Autore:
Salvo Sardina

MOVIOLA GP MESSICO La Ferrari continua a ottenere pole position – sebbene, questa volta, la prima fila tutta Rossa sia arrivata a tavolino e non in pista – ma a portare a casa il successo è sempre la Mercedes. Questa la summa del weekend del Gp del Messico, vinto da un Lewis Hamilton scattato dalla terza posizione e poi bravissimo a gestire le gomme beffando sia Leclerc che Vettel. Fine settimana decisamente controverso per la Direzione gara, con il collegio degli steward capitanato dallo statunitense Danny Sullivan non sempre impeccabile e tempestivo nelle decisioni. Ecco tutti gli episodi da moviola più importanti analizzati nella nostra Var del Gran Premio del Messico 2019.

APPAIATI Il primo episodio del fine settimana è quello che ha visto protagonisti Daniil Kvyat e Daniel Ricciardo nel corso della Q1. Il russo e l’australiano escono dai box appaiati, con il pilota Renault poi costretto ad alzare il piede in uscita pit-lane. Una situazione che si deciderà di risolvere senza penalità: dopo aver ascoltato il parere di entrambi i piloti, che hanno definito la situazione non significativa, e considerando che Daniel non ha dovuto compiere manovre evasive per evitare il contatto, i commissari hanno scelto di chiudere un occhio. Va detto che, con il metro di giudizio severo utilizzato fino a qualche gara fa, probabilmente la Toro Rosso avrebbe meritato la “solita” ammenda di 5000€.

F1 GP Messico 2019, Città del Messico: l'unsafe release di Kvyat su Ricciardo in Q1

IL SIGNORE IN GIALLO Il vero protagonista del weekend è ovviamente Max Verstappen. L’olandese di casa Red Bull ottiene una strepitosa pole position con tanto di nuovo record della pista di Città del Messico, ma viene poi penalizzato con tre posizioni sulla griglia di partenza. Il motivo? Il ventiduenne non rallenta – e lo ammette candidamente in conferenza stampa spingendo la Fia a tornare sui propri passi dopo che, in un primo momento, i commissari avevano deciso di non sanzionarlo – dinanzi alle doppie bandiere gialle esposte in curva-17 per l’incidente di Valtteri Bottas. Una penalità sacrosanta, accompagnata anche dalla decurtazione di due punti sulla Superlicenza. Un autogol doppio da parte di Max, che avrebbe ottenuto la pole position anche senza completare il giro in maniera illecita, e che si è di fatto autodenunciato davanti ai giornalisti ammettendo di aver visto le bandiere gialle e di non aver rallentato. Quello che è grave è che la Fia abbia dovuto attendere quasi tre ore e mezza dalla fine delle qualifiche per decidere una penalità piuttosto ovvia già dopo il primo replay.

SPORTELLATE Anche la partenza del Gp del Messico ci ha riservato un paio di momenti ad alta tensione. Pochi metri dopo il via, Sebastian Vettel accompagna leggermente Hamilton verso il limite della pista alla sua sinistra, ma è giusta la scelta di lasciar correre, seppur la manovra del tedesco sia effettivamente un po’ dura. Giusta anche la scelta di non sanzionare il contatto tra Hamilton e Verstappen in curva-2: Max va in sovrasterzo in uscita della prima piega verso destra, poi è Hamilton a perdere per un attimo il controllo della sua Mercedes spingendo Max sull’erba. Insomma, il più classico degli incidenti di gara al via.

FORATURA Giusto non sanzionare anche il contatto che ha visto protagonisti Max Verstappen e Valtteri Bottas qualche minuto dopo il caos della prima chicane. Il giovane di casa Red Bull trova un varco lasciato aperto dal collega finlandese nel tornantino dello Stadio, completando un sorpasso che sarebbe stato difficile persino sui videogiochi. In uscita di curva, complice anche il richiamo verso destra, Valtteri pizzica però con l’ala anteriore lo pneumatico posteriore destro di Verstappen, poi costretto a fermarsi ai box con la gomma a terra. Anche in questo caso si tratta di un episodio di gara senza grosse responsabilità da parte di entrambi: in quel punto, semplicemente non c’è spazio per due monoposto di Formula 1.

APECAR LANDO Siamo nel corso del giro 12 quando la gara di Lando Norris viene definitivamente rovinata da un pit-stop sciagurato. Il rookie inglese viene rimandato in pista, ma una delle sue ruote non è correttamente fissata: Lando si ferma in pit-lane e viene riportato ai box a spinta dai propri meccanici, perdendo un giro prima di riuscire a tornare in corsa. La McLaren sarà sotto investigazione per unsafe release ma alla fine la Direzione gara – valutando il fatto che la scuderia britannica si era di fatto già penalizzata da sola con il successivo ritiro di Norris – sceglierà di non sanzionare l’errore ai box. Nel comunicato ufficiale la Fia spiegherà inoltre come la decisione di non penalizzare sia dipesa dall’impossibilità di accertare se effettivamente una delle gomme fosse fissata male.

SORPASSO ALL’ESTERNO (?) Altra situazione al limite è quella del sorpasso di Max Verstappen ai danni di Kevin Magnussen. Il pilota Red Bull, vero mattatore del Gp nel bene e nel male, finisce a contatto con il danese della Haas nella staccata di curva-4: probabile che in questo caso Kevin, che a sua volta stava attaccando la Toro Rosso di Gasly, non avesse visto il rivale all’interno. Forse per errore o per “fallo di reazione”, Magnussen occupa poi tutta la carreggiata in curva-5 impedendo a Verstappen l’incrocio di traiettorie e accompagnandolo di fatto fuori pista. L’olandese, per tutta risposta, completerà il sorpasso all’esterno, sfruttando la lingua d’asfalto nelle vie di fuga in maniera decisamente irregolare. Un chiaro caso in cui entrambi i piloti hanno delle responsabilità e che forse sarebbe stato giusto sanzionare con almeno una reprimenda.

HULK A MURO Ultimo giro, ultimo episodio da moviola. A offrire materiale per la nostra Var è Daniil Kvyat, che attacca Nico Hulkenberg all’interno di curva-16 per la nona posizione. Il tedesco della Renault non chiude la porta al rivale, che però forza comunque il sorpasso con un ingresso tardivo. Risultato? Hulk finisce contro il muro rompendo l’ala posteriore. Giusta la scelta dei commissari: dieci secondi di penalità e due punti sulla Superlicenza di Kvyat, poi scivolato fuori dalla zona punti a vantaggio di Pierre Gasly e proprio di Hulkenberg, capace di tagliare il traguardo di fatto privo dell’alettone posteriore.


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