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Pensieri in libertà sull'Eicma 2011


Avatar Redazionale , il 10/11/11

10 anni fa - Enduro turistiche e scooteroni, ma la regina è una supersportiva

Enduro turistiche e scooteroni, ma la regina è una supersportiva. Riflessioni, critiche e previsioni sul mondo a due ruote passeggiando (e lavorando) tra gli stand dell'Eicma 2011.

CRISI? QUALE CRISI? Anche se il mercato langue e le immatricolazioni procedono con il contagocce, l’universo a due ruote si presenta sotto i riflettori dell’Eicma 2011 in grande spolvero, facendo spallucce, quasi incurante delle crisi. E’ questa la prima impressione che si fissa nella mia testa dopo due giorni passati a camminare in lungo e in largo (ma soprattutto in lungo, vista la bislacca scelta di padiglioni uno in fila all’altro…) per la Fiera di Milano e a sgomitare con il solito stuolo di appassionati che, tradizionalmente, tutti gli anni, riesce a imbucarsi anche quando l’accesso dovrebbe essere riservato agli operatori.

FOTO DI GRUPPO La mescolanza con il grande pubblico complica maledettamente il lavoro quando si gira un video ma offre almeno due vantaggi concreti. Il primo è quello di avere sott’occhio un ennesimo spaccato del mondo dei motociclisti, che sembrano esattamente quelli dell’anno scorso… con un anno in più. Guardandosi attorno, insomma, la sensazione è che non sia in atto un vero e proprio ricambio generazionale. Stempiature e capigliature “sale e pepe” sono in aumento, con i giovani che rappresentano una quota piuttosto marginale del popolo dell’Eicma. Va meglio sul fronte femminile, con la quota rosa che sta per farsi pian piano (e diciamo anche per fortuna) un po’ più consistente.

IN CODA Il secondo aspetto positivo viene dalla possibilità di avere subito il polso della piazza su quelle che sono le principali novità, con l’indice di gradimento del pubblico che va di pari passo con la coda da fare prima di poter mettere le terga sulla sella o di poter scattare una foto in prima fila delle primizie lasciate sul piedistallo. E le anteprime dell’Eicma 2011 sono davvero tante, pronte a scombussolare un po’ gli equilibri del mercato. Molte s’inseriscono infatti nei segmenti che fanno più volumi e che continueranno con ogni probabilità a fare tendenza nel 2012, ovvero quello delle maxienduro turistiche e degli scooteroni.

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PER TUTTI I GUSTI Per quanto riguarda le prime, che continuano a piacere con la loro formula buona un po’ per tutte le occasioni e per tutte le stagioni, cresce il numero di chi punta a fare le scarpe alla BMW R 1200 GS. Ce n’è davvero per tutti i gusti e con i motori più disparati. Andando in ordine alfabetico, la prima nuova sfidante è la Honda Crosstourer 1200, che torna sulla passerella milanese a dodici mesi di distanza, non più nella panni della concept bensì della moto di serie. I suoi fiori all’occhiello sono il motore V4 ereditato dalla VFR e l’elettronica sopraffina, con la chicca dell’eventuale cambio robotizzato a doppia frizione DCT.

OUTSIDER Se il V4 non si era mai visto su una moto di questa categoria (ce l’ha giusto la più piccola Crossrunner 800), altrettanto nuova è la scelta di quattro cilindri in linea fatta invece dalla Kawasaki Versys 1000. La proposta di Akashi clona la ricetta vincente della sorellina 650, partendo però dalla base meccanica della Z1000 e strizzando l’occhio con sempre meno convinzione agli sterrati, a tutto vantaggio della vocazione da grande passista. La terza outsider è la Triumph Tiger Explorer 1200 a tre cilindri, dotata come le rivali di ABS e controllo elettronico della trazione. Con anche la Ducati, la Yamaha e la Moto Guzzi a dire nuovamente la loro, il prossimo anno se ne vedranno davvero delle belle.

