Autore:
Antonio Albertini

CONDOTTA DEPRECABILE L'episodio che è costato la pole position del GP Messico a Max Verstappen, oltre a creare una notevole confusione nelle ore successive alle qualifiche disputate all'Hermanos Rodriguez, ha attirato sull'olandese non poche critiche per la sua condotta. Ignorare le bandiere gialle e sfrecciare a tutta velocità accanto a una monoposto incidentata a bordo pista crea una situazione potenzialmente molto pericolosa e assolutamente intollerabile per una F1 alla ricerca della massima sicurezza.

F1 GP Messico 2019, Città del Messico: Valtteri Bottas (Mercedes) a muro in uscita della Peraltada

FEDERAZIONE IN COLPEVOLE RITARDO Nonostante questo, la FIA ha dovuto aspettare di ascoltare l'incredibile ammissione di Verstappen in conferenza stampa, prima di decidere di farlo convocare dagli steward e penalizzarlo retrocedendolo di tre posizioni sulla griglia di partenza del GP Messico. Nel comunicato della Federazione relativo a questa decisione si legge: "Verstappen ha cercato di impostare un tempo sul giro significativo e non è riuscito a ridurre la sua velocità nel settore in cui erano presenti i marshall. Verstappen ha ammesso di essere consapevole che la vettura 77 (la Mercedes di Valtteri Bottas, ndr) aveva sbattuto e ha visto l'auto sul lato sinistro della pista, ma non era a conoscenza della bandiera gialla sventolata. Ha anche ammesso di non aver ridotto la velocità nel settore giallo. Il pilota precedente (Vettel) ha ridotto significativamente la velocit, come da regolamento". Tutte considerazioni facilmente riscontrabili osservando una prima volta le immagini dell'onboard camera del pilota della Red Bull, la cui unica giustificazione è legata alla mancata accensione del pannello led a bordo pista e delle lucine sul volante, a causa del sensore tranciato dallo stesso Bottas nell'impatto contro le protezioni e che avrebbe dovuto inviare i dati per l'accensione dei suddetti.

LE CRITICHE DI HAMILTON E VETTEL Come dicevamo, la condotta di Verstappen è stata molto criticata. Lewis Hamilton ha sottolineato i possibili pericoli per i marshall e per il suo compagno di squadra: "La FIA dovrebbe essere molto severa nel far rispettare la regola della bandiera gialla. Ricordo un pilota della F2 a Monaco che ha ferito uno dei commissari di pista, che in realtà sono volontari che rischiano la vita per la nostra sicurezza. Max sapeva che i marshall o Valtteri potevano essere in pista e lo ha ignorato". Anche Sebastian Vettel, transitato poco prima di Verstappen sul punto dell'incidente, non giustifica il giovane collega: "Per me era chiaro che si trattava di una situazione da doppia bandiera gialla. Ovviamente, ho visto che Valtteri era nelle barriere. La gente saltava in pista per aiutarlo, quindi era chiaro che dovevi alzare il piede".

CATTIVO ESEMPIO Il più duro nei confronti di Verstappen è stato Jacques Villeneuve: "Penso che abbia dato il cattivo esempio - ha dichiarato a Motorsport-Magazin - Era in pole, non stava pensando e non è stato molto furbo. Al pilota non dovrebbe mai essere permesso di decidere se la situazione è sicura o meno, perché potrebbe essere qualcosa dietro l'angolo di cui non è a conoscenza. Potrebbe subire una foratura e andare a sbattere, oppure rompere una sospensione o un'ala e avere un incidente. Non è una buona scusa". Il campione del mondo 1997 ha poi aggiunto: "Ciò che conta è la bandiera in pista, questa è la regola principale. Devi obbedire alle bandiere, questa è la prima cosa che impari in F1".


TAGS: villeneuve formula 1 fia red bull vettel f1 Hamilton GP messico verstappen f1 2019 MexicoGP 2019 bandiere gialle