Autore:
M.A Corniche

THE WORLD IS NOT ENOUGH I soldi non daranno la felicità, ma possono trasformare i sogni (materiali) in realtà. È il caso di Barry Weir, collezionista inglese di Aston Martin che ha voluto mettere la ciliegina sulla sua collezione con una Aston unica, una Aston Martin che altri collezionisti non possono avere. Una Aston Martin Rapide Bartone, per gli amici Jet 2+2. È il nuovo gioco degli appassionati danarosi, in realtà un gioco vecchio quanto l’automobile e le Carrozzerie, quelle con la C maiuscola, intese non come il ripara-parafanghi ma come gli atelier sartoriali dell’auto. È il bel gioco di farsi confezionare l’auto su misura, come l’abito.

DOUBLE OR DIE Barry Weir ha scelto di far griffare la sua Rapide con una b spigolosa, la inconfondibile b di Bertone. Una scelta filologicamente ineccepibile. Bertone è la carrozzeria che ha messo le mani su una Aston Martin per la prima volta nel 1953 con una DB2-4 Spider. E che di Aston Martin Jet ne aveva già realizzate 2. La prima nel 1961, trasformando completamente le forme di una DB4. La seconda, la Jet 2, ha aggiunto una coda con il portellone a una Vanquish con il passo allungato di 21 centimetri e, arredata all’interno con quattro sedili rivestiti da pelle Foglizzo marrone e argento, è diventata l’auto personale di Lilli Bertone, vedova di Nuccio Bertone. L’idea deve essere piaciuta a David Weir che ha chiesto a Mike Robinson, il responsabile dello stile Bertone, di trasformare in shooting brake una Rapide.  E in quattro mesi matite e battilastra hanno lavorato di concerto e la Aston Martin Rapide Bertone è stata pronta per il Salone di Ginevra 2013.

GOLDENEYE Lasciati gli studi a 16 anni, Barry si è poi dimostrato un capace immobiliarista e, ora cinquantenne, non mostra cafone tendenze da arricchito. Nel suo volersi distinguere Weir mostra, al contrario, una sana e nobile tendenza all’understatement e ha richiesto un sobrio colore grigio e uno stile senza interventi vistosi, uno stile molto Aston e poco da show car per la sua Aston Martin Jet 2+2. Se la Jet 2 ha uno stile più estroso, con una bella fascia scura che include le luci e sottolinea la linea della coda con una chiara firma Bertone, la Jet 2+2 potrebbe essere uscita dalla catena di montaggio Aston Martin.

THE LIVING DAYLIGHTS La Aston Martin Rapide Bertone ha la calandra della Rapide S e un paraurti anteriore realizzato ad hoc. Le luci posteriori sono prese a prestito dalla nuova Vanquish, perfettamente integrate nella nuova coda. I parafanghi sono più bombati, più muscolosi per rendere la Jet 2+2 meno lunga e sciabolona. Al lunotto, nemmeno troppo basso, fa ombra uno spoiler come continuazione del tetto.

FOR YOUR EYES ONLY Una forma così naturale per una Rapide che viene da pensare alla Rapide come a una shooting brake. Un intervento così semplice nella sua sobrietà stilistica da sembrare altrettanto semplice nella sua realizzazione. In realtà alla Rapide originaria è stato smontato tutto il tetto a partire dal parabrezza e tutta la struttura portante è stata rifatta ex novo in alluminio, plasmata a mano dai battilastra di Bertone Officina, la divisione di Bertone dedicata ai progetti su misura. Il tetto, quasi completamente trasparente, si polarizza per oscurarsi a piacere.

FOR SPECIAL SERVICES Il portellone ad azionamento elettrico è in fibra di carbonio e ruota su cerniere griffate con la b di Bertone, aprendosi su un piano di carico realizzato in legno e alluminio. Una volta sbloccati (elettricamente) e ripiegati gli schienali posteriori, il piano in legno di radica di noce e alluminio satinato, scorre motorizzato verso i posti anteriori, lasciando spazio a un piano di carico ampio e sostanzialmente piatto. Per i sedili Weir ha scelto rivestimenti in pelle chiara e nera, con una trapuntatura tono su tono nelle parti scure.

THE MAN WITH THE GOLDEN GUN Se mi chiamassi Barry Weir avrei richiesto uno stile più estroso, più da esemplare unico come quello della Jet 2 di Lilli Bertone, meno convenzionale per una Aston Martin ma decisamente in linea con lo stile elegante e sobrio di Gaydon. La Aston Martin Jet 2+2 è un perfetto esempio di come Aston Martin potrebbe pensare la versione shooting brake della sua Rapide, integrazione perfetta nell’attuale stile Aston. Qualche tocco più personale forse lo avrei richiesto. Ma va detto che il nostro Barry ha iniziato ad appassionarsi soltanto dieci anni fa, quando i suoi gli hanno regalato una Mercedes SL per il suo quarantesimo compleanno. Per i 45 ha aggiustato il tiro e si è regalato una DB7.

DIAMONDS ARE FOREVER Un intervento costoso, si parla di un-milione-duecentomila-euro, lo scrivo in lettere per non sembrare un errore di battitura, che si aggiungono al costo di una Aston Martin Rapide (quasi 200.000 euro). Ci sono tante ore di lavoro dietro alla Jet 2+2, di progettazione, di industrializzazione e di martellate dei battilastra, di cuciture dei mastri sellai, di rifiniture in allumino e in legno. E si paga il costo dell’esemplare unico, una piccola tiratura anche di cinque esemplari ridurrebbe i costi a meno della metà. Sempre costi da auto su misura, però.

NEVER SAY NEVER AGAIN Si paga anche la qualità finale del lavoro. Ho messo alla prova la Rapide Bertone in piega sulle curve e su strade non proprio adatte a partite di carambola, e la Jet 2+2 ha risposto senza il minimo rumore aggiunto rispetto alla Rapide di serie. Viene da chiedersi come mai il buon Weir non abbia richiesto anche il bel motore da 558 cavalli della Rapide S. Dietro la  calandra della S ci starebbe bene…


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