/2014
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