IAA Monaco 2021 e polemiche: perché gli ambientalisti protestano
IAA 2021

IAA al via tra le proteste. Perché i Verdi ce l'hanno con l'elettrico


Avatar di Lorenzo Centenari , il 07/09/21

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Inaugurazione Salone di Monaco minacciata da possibili disordini. Le vere ragioni dietro alle rimostranze degli ambientalisti
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''Dovremo fare i conti con azioni di disturbo, strade ostruite e probabilmente anche proteste violente”, aveva detto il ministro Joachim Hermann e proprio come annunciato, gli ambientalisti tedeschi hanno accolto l'inizio del salone di Monaco IAA Mobility con proteste organizzate. L'evoluzione della situazione è stata seguita dai quotidiani locali come il Süddeutsche Zeitung e all'inizio della mattinata le forze dell'ordine hanno disposto il blocco delle autostrade in ingresso a Monaco di Baviera, dove alcuni attivisti avevano appeso striscioni contro il Salone e si sono calati dai cavalcavia sopra l'autostrada con imbragature da alpinisti.

ALLARME RIENTRATO? L'azione è terminata dopo circa un'ora, ma ormai sulle autostrade bloccate era il caos, anche se la situazione sta lentamente rientrando. La polizia ha arrestato attivisti appartenenti a diversi gruppi e sono oltre 4.500 gli agenti schierati per contenere nuove azioni di protesta: attese in città alle 14,30, quando la cancelliea Angela Merkel aprirà ufficialmente la manifestazione. Ma qual è il motivo del contendere? IAA 2021 vuol essere la fiera della mobilità ''green'' in senso ampio, ma le frange più estreme degli ambientalisti tedeschi non ci stanno: per loro, politica e industria hanno sottovalutato l'impatto ambientale del passaggio all'auto elettrica di massa (un argomento ben espresso anche dal Presidente di Toyota).

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GIGAFACTORY DOCET Lo slogan individuato dal gruppo Sand in Getriebe (''Sabbia negli ingranaggi''), la frangia a quanto pare più motivata e ''bellicosa'', parla chiaro: ''BlokkIAA - depotenziare i colossi dell'auto''. IAA visto come festa dei distruttori dell'ambiente, come vetrina di un falso ''greenwashing''. Gli stati generali di un'industria che attraverso la rivoluzione elettrica, agli occhi dei suoi detrattori, non si pulirebbe affatto la coscienza, peggiorando anzi il proprio impatto reale sul clima. Dopotutto, che tra gli ecologisti tedeschi e l'auto elettrica non sia sbocciato l'amore, ne sa qualcosa anche Elon Musk: la Gigafactory di Berlino sta incontrando un ostacolo dopo l'altro.

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LE VOCI DEL DISSENSO Non una associazione sola, ma una improvvisata confederazione di sigle e movimenti di differente estrazione, vedi DUH (Deutsche Umwelthilfe, Azione ambientalista tedesca), Bund (Federazione tedesca per l'ambiente e la conservazione della natura), GreenPeace, ma anche associazioni varie di ciclisti, benché - almeno in larga parte - riconducibili alla sinistra più radicale, storicamente nemica giurata della potentissima lobby locale dell'auto.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 07/09/2021

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