ABDICARE? NO, GRAZIE L’altro segmento in fermento, come dicevo, è quello degli scooter di grossa cilindra. In questo caso, però, il re della categoria, il TMax della Yamaha, non sta a guardare e si rinnova, lungi dall’idea di abdicare. E se la concorrenza mostra i muscoli con motori di grossa cilindrata, il TMax continua invece a puntare soprattutto sull’equilibrio: incattivisce il look e cresce appena di cilindrata, mettendosi un po’ a dieta e sfoggiando una soluzione particolare, come la trasmissione finale a cinghia. Tra i rivali spicca BMW, che tenta una manovra a tenaglia con due proposte, il C 650 GT, una granturismo in piccolo come dice la sigla stessa, e il C 600 Sport, che va invece a sfidare il TMax sul suo terreno preferito, quello del piacere di guida e delle prestazioni, senza perdere però di vista sicurezza e praticità.

UNA E TRINA Per chi ha frequenti pruriti al polso destro c’è anche l’Aprilia SRV 850, che evolve sotto le insegne di Noale il progetto della Gilera GP800 con l’idea di farle vivere una seconda giovinezza. Tutt’altra strada segue invece l’Honda con l’Integra, a metà strada tra scooter e moto e capostipite di una famiglia di tre modelli accomunati dallo stesso motore bicilindrico frontemarcia da 670 cc, da un telaio in tubi d’acciaio e da ruote da 17”. Sulla stessa base sono infatti confezionate anche la Honda NC 700 S, naked entry level, e la NC 700 X, una tuttofare che per ora affianca la Transalp ma con un taglio più urbano. Nel filone delle moto “intelligenti” un posto al sole lo hanno anche le rinnovate gemelle Kawasaki, ER-6n ed ER-6f, assieme alla sempreverde Moto Guzzi V7, che, senza troppo clamore e puntando ancora una volta sul taglio rétro, monta un motore rivisto da cima a fondo.

ITALIANS DO IT BETTER E le sportive? La gente ha sempre meno voglia di spaccarsi i polsi e la schiena, oltre che di fare la roulette russa con autovelox e tutor, così sul mercato ultimamente fanno una fatica terribile e sono praticamente scomparse dai vertici della hit parade. Eppure in questa categoria c’è la candidata numero uno al ruolo di regina del Salone: si tratta della Ducati 1199 Panigale, che con le sue forme avveniristiche e la sua tecnologia avanzatissima (tanto a livello meccanico quanto elettronico) sembra aprire una nuova epoca per la Casa bolognese. Chi più, chi meno, Honda, Suzuki e Yamaha aggiornano le loro supersportive, mentre Bmw e Kawasaki vivono di rendita, grazie a modelli ancora giovani e attuali. Scendendo di cilindrata è ancora una Casa Italiana a fare da attrice protagonista, ovvero la MV Agusta, che getta sul tappeto una coppia d’assi, la F3 675 e la Brutale 675, accomunate da un inedito motore a tre cilindri e da linee mozzafiato, oltre che da un prezzo insolitamente basso per le moto di Cascina Costa.

DAL PASSATO A FUTURO Per il resto non ci sono lampi nel settore delle 125, in quello delle piccole cilindrate, con i flash che indugiano quasi esclusivamente sullo Yamaha Xenter. Qualche colpo ad effetto si registra invece in materia di concept bike, grazie alla Husqvarna Moab, scrambler monocilindrica che mescola elementi vintage ad altri moderni, e alla Vespa 46, che riprende le forme della prima generazione e le reinterpreta. Se per la prima il futuro produttivo è ancora incerto, per la Vespa pare che i giochi siano fatti e che sia previsto il lancio di un nuovo modello ispirato proprio a questo prototipo e spinto, tra gli altri, dallo stesso motore 125 che fa capolino sotto la coda sfuggente. Ma di questo riparleremo forse nell’edizione 2012.


Pubblicato da Paolo Sardi, 10/11/2011
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