Autore:
Marco Rocca

DI PIU’ NON POSSO Che cosa vi devo dire? Sono volati. Proprio come quando stai facendo qualcosa di piacevole e il tempo passa senza che tu te ne accorga. E così, nel giro di un mesetto, sono scivolati via quasi 7.000 chilometri che ho percorso su e giù per l’Italia, dalla Lombardia alla Calabria, passando per la Puglia. Del resto l’ordine di redazione non lasciava adito a fraintendimenti: fare più chilometri possibile. E così ho fatto. La mia compagna di viaggio? Una delle berline di segmento C che più di altre sta incontrando i favori del pubblico: la Peugeot 308.

CONOSCIAMOLA MEGLIO Quella che ho tra le mani è spinta dal motore che con tutta sicurezza è stato o sarà scelto dalla maggior parte degli acquirenti 308, ovvero il 1.6 Diesel e-HDi da 115 cavalli. Non sarà un motore da “brividi lungo la schiena” ma mi ha permesso di consumare davvero poco e, cosa più importante, senza mai mettere in discussione il piacere di guida. Se invece parliamo di dotazioni, la mia 308 è in allestimento Allure, il più ricco in listino; il che vuol dire anche avere sotto gli occhi il grande schermo dell’impianto infotainment, uno dei punti di forza del nuovo arredo Peugeot, che personalmente trovo tra i più riusciti in circolazione. Non mancano i fari full led, tergi automatici e cruise control semi adattivo (poi vi spiego il perché). Completano il quadro cerchi in lega da 17 pollici con una generosa gommatura 225/50 e sensori di parcheggio anteriori e posteriori. Non ci sono, però, né sedili in pelle né il tetto panoramico in vetro Ciel, ma francamente non ne sento la mancanza. Forse la telecamera posteriore sarebbe stata utile ma è un optional previsto insieme al sistema di parcheggio automatico. Insomma, la mia 308 ha tutto quello che serve per viaggiare comodi e sicuri, senza eccessi, risultando in questo allestimento, la migliore scelta in gamma.

SEMPRE TU Il mio viaggio è cominciato alla volta della Puglia. Da buon “terruncello” trapiantato al Nord, “il mare di giù” è sempre quello che preferisco e quando posso mi concedo una trasferta dove ancora ci sono il sole e più di 20 gradi. E’ vero, viaggiamo solo in due, ma se c’è una cosa che odio terribilmente è quella di mettere i bagagli anche sui sedili posteriori e, vista la mole di cose da portare, sinceramente temevo il peggio. Invece c’è stato tutto nei 420 litri del bagagliaio; certo, i 610 litri della sorella station wagon sono un’altra cosa, ma a meno che non passiate la domenica all’Ikea, difficilmente reclinerete gli schienali posteriori della berlina. Intanto, i chilometri corrono via veloci, la posizione di guida è comoda, per nulla affaticante, e il volante stile Nintendo Wii è molto piacevole. Si impugna bene e la circonferenza ridotta regala un ottimo feeling. Dopo aver impostato il cruise per andare di buon passo - ma senza esagerare- mi rilasso con un po’ di musica. Devo dire che il sistema audio di serie svolge molto bene il suo compito e distorce poco anche al massimo ma per chi volesse di più c’è sempre il JBL ad affollare la lista degli optional. Tornando invece al discorso cruise control, va segnalato che si tratta di un regolatore di velocità semi attivo. Ciò significa che la 308 rallenterà non appena il radar troverà una vettura più lenta. Fin qui tutto bene, se non fosse che alla seconda frenata della vettura che precede, il cruise si disinserisce lasciandomi il compito di frenare. Tutto viene prontamente segnalato sul display nel quadro strumenti con l’aggiunta di avvisi sonori, ma sulle prime confesso di essere rimasto un po’ perplesso.

MA QUANDO FINISCE? Sono passati più di 800 km e mi accorgo di non aver fatto ancora il primo rabbocco di carburante. La riserva è lì lì per scattare, potrei continuare ancora per un centinaio di chilometri ma è meglio fare una sosta anche perché la fame chiama. Devo confessare che non mi sono certo risparmiato e, traffico permettendo, non sono mai sceso sotto il limite, anzi. Nonostante ciò, il dato che leggo sul computer di bordo è a dir poco confortante: solo 5,2 litri per 100 chilometri o per dirla diversamente, poco meno di 20 chilometri al litro: impressionante. Fossi rimasto appena sotto i 130, probabilmente avrei fatto i 5 tondi tondi. Ma il bello del 1.6 diesel è che riprende bene anche in sesta e sorpassare diventa un piacere, ecco perché si riescono a tenere medie elevate. Insomma, l’autostrada è il suo terreno d’elezione. La 308 è silenziosa, i fruscii aerodinamici sono ridotti al minimo e anche l’insonorizzazione dei passaruota è davvero eccellente. La sensazione di sicurezza è elevata grazie anche agli ottimi fari full led che illuminano a giorno la strada davanti a me. Basta una sfanalata per chiedere strada e anche in condizioni di buio pesto non si sente la necessità di passare agli abbaglianti. I cerchi da 17 pollici, poi, fanno il resto assicurando ancora più comfort rispetto a quelli da 18 pollici, optional, soprattutto in città, dove l’asfalto irregolare mette a dura prova gli ammortizzatori. Già, proprio la città, dove tra code e semafori si finisce per consumare di più. Ma come cambiano i consumi in mezzo al traffico? Davvero poco. Certo, siamo lontani dai 23 litri per 100 km dichiarati dalla Casa in fase di omologazione, ma nemmeno troppo distanti dai 17. Insomma, sfruttando la buona riserva di coppia di 270 Nm e l’indicatore di cambio marcia è difficile fare peggio.

ALCOLISTI ANONIMI I chilometri passano e con essi anche i paesaggi. Da Sud a Nord, back on the road, perché è tempo di vendemmie. E così mi ritrovo sulle strade dell’Oltrepò Pavese, tra vigneti e vecchi casolari su stradine strette e in forte pendenza. In queste circostanze, il 1.6 HDi non si tira certo indietro regalando una spinta vivace anche con quattro passeggeri a bordo. Solo il cambio, chiamato in causa un po’ troppo spesso, lascia trasparire una leva dalla corsa un pò troppo lunga.

TIRANDO LE SOMME Cosa posso dire dopo 7.000 chilometri passati insieme? Che la 308 è un’auto che comprerei, ecco. E lo dico a ragion veduta. Mi ha colpito per il suo comfort di assoluto rilievo in ogni circostanza, città compresa, quando lo sterzo piccolo e leggero, la frizione morbida e il cambio burroso alleviano lo stress alla guida. E’ vero, forse il cambio lo avrei preferito più corto negli innesti, ma la 308 non va guidata con il coltello tra i denti, anzi. E’ un’auto che trasmette sicurezza a cominciare dal rumore di chiusura dello sportello per arrivare al sistema radar che tiene sott’occhio la porzione di strada davanti al cofano. E poi ha dotazione davvero completa, compresi un portaoggetti refrigerato che contiene tranquillamente una bottiglia da un litro e mezzo sempre fresca e una presa da 220V, utile per ricaricare il cellulare, il computer o per attaccarci un phon, mi è capitato anche questo. Non chiedetele velleità sportive ma quello che è chiamata a fare lo farà sempre nel migliore dei modi. 


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