Prova su strada
BMW X6 2015

BMW X6 2015

La BMW X6 si rinnova. Non è un restyling ma la seconda generazione di un modello che dal 2008, in Italia, ha venduto circa 16.000 unità. Ritocchi alla linea ma soprattutto ai contenuti tecnologici che hanno portato la sicurezza a un livello mai visto prima. 

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Autore:
Marco Rocca

SIATE PRECISI, MI RACCOMANDO Non andate in giro dicendo che si tratta di un restyling perché i tedeschi di BMW potrebbero prendersela davvero a male. La BMW X6 2015 è tutta nuova e anzi tengono a sottolineare che si tratta di una nuova generazione, la seconda per essere precisi. Dopo il boom di vendite nel nostro Paese, con quasi 16.000 esemplari venduti dal 2008, l’auto da aperitivo per eccellenza si rifà il trucco, si aggiorna profondamente negli interni e nei contenuti tecnologici riconfermando il suo potere tra le Suv di lusso.

SGUARDO DI FAMIGLIA Ma iniziamo con ordine dall’esterno. Anche un occhio poco allenato noterà che qualcosa nel frontale è cambiato. Ora la firma stilistica, portata in auge dalla recente generazione di Serie 3, è rappresentata dal congiungimento dei fari al doppio rene. Un particolare che ha uniformato la “coupéttona” al resto della gamma BMW e che le garantisce una presenza su strada più possente e, complici prese d’aria ridisegnate, anche più sportiva. Lo sguardo prosegue lungo la fiancata, ora solcata da due grosse nervature, stile X4, per finire con il posteriore, segno distintivo della X6. Qui in effetti, si potrebbe pensare che la matita dei designer sia stata più leggera. Sbagliato. Oltre ai nuovi fari, cambiano le proporzioni delle coda. Fateci caso, ora è più bassa e larga, più vicina al suolo di quanto lo fosse prima. Modifiche stilistiche è vero ma anche funzionali, tengono a precisare i tecnici, che hanno portato a una riduzione del coefficiente di penetrazione aerodinamica.

ENTERPRISE Tra la prima generazione e la seconda di X6 è avvenuto il passaggio dall’era analogica a quella digitale. Non che prima non ci fosse un carico tecnologico di assoluto riferimento ma gli abitacoli 2.0 BMW sono un’altra cosa. Un esempio? La strumentazione non ha più le lancette analogiche ma è composta da uno schermo che cambia grafica in funzione della modalità di guida inserita: ECO Pro, Comfort, Sport e Sport Plus. Il flat screen del navigatore, mi correggo dell’infotainement, ha una risoluzione così elevata da permettere di vedere film in HD. Tanta tecnologia racchiusa però in un ambiente familiare agli affezionati della Casa bavarese, che negli anni è sempre rimasto fedele a se stesso con la plancia rivolta verso il guidatore. I tasti non sono pochi, è vero, ma sono ben disposti e comunque in numero inferiore rispetto a concorrenti come Porsche, per esempio.

SICURI COME A CASA La seconda generazione segna un passo in avanti anche sotto la voce sicurezza. Un esempio sono il ConnectedDrive che racchiude il Driving Assistant Plus con assistente per la guida autostradale in colonna, ma anche il BMW Night Vision con Dynami Light Spot, oppure le varie telecamere che segnalano i pericoli, ma anche l’Head Up Display, che permette di tenere sotto controllo tutti i parametri fondamentali della vettura, navigazione compresa, senza dover distogliere lo sguardo dalla strada.

QUATTRO PIU’ UNO La qualità e i materiali con cui è assemblato l’abitacolo non si discutono, così come il livello delle finiture, del resto stiamo parlando di un’auto che fissa il suo listino a partire da 70.890 Euro. Davanti lo spazio non manca ma questo si sapeva, il problema semmai emerge nella zona posteriore dove bisogna fare i conti con la linea del terzo montante, ma in effetti si sapeva anche questo. La novità, invece, è che ora sul divano possono accomodarsi tre persone. Per la verità in BMW parlano di 4+1, per cui non aspettatevi miracoli. Meglio viaggiare in quattro dunque, sfruttando appieno tutto il comfort del grande SAC (Sport Activity Coupé) che si è migliorato, invece, dietro l’abitacolo, proponendo un baule cresciuto di 75 litri rispetto al passato. Ora sono 580 i litri a disposizione che arrivano a 1.525 a schienali reclinati.

I PREZZI Il lancio commerciale avrà inizio dal prossimo 6 dicembre. Tutta la gamma BMW X6 2015 è già a listino ma al lancio sono tre le motorizzazioni disponibili. Apre le danze il diesel 30d da 258 cavalli, segue sul fronte benzina la 50i, con il V8 da 450 cavalli e chiude il cerchio la sportiva a gasolio M50d con il diesel tri-turbo da 381 cavalli. In un secondo momento arriveranno anche la 40d da 313 cavalli, la 35i con il benzina da 306 cavalli e la più performante BMW X6 M da 575 cavalli. E a proposito di “emme”, le due varianti più sportive non seguono le regole degli allestimenti, ma fanno vita a sé. Gli altri modelli, invece, oltre ad una sorta di versione d'ingresso (ricchissima di contenuti), si declinano in due allestimenti. Il primo più elegante e raffinato, Extravagance, l'altro più dinamico e sportivo, M Sport. Piccola chicca, all’acquisto sarà possibile scegliere la propria X6 con l’assetto che si preferisce, più votato al comfort o alla sportività. I prezzi? Elitari, dato che si parte da 70.890 Euro, come detto, per raggiungere e superare quota 128 mila della X6 M. Ricordate anche che per gli amanti della personalizzazione c’è il reparto Individual che realizzerà la vettura seguendo ogni vostro desiderio

IRRESISTIBILE TENTAZIONE Devo fare una confessione. Avrei potuto provare la variante con il 3.0 diesel da 258 cavalli, non fosse altro perché in Italia sarà il motore che andrà per la maggiore ma mi sono lasciato prendere la mano e non ho resistito alla tentazione. Sono salito a bordo della mostruosa M50d. Del resto, diceva Oscar Wilde, l’unico modo di liberarsi di una tentazione è cedervi. Preso in parola.

