Pubblicato il 27/05/21

WILLKOMMEN Tanti nemici, tanto onore, recita una massima la cui paternità risale - forse - a Giulio Cesare. Tanti nemici, a quanto pare, se li è fatti pure Elon Musk, che proprio come numerosi generali dell'esercito romano, a conquistare la Germania sta incontrando qualche ostacolo. Le popolazioni locali sembra non tollerino l'accampamento che Tesla sta allestendo nelle foreste fuori Berlino: e come gesto di intimidazione, passa al sabotaggio. O almeno, così sembra. L'incendio che ha danneggiato diversi cavi di alimentazione della cosiddetta Giga Berlin, in costruzione nella località di Grünheide, Land del Brandeburgo, è ora oggetto di inchiesta da parte dell'LKA. Sospettasi un incendio di origine dolosa, indizi non ne mancano.

Gigafactory Berlin, il cantiere

BRIGATE VERDI In una lettera diffusa sui social media, un guppo di attivisti di sinistra già avrebbe rivendicato la responsabilità dell'incendio. Spiegando, tra le ragioni che avrebbero portato a un atto tanto estremo, come Tesla non sia ''né verde, né ecologica, né sociale''. Non sarebbe in ogni caso la prima volta che la fabbrica Tesla di Berlino hasi trova al centro delle polemiche. Da quando i lavori sono partiti, a luglio 2020, la compagnia californiana è stata dapprima accusata di aver installato tubi senza un permesso di costruzione in linea con le normative tedesche, esponendo la zona al rischio di fuoriuscita di acque reflue nella rete potabile locale. Successivamente, Tesla è finita sotto indagine per non aver pagato il salario minimo in vigore in Germania ai lavoratori assunti al progetto. Lavoratori le cui stesse condizioni di vita hanno sollevato sospetti, dal momento che il personale, in gran parte proveniente dalla vicina Polonia, alloggiava in ostelli in cui le linee guida sul distanziamento interpersonale sociale non potevano essere soddisfatte, favorendo lo scoppio di focolai di Covid.

Gigafactory Berlin, come dovrebbe essere a fine 2021

CORSA A OSTACOLI Tesla ha liquidato tutta questo come semplice ''burocrazia'', lamentando di come ognuno di questi episodi abbia portato ad un ritardo dei lavori: da luglio 2021 come da pronostico, l'inizio della produzione è così stato posticipato all'inizio del 2022. Cioè quando Tesla, nella sua quarta Gigafactory mondiale (la prima in Europa), afferma sarà in grado - oltre a costruire batterie e motori elettrici per i modelli destinati al Vecchio Continente - di assemblare 500.000 Model Y su base annua. Salvo nuove grane, a quanto pare all'ordine del giorno.


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