Autore:
Antonio Albertini

NESSUNA PENALITA' La pole position di Max Verstappen ottenuta nelle qualifiche del GP Messico inizialmente non era in pericolo. Anche se il pilota della Red Bull non ha rallentato passando davanti alle bandiere gialle esposte nella curva finale del circuito Hermanos Rodriguez dopo l'incidente di Valtteri Bottas, gli steward avevano ritenuto che non ci fossero gli estremi per punire l'olandese. Deluse così le aspettative della Ferrari, con Mattia Binotto che aveva parlato di chiara infrazione e di una questione legata alla sicurezza prima ancora che al rispetto delle bandiere gialle.

MINISETTORE DETERMINANTE Ma come mai la FIA inizialmente non ha neppure indagato Verstappen? A salvare l'olandese era stato il terzo e ultimo minisettore del circuito Hermanos Rodriguez. In quel breve tratto di pista, che comprende la curva dove Bottas ha sbattuto, Verstappen nel corso del suo ultimo giro non ha ottenuto la sua miglior prestazione, come si vede dal colore giallo dell'immagine qui sotto. Tanto è bastato per salvarlo da ogni possibile conseguenza, anche se il terzo settore preso nel suo complesso è poi risultato addirittura viola, ossia record assoluto.

L'AMMISSIONE DI MAX Verstappen in conferenza stampa ha candidamente ammesso di non aver alzato il piede passando vicino alla vettura incidentata di Bottas: "Ero consapevole che Valtteri avesse sbattuto. Non sembrava che avessi alzato il piede? Non l'ho fatto. Penso che sappiamo cosa stiamo facendo, altrimenti non guideremmo una monoposto di F1. Sono le qualifiche, ci provi, ma se vogliono cancellarmi il giro lo facciano". Togliendo solo quel tempo, come ipotizza il 22enne, la pole resterebbe sua in quanto il suo primo tentativo era già il miglior tempo della sessione. Proprio questa ammissione, però, ha costretto la FIA a una retromarcia: era impossibile sorvolare sulla condotta di un pilota che ammette spudoratamente di aver ignorato le bandiere gialle, così Verstappen è stato convocato dagli steward alle 16:10 locali, le 23:10 in Italia.

LA NUOVA DECISIONE Dopo aver ascoltato il pilota della Red Bull, gli steward hanno deciso di retrocedere di tre posizioni sulla griglia di partenza l'olandese. La prima fila del GP Messico sarà dunque tutta Ferrari, con Charles Leclerc che coglie fortunosamente la sesta pole position consecutiva del Cavallino Rampante e verrà affiancato da Sebastian Vettel. In seconda fila partiranno Lewis Hamilton e il retrocesso Verstappen.

F1 GP Messico 2019, Città del Messico: Valtteri Bottas (Mercedes) a muro in uscita della Peraltada

PANNELLO LED SPENTO Dal cameracar di Verstappen, si vede bene come il pilota della Red Bull transiti davanti alle bandiere gialle, ma allo stesso tempo un occhio attento può notare come il pannello led presente poco prima della zona d'impatto di Bottas sia spento, così come le luci sul volante della monoposto dell'olandese. Questo è dovuto proprio all'incidente del finlandese, che nello schianto ha distrutto i sensori che avrebbero dovuto trasmettere l'informazione.

SPERANZE DI VITTORIA In precedenza, appena sceso dalla sua Red Bull Verstappen aveva commentato così il risultato di oggi: "Giornata interessante, riuscire a prevalere alla fine è stato incredibile. Nelle ultime gare sappiamo che la Ferrari è sempre stata molto veloce in rettilineo, però per noi reagire così e prenderci la pole position qui è un qualcosa per cui devo davvero ringraziare il team perché ha continuato sempre a spingere e a portare dei nuovi pezzi per la macchina. Domani sarà un po' diverso per me perché partirò dal primo e non dal secondo posto, comunque darò tutto, abbiamo una buona macchina per la gara e quindi anche se dovesse accadere qualcosa in partenza e dovessimo perdere una posizione avremmo comunque le nostre chance".


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