Prova su strada

Volkswagen Touareg 2015


Avatar di Marco Rocca , il 26/09/14

7 anni fa - Ritocchi al design e aggiornamenti al diesel V6 per la nuova Touareg

Dopo quattro anni è tempo di cambiare ma non di stravolgere per la Suv di lusso di Casa Volkswagen. Nuovo design esterno e piccoli aggiornamenti agli interni. Rivisti invece in motori, ora più potenti e puliti. 

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QUEL DESIGN RASSICURANTE Se nel 2010 i designer tedeschi di casa Volkswagen hanno rivoluzionato la SUV di lusso Touareg facendole compiere un salto generazionale importate, vuoi per la tecnologia, vuoi per il design ora, a 4 anni di distanza, a Wolfsburg hanno pensato bene di agire in modo meno invasivo, in punta di matita come si usa dire in questi casi, per attualizzare una vettura ancora di gran moda. A ben guardare però qualcosa di nuovo c’è, anzi più di qualcosa, da ricercarsi nella linea della Volkswagen Touareg 2015, ma anche nei contenuti. Questione di dettagli, certo, ma sufficienti a riaffermare l’immagine di uno dei Suv di lusso più apprezzati sul mercato che ha trovato oltre 800.000 consensi dall’inizio della sua commercializzazione.

E’ UNA QUESTIONE DI LAMELLE Cominciamo dal frontale della Volkswagen Touareg 2015, che porta in dote un nuovo paraurti con presa d’aria centrale più ampia, fari ridisegnati nella disposizione delle luci (con tecnologia bi-Xenon di serie su tutta la gamma) e una mascherina a listelli cromati presa in prestito della Passat 2015. E visto che parliamo di fari, allora chiudiamo il capitolo luci con quelli fanali posteriori, che sfoggiano un disegno diverso dei Led. Ovviamente non è finita qui, perché nella versione Chrome & Style la nuova Touareg si arricchisce di una cromatura che corre lungo i quattro lati della carrozzeria che dovrebbe far apparire il Suv più piantato al suolo. Sono arrivati poi nuovi colori (Reef Blue Metallic, Sand Gold Metallic, Black Oak Brown Metallic e Moonlight Blue effetto perla) e quattro differenti disegni per altrettanti cerchi in lega con misure da 18 a 20 pollici. Per gli amanti del dettaglio sportivo, come per la precedente generazione la Casa di Wolfsburg mette a disposizione il pacchetto R Line che incattivisce il disegno dei paraurti e dei cerchi in lega, oltre a dare un pizzico di dinamismo anche agli interni.

COME ZUCCHERO A VELO Ma se il trucco e parrucco è stato leggero come una spolverata di zucchero a velo sulla torta della nonna, per gli interni i designer sono stati addirittura più cauti limitandosi a cambiare le luci d’ambiente, ora bianche e i rivestimenti, disponibili in nuove colorazioni e materiali. Insomma la qualità e l’arredamento del precedente abitacolo è rimasta la stessa compresa (purtroppo) la plastica rigida nella parte bassa della plancia, un dettaglio tutto sommato trascurabile vista la qualità complessiva molto elevata. Ma allora, dove sono le novità più succulente del nuovo modello, visto che in Casa Volkswagen la chiamano nuova Touareg? Presto detto: sotto pelle. Tanto per cominciare il 3.000 V6 TDI è stato aggiornato nella sua variante più potente, che è passata da 245 a 262 cv sfoderando ora la generosissima coppia di 580 Nm (+30 Nm). Per la variante più piccola la potenza è rimasta la stessa ovvero 204 cv, ma entrambi hanno ricevuto il nuovo catalizzatore SCR (Selective Catalytic Reduction) che permette di rientrare nella severa normativa Euro6. Nell’ottica del massimo risparmio energetico, come d’altro canto si era già visto sulla cugina Porsche Cayenne qualche tempo fa, anche la nuova Touareg ora trae benefico dal sistema di veleggiamento che disaccoppia il motore dal cambio Tiptronic a 8 rapporti. Così i consumi, almeno da quanto comunicato dalla stessa Volkswagen, dovrebbero essere per entrambe le motorizzazioni nell’ordine dei 6,6 litri ogni 100 chilometri. Più avanti arriveranno anche il poderoso V8 diesel da 340 cv e l’ibrida, che abbina al 6 cilindri benzina i vantaggi di un motore elettrico per un totale di 380 cv di sistema.

