Autore:
Paolo Sardi

PUNTI DI VISTA “Papà, per favore, stamattina mi puoi lasciare un  po’ lontano da scuola? Sai, questa macchina dà troppo nell’occhio…”. Metto la freccia e accosto: detto e fatto! Così, mentre guardo mia figlia percorrere gli ultimi cento metri verso il cancello della scuola carica come uno sherpa, con zaino in spalla, la cartelletta in una mano e la pianola nell’altra, medito sul fatto che la Porsche Boxster S abbia fatto davvero un bel salto di qualità dal punto di vista estetico rispetto alla generazione precedente. Anche in questo sobrio colore marrone antracite metallizzato, con la sua brava capottina in tinta sul marrone, fa una gran scena: sembra una piccola Carrera GT. Alla fine (anche se io a tredici anni avrei fatto carte false per arrivare una volta a scuola in Porsche e non con Fiesta di mio papà) capisco più l’imbarazzo di una ragazzina davanti ai compagni, che non lo scetticismo di chi si ostina a considerare la Boxster figlia di un dio minore rispetto alla 911. Certo sono due modelli ben diversi ma anche la piccola di Zuffenhausen ha tutto il suo perché.

UN BOXER GRINTOSO Look a parte, a legittimarla nel suo ruolo di sportiva Doc c’è anche tutta una lunga serie di fattori, a partire da un pacchetto tecnico di prim’ordine. Cuore e anima della Porsche Boxster S è senza dubbio il suo motore sei cilindri boxer, uno schema che una sorta di marchio di fabbrica per le Cavalline di Stoccarda. Sulla Boxster S c’è un 3.4 da 315 cv e 360 Nm che sfodera una grinta davvero notevole ma nel contempo accetta di buon grado anche di viaggiare al passo, lungo il trafficato tragitto quotidiano casa-ufficio. D’altro canto, non si scopre certo adesso che questo genere di motore faccia della regolarità una delle sue doti migliori, anche se ciò che più colpisce è il temperamento ai regimi più alti, a quali si produce anche in acuti squillanti.

SPALLA IDEALE Il cambio robotizzato a doppia frizione PDK si dimostra la spalla ideale del motore e snocciola una marcia dietro l’altra con dolcezza infinita quando si va via con un filo di gas, tiene il motore su di giri se si inserisce la modalità Sport e tira il collo a ogni singolo rapporto nell’eventuale funzione Sport Plus. Per chi ama il fai-da-te nelle cambiate c’è poi la possibilità di agire sulle levette al volante, che hanno un funzionamento particolare: con entrambe si spinge per passare alla marcia superiore e si tira invece per scalare, quando di norma si tira con entrambe le mani, salendo di rapporto con la destra e scendendo con la sinistra. Dopo un po' di apprendistato, comunque, non si sbaglia un colpo.

SALTO DI QUALITA’ A parte questo, i quasi 3.000 euro necessari per il cambio PDK sono davvero ben spesi, anche perché questo tipo di trasmissione assicura solo vantaggi. Da un lato, i consumi calano sensibilmente e, anche se i 12,5 km/litro promessi dalla Casa sembrano una chimera, restare attorno ai 10 km/litro non è una missione impossibile. Dall’altro, nelle prove di scatto, il cronometro si ferma qualche decimo prima e senza che chi è alla guida debba essere per forza veloce come un pistolero nelle cambiate. Il risultato è di 5 secondi netti nel classico 0-100, che potrebbero diventare anche soli 4,8 grazie al pacchetto Sport Chrono Plus.

CHE TENTAZIONE! Altri investimenti che può valer la pena di fare sono i 1.452 euro del Porsche Active Suspension Management (PASM per gli amici…), che ammorbidiscono o induriscono l’assetto al semplice tocco di un pulsante, e i 1.331 euro del Porsche Torque Vectoring, con annesso bloccaggio meccanico del differenziale posteriore. Con questi gadget la Porsche Boxster S veste più facilmente i panni della sportiva mangiacurve, anche se la presenza di pneumatici invernali e l’asfalto gelato non sono stati per me il massimo per gustare le doti telaistiche.

SU DUE FRONTI Certo, di optional in optional il conto può diventare salato e non è difficile vedere la cifra finale superare quota 80.000 euro dai 61.000 di partenza. A quella cifra, chiaramente, la Porsche Boxster S diventa un oggetto un po’ esclusivo mentre, stando più abbottonati, è alla portata di più tasche, non lontana dai prezzi di berline e sportive meno blasonate. Pensando ad altre tipologie di macchina, tra l’altro, non bisogna dimenticare come questa Boxster sia insospettabilmente versatile nell’uso day by day. La presenza di un doppio bagagliaio (anteriore da 150 litri e posteriore da 130 litri) la mette quasi sullo stesso piano di una compatta di segmento C.

GIU' IL CAPPELLO Per il resto, l'abitacolo è molto curato e i sedili sportivi assicurano una sistemazione comoda, anche se - giustamente - rasoterra. In questo quadro, non delude nemmeno la capote, che è di sana e robusta costituzione e garantisce un comfort accettabilissimo tanto dal punto di vista acustico che da quello termico. Sempre che non si voglia provare l'ebbrezza del vento trai capelli. Basta una decina di secondi e il gioco è fatto...


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