Autore:
Salvo Sardina

ENNESIMA DELUSIONE La Ferrari lascia Barcellona – in senso solo figurato, visto che domani e dopodomani la F1 sarà ancora in pista al Montmeló per gli ultimi due giorni di test della stagione (e MotorBox ve li racconterà in diretta minuto per minuto) – con l’ennesimo carico di delusione. Il Cavallino ha spinto a tutta sulla strada degli aggiornamenti aerodinamici, ma gli avversari della Mercedes si sono confermati una corazzata praticamente imbattibile. E hanno portato a casa la quinta doppietta consecutiva in stagione. Una debacle, quella del Cavallino, che secondo il team principal Mattia Binotto sarà invece di ulteriore stimolo per migliorare la vettura.

ULTERIORE STIMOLOTutto il weekend non è stato buono – ha spiegato l’ingegnere di Losanna ai microfoni di Sky Sport F1quindi facciamo i complimenti alla Mercedes per quello che ha fatto fino a ora, hanno dimostrato di saper lavorare bene. Sono molto bravi, ma credo che per noi questo costituisca un ulteriore stimolo. Proseguiamo a testa alta, c’è da lavorare ma guardando avanti sono convinto che lavoreremo con ancora più voglia di fare bene. Siamo concentrati su quello che dobbiamo fare, rispettiamo le opinioni di tutti, anche quelle dei giornalisti, ma le chiacchiere cerchiamo sempre di tenerle fuori. Inevitabilmente le cinque doppiette degli avversari portano discussioni, ma noi possiamo solo cercare di rispondere con i fatti. Peccato per le prime gare, magari vincendo in Bahrain o facendo risultati migliori a Baku la situazione sarebbe diversa. Ma siamo un team giovane e sono convinto che un weekend come questo ci possa rendere più forti”.

GLI UPGRADE FUNZIONANO Chiaro che a finire sotto inchiesta siano stati anche e soprattutto gli aggiornamenti portati dalla Ferrari al Montmeló. Binotto però è sicuro del buon lavoro svolto a Maranello: “Gli upgrade hanno funzionato bene, ma hanno dimostrato di non essere sufficienti. Tutto ha funzionato come ci si aspettava, sia i pacchetti aerodinamici che quelli lato motore. Per noi è stato un sacrificio importante, abbiamo lavorato molto intensamente con tutti i ragazzi in fabbrica. La power unit ha funzionato molto bene, sui rettilinei siamo i più veloci e questo è un punto di vantaggio che non va denigrato. Cosa non sta funzionando? Qui perdevamo molto nel terzo settore, in generale in tutte le curve lente i nostri piloti soffrono per il troppo sottosterzo e non riescono a far girare la macchina. Sono cose su cui dovremo riflettere e analizzare, non c’è adesso una risposta precisa su quale sia il problema. Per il momento dobbiamo constatare che gli altri sono più forti su questo tipo di tracciato e su questo tipo di curve”.

TEST MOMENTO CHIAVE Barcellona è ormai sinonimo di “test” e, come dicevamo in apertura, domani e dopodomani le monoposto saranno ancora in pista per altri due giorni di prove libere. Che, a questo punto, potrebbero essere fondamentali per le sorti iridate del Cavallino: “Sarà importante per noi, potremo esplorare questo limite della vettura e anche provare alcuni ulteriori sviluppi e aggiornamenti”. Sempre a proposito di test, la mente torna però a quelli invernali, dove la SF90 si era mostrata in ottima forma prima di essere smentita dal confronto diretto nelle prime cinque gare del campionato: “L’inverno è andato molto bene, però nell’ultimo giorno di test anche loro hanno fatto il nostro stesso tempo. Quindi siamo tornati a casa con la consapevolezza che loro erano forti quanto noi, e magari anche di più. Non ci siamo illusi, anche se è stato un peccato tornare qui e constatare che in realtà la Mercedes è più forte di noi. Ma andiamo avanti a testa alta, non molleremo mai, andremo avanti tappa per tappa. È sempre stato questo il nostro approccio, correremo ogni gara a sé cercando di massimizzare il risultato. Le prossime piste saranno diverse da Barcellona, il campionato non finisce qui”.

TEAM ORDER A far discutere è però stata anche la gestione dei piloti in pista, con un doppio ordine di scuderia che forse ha fatto perdere del tempo sia a Vettel che a Leclerc. “Seb è partito bene – ha concluso Binotto – ma poi ha bloccato la ruota anteriore destra e ha perso posizioni. La strategia non era decisa a inizio gara, avevamo scelto di valutare a seconda di come si sarebbero evolute le cose. Avendo strategie diverse, credo che sia stato giusto invertire le posizioni dei piloti e ritengo che la chiamata sia arrivata al momento corretto. Chiaro che non è mai facile scegliere di farlo, probabilmente non ci si prende mai. Però, quando lo fai, devi essere sicuro che chi sta dietro sia più veloce di chi è davanti. E quando Sebastian era dietro a Charles, non ci aveva inizialmente comunicato di poter andare più veloce. Abbiamo quindi aspettato che fosse il momento giusto. Verstappen? Ha sempre fatto bene in questo inizio di stagione ma, come detto, questa non deve essere una preoccupazione ma uno stimolo. Possiamo fare meglio di lui, anche oggi c’è stata una Safety Car quando Charles era davanti. Vero, aveva gomme più dure, ma a Barcellona non è facile superare, Max avrebbe dovuto provarci in pista. Con la neutralizzazione finale invece siamo stati costretti a richiamarlo ai box perché le sue gomme Hard non gli avrebbero dato il grip necessario a difendersi in ripartenza. Ancora una volta, con circostanze un po’ diverse magari si poteva ottenere qualcosa di più”.


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