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SU E GIU’ Oltre al cuore è stato rivisto anche lo scheletro, ovvero il telaio della Touareg, ottimizzato in funzione di un maggior comfort sia su asfalto che su sterrato. Come per la scorsa generazione rimangono disponibili (a richiesta) le sospensioni pneumatiche che consentono di aumentare l’altezza dal suolo fino a un massimo di 300 mm, mentre a velocità elevate (a partire da 140 km/h) abbassano automaticamente la carrozzeria per una migliore penetrazione aerodinamica. A concludere il quadro delle novità ci pensa il nuovo sistema radio-navigazione RNS 850 che, alla predisposizione per il telefono cellulare, unisce per la prima volta sulla Touareg i servizi online di Google, per la visualizzazione delle mappe su Google Earth e la funzione Google Street View, oltre alle info sul traffico. E veniamo alle date. La nuova Volkswagen Touareg sarà ordinabile dalla fine del mese di settembre con le prime consegne previste per novembre. Sul nostro mercato debutta con un prezzo di 52.000 euro per la variante con il V6 diesel da 204 cavalli, ma, si sa, la lista di accessori è quasi infinita. 

OTTIMA COME SEMPRE Guidare la Volkswagen Touareg 2015 non è una novità assoluta, visto che appartiene alla stessa generazione della precedente versione. Ecco perché a bordo ritrovo la stessa posizione di guida e, più in generale, un abitacolo familiare. Come prima, si sta seduti in alto, in posizione dominante rispetto alla quasi totalità delle altre vetture in circolazione (Hummer escluso ma tanto ormai se ne vedono così pochi) godendo tra l’altro di un’ottima visuale in tutte le direzioni. Ciò che di buono c’era sul modello precedente è stato trasferito sulla nuova Touareg.

PASSAGGI INAVVERTIBILI Mi riferisco allo sterzo che, per la categoria, è pronto e diretto rimandando un buon feeling di guida. Stesso discorso dicasi per il noto Tiptronic a 8 rapporti che regala cambiate cosi morbide e fluide da risultare quasi impercettibili. Migliorato, invece, il telaio, che lascia filtare una sensazione di maggior rigidità; non si tratta un cambiamento epocale, sia chiaro, ma comunque sufficiente a farmi capire che qualcosa è stato fatto anche sotto questo profilo. Come per la versione precedente l’assetto è rimasto morbido e per certi aspetti un pelo cedevole se si forza l’andatura.

E’ ALL’ALTEZZA E’ vero, con le sospensioni pneumatiche (optional) si può gestire l’altezza da terra e la rigidità, ma anche in modalità Sport, quella più estrema, la risposta non è certo quella di una SUV sportiva (leggi tra le righe Porsche Cayenne) ecco perché il consiglio è quello di godersi il viaggio cullati da un abitacolo realizzato con cura e da un motore, il 3.000 V6 da 262 cavalli, che spinge sempre forte. E, a proposito di motore, la riserva di potenza è a portata di mano, anzi di piede, e anche viaggiando sopra i limiti autostradali consentiti, l’accelerazione rimane vigorosa. Tra i 1.750 e i 2.500 giri al minuto si gode di tutta la spinta di 580 Nm di coppia che si concretizza in uno scatto da 0 a 100 orari in appena 7,3 secondi. Mica male per un SUV da oltre due tonnellate.

LAVORI SPORCHI La trazione integrale 4Motion di serie è sempre una garanzia quando c’è da sporcarsi le mani (pardon le ruote) nel fango o nelle neve. Con le gomme giuste (condizione necessaria affinché la trazione integrali lavori al meglio) ci si possono togliere grandi soddisfazioni in fuoristrada superando pendenze di tutto rispetto. A tal proposito, se la vostra idea è quella di guidare spesso in fuoristrada (cosa il più delle volte sconosciuta ai normali utenti di SUV) vi consiglio l’allestimento Terrain Tech pensato per la guida in fuoristrada, che sfrutta il beneficio delle marce ridotte e dei blocchi dei differenziali


Pubblicato da Marco Rocca, 26/09/2014
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