LEI HA IN NUMERI GIUSTI Prima ancora di mettermi al volante mi aveva impressionato un dato su tutti, lo scatto. Un crono di 5,2 secondi per passare da 0 a 100 fino a poco tempo fa era appannaggio di sportive con il cavallino sul cofano, ora invece lo è diventato anche di un motore diesel, montato su un Suv da 2.300 kg per giunta. La M50d fa paura. Il sei cilindri 3.0 da 381 cavalli è un concentrato di forza inarrestabile. Non ce n’è per nessuno in ripresa, qualsiasi sia la marcia inserita. I tre turbo soffiano come dannati scaricando sulle quattro ruote la bellezza di 740 Nm di coppia massima già a partire dai 2.000 giri. Così nello stesso tempo che un’auto normale impiega a fare un sorpasso, con la X6 M50d si supera una fila di auto.

UN VIAGGIO DI PIACERE Ma non devo esagerare. In autostrada non potrei chiedere di viaggiare meglio. Isolati alla perfezione dall’esterno, a 130 orari sembra di essere parcheggiati nel mezzo del deserto, nel silenzio totale. Non un fruscio aerodinamico, il rotolamento degli pneumatici non si avverte nemmeno drizzando le orecchie. Il motore, poi, frulla in ottava marcia a meno di 2.000 giri. E, qualora abbiate fretta, basta sfiorare il pedale destro per toccare velocità siderali in un istante. Questo, per me è il vero piacere di guida.

TRA LE CURVE, LA SORPRESA Lo scenario cambia e dall’autostrada arrivo in una stretta e sinuosa stradina collinare. Alberi ai margini delle carreggiate, foglie sull’asfalto e un manto stradale non proprio perfetto. Non chiederei altro se avessi una due posti sportiva da mettere alla frusta ma sto portando a spasso più di due tonnellate di auto. Il segreto della nuova X6 sta nel telaio che è stato studiato per offrire una risposta più reattiva in curva. Se si opta per l'assetto adattivo Dynamic (3.390 euro), grazie al Dynamic Performance Control (differenziale posteriore con ripartizione attiva della coppia) e alla stabilizzazione attiva antirollio Dynamic Drive, l’X6 diventa incredibilmente agile. Pennellare le curve è un piacere e più passano i tornanti, più mi rendo conto di quanto sia cambiata la nuova generazione di X6. Sportiva lo è sempre stata sia chiaro ma mai come ora.

CAMBIA A FONDO Quella sensazione di sottosterzo e leggero ritardo nel rispondere ai comandi è definitivamente sparita. E poi basta pochissimo angolo volante per raggiungere il punto di corda, mentre gli pneumatici da 20 pollici hanno un grip impressionante. Insomma ci si mette davvero poco ad andar forte e a prendere confidenza con l’auto. E se non fosse per i controlli elettronici che come angeli custodi vegliano su di me, avrei di sicuro esagerato. Ecco, questa è la più grossa differenza in termini di guida, rispetto al modello che sostituisce, una differenza sostanziale di equilibri generali che hanno portato il piacere di guida su un livello ancora più alto.

OTTO POSSONO BASTARE Ineccepibile come di consueto il cambio ZF a otto rapporti, denominato Steptronic. Sportivo e confortevole allo stesso tempo asseconda alla perfezione il carattere, anzi i caratteri della X6. Morbido e confortevole in modalità Comfort, più reattivo quando si setta in Sport. Chi alla fine invece mi è parso un filo sotto le aspettative è stato il comando dello sterzo, che non trasmette tutte le informazioni del caso.

BEVI QUALCOSA? Con tanta potenza, chissà i consumi… vi starete domandando. Durante la prova non mi sono certo risparmiato ma nonostante ciò non sono mai andati oltre i 13, 4 litri per 100 km. Un dato significativo che sottolinea la grande efficienza raggiunta dai motori BMW. Probabilmente non sarà il dato principale che influirà sull’acquisto di questo modello, ma l’M50d è capace anche di questo

CON IL SENNO DI POI Volutamente ho lasciato per ultimo il trafiletto sul motore che equipaggia la 30d. Alla fine, un barlume di ragione mi ha fatto scendere dalla mostruosa 50d per farmi accomodare sulla più umana versione diesel da 258 cavalli che farà la parte del leone sul nostro mercato. E in effetti poi ho capito quanto la cavalleria del "piccolo" diesel sia più che sufficiente, anche per togliersi più di qualche soddisfazione. Certo la spinta cattiva di 381 cavalli e 740 Nm di coppia sono un'altra cosa ma forse fin troppo per le nostre strade. E poi anche i consumi scendono oltre che il prezzo, per quanto ricordo che stiamo parlando sempre di una vettura di lusso da più di 70 mila euro. Per il resto tutte le qualità fin ora elencate per la versione diesel top di gamma valgono anche per la 30d. Sterzo, assetto, cambio e piacere di guida. Certo è che se volete togliervi lo sfizio, puntate al top


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