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Kia Sportage: Age of Sport


Avatar Redazionale , il 03/08/14

7 anni fa - Ultimo fango a Pila, guarda il video

Su fino a 2.000 metri, tra rocce e pendii scoscesi con la Kia Sportage e un professionista di downhill.

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ALL’ALBA DEL NUOVO GIORNO “Buongiorno dal meteo delle sei, ben svegliati, ecco le previsioni per la giornata di oggi: prevalentemente nuvoloso con qualche piovasco a carattere temporalesco su tutto il nord Italia, temperature sotto la media stagionale”, comincia bene la giornata! Per lo meno ci sarà fango, tanto fango che renderà tutto molto più divertente. Già, perché oggi il mio appuntamento non è dietro la scrivania della redazione di MotorBox ma a 2.000 metri d’altezza, a Pila, in Valle d’Aosta, per vivere una giornata di downhill. Sapete di che cosa sto parlando vero? Si tratta di una disciplina “gravity” che si svolge in discesa lungo piste di circa 3/4 chilometri preparate su pendii molto ripidi, con ostacoli naturali o artificiali, come salti, gradoni (alti anche diversi metri) e sezioni sconnesse di rocce e radici da percorrere a folle velocità in sella a una bicicletta appositamente preparata. Da Milano a Pila ci sono circa un paio d’ore di macchina e la mia compagna di viaggio è la Kia Sportage model year 2014. Dunque, vediamo: trazione integrale? C’è. Motore diesel da 184 cv e dalla coppia generosa? C’è. Il sistema che aiuta a percorrere discese molto ripide in totale sicurezza (frenando automaticamente)? C’è. Soprattutto c’è un bagagliaio tanto capiente da permettermi di caricare la bicicletta e tutta l’attrezzatura necessaria per eventuali riparazioni (forare è un attimo su quelle rocce acuminate), oltre ovviamente all’abbigliamento tecnico del rider.

COMODAMENTE SPORTIVA Devo confessare che a sorprendermi subito della nuova Kia Sportage è la linea: a dispetto di tratti sportivi, che le donano compattezza e dinamismo, l’auto si rivela piuttosto spaziosa all'interno, dissimulando efficacemente proporzioni massicce, anche in altezza. Per quanto sembri uguale a prima, la versione 2014, infatti, nasconde tanti nuovi dettagli esclusivi, basta aguzzare la vista. I chilometri scivolano via uno dopo l’atro, grazie anche al buon isolamento acustico, dato tra l’altro dal parabrezza isolante e da una serie di interventi sulla meccanica, vedi i supporti elastici per il sottotelaio (prima imbullonato) e il fissaggio più rigido del gruppo trasmissione. Dettagli che fanno la differenza. Ah, sono cambiati anche i supporti dei montanti anteriori, più isolanti, e le molle posteriori, leggermente irrigidite per sopportare al meglio il pieno carico.

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NUOVI DETTAGLI Anche l’abitacolo si è arricchito di rivestimenti in pelle chiara (per la versione top di gamma) e di finiture, in generale, più morbide al tatto. Insomma il colpo d’occhio è davvero notevole. E, visto che sto viaggiando assorto nei pensieri di chi si è dovuto alzare alle 6 (vale a dire il vuoto totale), forse è il caso che accenda la radio, o forse no… Attacco la chiavetta USB e mi sparo nelle orecchie la mia track-list preferita udibile, a finestrini chiusi, a chilometri di distanza. Scherzi a parte, se come me prestate molta attenzione alla qualità del suono, beh sappiate che il nuovo impianto stereo firmato Infiniti non vi deluderà grazie al woofer posizionato nel bagagliaio, finezze importanti per un SUV.

VENI VIDI VICI Prima tappa: Arluno. Lì incontro Nico Zanutti, classe 1994, professionista di downhill da tanti anni e con alle spalle diverse partecipazioni a campionati nazionali. La bicicletta me l’aspettavo più compatta. Ma niente paura, basta reclinare una parte del divano posteriore e per fare stare tutto, ruote di scorta incluse. “Senti qua, ma ti piacciono i Cipress Hill? Rifatti le orecchie con questi bassi.” Con l’aria fresca che entra dal tetto in vetro aperto e la musica in sottofondo arriviamo a Pila. Una volta arrivati alla meta, Nico inizia a riscaldarsi lanciandosi come un disperato da una ripida discesa mentre io salgo in cima alla collina e vedo come se la cava la Sportage sullo sterrato.

TRA LE PIETRE La riserva di potenza di 184 cv del 2.000 diesel è notevole: salite, anche importanti, non mettono in crisi la Kia Sportage, che si arrampica senza fare una piega. E’ vero, non ho pneumatici da sterrato e comunque devo tener conto che la Sportage è un SUV e non un fuoristrada ma, detto questo, non incontro particolari difficoltà su un percorso sterrato non troppo impegnativo. Sposto la leva del cambio automatico in modalità manuale e affronto una sequenza di curve in leggera pendenza. La trazione integrale AWD trasferisce la coppia là dove serve, garantendo la tenuta e la direzionalità di cui ho bisogno. Dove il fondo si fa più sconnesso, devo rallentare. E visto che le “brutte” notizie non arrivano mai sole, si aggiunge anche una forte pendenza resa viscida dalle piogge e da uno strato di erbetta che complica le operazioni. Da qualche parte dovrebbe esserci un tasto…trovato! E’ la funzione Hill Descendent Control che frena automaticamente le singole ruote, stabilizzando la vettura, così che io possa concentrarmi sulla guida. Nonostante continui a saltare da una parte all’altra per via di alcuni rami che occupano la strada, non percepisco il minimo scricchiolio, cigolio o rumore strano provenire da chissà quale parte dell’abitacolo. Anche in queste condizioni la Kia Sportage risulta silenziosa come su strada. Continuo a girare per un’oretta abbondante sollevando schizzi di fango che inzaccherano tutta la carrozzeria. Poco male, sono venuto per questo. Dal finestrino vedo Nico che si appresta a finire l’ultimo tratto di discesa dell’impianto con un salto di una decina di metri. E ora di fare sul serio ora, si torna su. Guarda il video.  


Pubblicato da Marco Rocca (foto Andrea Schiavina), 03/08/2014
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