Autore:
Andrea Rapelli

VAL BENE UN GIRO L'opportunità è ghiotta. Troppo, per farsela scappare. La Nissan Leaf Nismo RC è lì che mi aspetta, vestita da corsa in un corpo... ambientalista. Perché è una delle pochissime auto elettriche pensate specificamente per battagliare in circuito. Me la fanno guidare per un misero giro (box-box, senza rettilineo) tra i cordoli del tracciato di Castellolì, nei pressi di Barcellona, con Lucas Ordonez di fianco.

FA LA CATTIVA Uno sguardo basta e avanza per capire che la Nissan Leaf Nismo RC non scherza affatto: la flessuosa carrozzeria, in fibra di carbonio, poggia su sospensioni sviluppate ad hoc dagli esperti Nismo, per un peso di 940 kg. Il pacco batterie agli ioni di litio eroga l'equivalente di 108 cv e 280 Nm, disponibili al minimo tocco sul gas. La ricarica – l'autonomia si esaurisce dopo circa 20 minuti – avviene in poco più di mezz'ora.

SI SALE... ANZI, SI SCENDE Calarsi nel posto guida della Nissan Leaf Nismo RC non è per tutti i fisici: bisogna prima piegarsi, poi reclinare la testa di lato. A questo punto, se si è stati bravi, ci si può lasciare andare sul sedile e tirare dentro anche le gambe. Bene, ora non resta che allacciare le cinture e, prima di partire, ascoltare i consigli di Lucas Ordonez, 27enne pilota della Nissan DeltaWing a Le Mans, che esordisce con un “Tranquillo, è facile: acceleratore, freno. Nada mas!” Se lo dice lui...

DIAMO IL VIA ALLE DANZE Il pedale del gas è sensibilissimo, tanto che la Leaf schizza in pitlane con una velocità imbarazzante. Dietro il casco, Lucas mi guarda con un'occhiata di disapprovazione. Mannaggia... Usciti dai box, rimane metà del lungo rettilineo, che culmina in una stretta curva a sinistra. Scivolare sull'asfalto nel silenzio è strano ma, devo ammetterlo, non mi dispiace affatto.

CURVA CHE TI CURVA Un go-kartone: ecco quello che sembra la Nissan Leaf Nismo RC dopo qualche curva, presa la necessaria confidenza. Lo sterzo, di pietra, è precisissimo e consente inserimenti fulminei mentre il peso ridotto, unito alle gomme semislick morbide come chewingum, fanno il resto. Le traiettorie si completano con gran libidine, l'assetto restituisce una piacevolissima sensazione racing e l'assenza del cambio ti lascia concentrare sulla guida, pura e semplice. Bel mezzo! Solo il pedale del freno richiede assuefazione, a causa di una certa pesantezza. Il motore? Una volta lanciati, i 150 km/h (limitati elettronicamente) le vanno un po' stretti: questa Leaf dà l'impressione di poter dare ben di più.

BOX! One lap, non uno in più. All'ultima curva Lucas, di fianco, ha il suo bel daffare per farmi rientrare in pitlane: quando finalmente il mio cervello elabora le urla dello spagnolo inchiodo, ma finisco un po' lungo (mentre i cordoli scintillano sotto la delicata carrozzeria della Leaf Nismo RC) e cerco di giustificarmi con un generico SORRY!, urlato a 110 dB. Lui capisce e, dentro il casco, se la ride: “Non sei il primo che si dimentica di rientrare...”


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