Autore:
Salvo Sardina
Pubblicato il 28/10/2019 ore 07:00

LA SCOMMESSA Ancora una volta, dopo una grande prestazione al sabato, la Ferrari non riesce a passare all’incasso in gara. La nona pole position stagionale – ottenuta stavolta grazie alla leggerezza di Max Verstappen e alla conseguente immancabile sanzione – anche in Messico si è trasformata in una beffarda vittoria della Mercedes, stavolta capace di trovare una chiave tattica per battere le due Rosse di Leclerc e Vettel, comodamente in testa nel primo stint di gara. Secondo Mattia Binotto, tuttavia, la chiave di lettura della corsa non va ricercata nel miglior passo gara della W10, ma nella scelta del muretto rivale di sparigliare le carte sul piano strategico, pescando dal mazzo il jolly vincente.

F1, GP Messico 2019: le due Ferrari al comando alla prima curva

RITMO BUONONon parlerei – ha esordito il team principal della Ferrari ai microfoni di Sky Sport F1di pole position stregata. Siamo sicuramente dispiaciuti perché partivamo in prima fila e ci aspettavamo qualcosa di diverso, ma il ritmo era buono e non eravamo in inferiorità. Sapevamo che sarebbe stata dura e tirata, chi era dietro ha preso una scommessa, quella di fermarsi molto presto e andare su una sola sosta, il tipo di scommessa che fai quando sei dietro e non puoi permetterti quando sei davanti. Bravi loro, noi siamo dispiaciuti per non aver portato a casa il risultato”.

LECLERC Binotto ha poi anche commentato le parole di un Leclerc un po’ dispiaciuto per non essere ancora in grado di incidere sulle scelte del muretto: “No, ne parleremo con lui, ma nel suo caso non c'era molto di diverso da fare. Quando ti trovi in testa a quel punto della gara non puoi assolutamente rimanere fuori. Invece, credo che ci sarà da capire perché nel secondo stint le sue gomme non hanno funzionato, poi abbiamo avuto un problema al pit-stop che gli ha fatto perdere altri secondi. Senza questi problemi, sarebbe arrivato al ridosso dei primi con alcuni giri d’anticipo. In fondo bastavano sei secondi… Poi c’è da dire che oggi le gomme di chi stava dietro si surriscaldavano e questo non facilitava la situazione”.

F1, GP MEssico 2019: Valtteri Bottas e Lewis Hamilton (Mercedes)

VETTEL Promosso anche Sebastian Vettel, bravo a gestire le gomme allungando – con il senno di poi, forse troppo – il primo stint: “Bene Sebastian, molto bene. È chiaro che ci sono sempre confronti con i piloti sulla strategia, perché noi vediamo il traffico ma poi sono loro che sentono le gomme e la macchina. Va bene parlare. Non credo che la Mercedes avesse qualcosa in più sul passo gara, non credo nemmeno che il traffico ci abbia fatto perdere perché noi cercavamo di allungare il più possibile per avere un vantaggio verso fine gara quando le gomme magari si sarebbero degradate. Non è capitato e questa è stata la sorpresa di oggi, una sorpresa per tutti, almeno per noi”.


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