Autore:
Paolo Sardi

INIZIAMO BENE L’edizione 2015 dell’Eicma passa agli archivi e, volendo tirare un suo bilancio, mi scopro a pensare alla classica metafora del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Visto che è lunedì, però, vedo di cominciare dalle belle notizie. Sotto i riflettori della Fiera di Rho, quest’anno c’è stato fermento in un segmento che potrebbe giocare un ruolo fondamentale nel rilancio del settore, quello delle moto di media cilindrata, facili da guidare e alla portata di molte tasche. Spetta a loro il compito portare alle due ruote i ventenni. Di cosa sto parlando? Delle varie Scrambler Ducati Sixty2 e BMW G310R, giusto per citarne un paio, o della Benelli Leoncino, destinata probabilmente a un ruolo marginale sul mercato, quando arriverà, ma comunque molto ammirata. Andando in progressione, saltano in mente la rediviva Suzuki SV650 e le famiglie rinnovate Honda CB500 e NC750, mezzi accessibili e che strizzano ancora l’occhio a chi bada alla sostanza.

PER TUTTI I GUSTI La fascia medio-alta del mercato è stata sicuramente un po’ avara di novità ma mi piace ricordare l’accoppiata delle Moto Guzzi V9 Bobber e Roamer, che far volare di nuovo alta l’Aquila di Mandello, e l’infornata della classiche Triumph, che si sono sapute evolvere profondamente senza rinnegare il passato. Sono loro a contendere la palma di moto più à la page alla BMW R nineT Scrambler, sempre attorniata da un sacco di gente, così come la tenebrosa Ducati XDiavel. E’ stata lei la vera star tra le cruiser di un Salone che ha regalato chicche anche ai giramondo e altrettante agli smanettoni. Da una parte la KTM 1290 Superduke GT, la Ducati Multistrada 1200 Enduro e la Honda Africa Twin, il mezzo forse più atteso e chiacchierato della kermesse milanese. Dall’altra le Suzuki GSX 1000 R e Kawasaki ZX-10R, oltre all’inarrivabile Honda RC213V, una MotoGP con targa a e fari. Mi sono dimenticato qualcuno? Ah, sì, Yamaha, che all’Eicma ha festeggiato i 60 anni con una suggestiva livrea speciale gialla e nera (ideale per vestire la minimalista XSR900) e presentando la nuova MT-10, una supernaked in stile Transformers

IL BARICENTRO A ben vedere, l’elenco non è poi così sparuto ma non è nemmeno di quelli da fare i salti di gioia, anche perché è chiaro come le proposte entry level siano pensate soprattutto per i mercati emergenti: è là che oggi si è spostato il baricentro del mercato mondiale ed è sempre là che le Case fanno il grosso dei volumi. E’ quindi normale che le gamme siano sempre più a misura di quelle realtà e che poi vengano riproposte da noi con la scusa di attirare i  giovani verso le due ruote. Speriamo che funzioni… e speriamo anche che in Oriente passino in fretta anche alle cilindrate superiori.

ARRIVEDERCI Piuttosto fiacco è apparso il mondo degli scooter, con le uniche eccezioni rappresentate dai Piaggio Liberty e Medley, dal Kawasaki J300 e, salendo di cilindrata, dai BMW C 650 Sport e  GT. Allo stesso modo non ci sono stati debutti clamorosi nemmeno tra le cosiddette crossover medie, in fase di assestamento dopo i fuochi d’artificio degli ultimi anni.

I SOLITI NOTI Davanti al bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, c’è da chiedersi chi si sia bevuta l’altra metà e mi spiace puntare il dito sui soliti indiziati. Se oggi il mercato langue un po’ di colpa va sicuramente alle compagnie assicurative, che si ostinano a chiedere premi esorbitanti. I giovani interessati alle due ruote già sono pochi e anche queste mosche bianche sono spesso frenate nei loro acquisti da costi di gestione troppo alti.

A CARO PREZZO A proposito dei giovani e di costi, nulla mi toglie dalla testa che gli organizzatori della fiera farebbero bene a ridurre il prezzo del biglietto per i ragazzi. 12 euro per chi ha dai 9 ai 13 anni e 15 euro per i teenager dai 14 ai 17 non sono cifre da poco, mentre una quota simbolica potrebbe invogliare più ragazzi a curiosare tra i padiglioni e magari, poi, ad innamorarsi di questo universo colorato e allegro. Oltralpe, al Salone di Parigi, che aprirà tra una decina di giorni, fino a 14 anni l’ingresso è gratuito, mentre dai 14 ai 18 si pagano 8 euro. Un conto è presto fatto: per visitare l’Eicma, un padre con un figlio di 10 anni e uno di 14 deve pagare 48 euro, in Francia la metà esatta. Meditate, gente, meditate! 


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