Autore:
Salvo Sardina

SEB, CONTINUA COSÌ Il miglioramento del rapporto “personale” tra Sebastian Vettel e la Ferrari SF90 è stato pressoché costante da inizio campionato fino a oggi, con la sola eccezione della difficile prova di Silverstone. Proprio nella gara britannica, di fatto conclusa con il tamponamento ai danni di Max Verstappen, i riflettori si sono riaccesi sul tedesco e sulla sua presunta crisi di prestazioni e risultati. In Germania, proprio dove si era aperta 12 mesi fa la spirale negativa, il quattro volte campione del mondo ha nuovamente tirato fuori gli artigli, non ha sbagliato nulla nonostante le difficili condizioni abbiano tradito praticamente tutti i suoi rivali, e ha rimontato dall’ultima posizione di partenza alla seconda di arrivo. Un trend positivo che dovrà necessariamente essere mantenuto anche a Budapest.

LA CABALA DICE CHE… Proprio sul rovente e tortuoso tracciato dell’Hungaroring, il tedesco non aveva mai vinto nel periodo della dominante Red Bull. Il tedesco, che in Ungheria ha però trionfato con la Ferrari nel 2015 e nel 2017, può dunque sperare nella cabala che lo ha visto sempre imporsi negli anni dispari da quando è alla guida di una macchina del Cavallino. “Se c’è una pista – ha spiegato Vettel – che mette alla prova il pilota nella Formula 1 moderna, è quella di Budapest. Su questo tracciato dal ritmo incalzante non ci sono rettilinei lunghi quindi ci si trova sostanzialmente sempre a dover lavorare con il volante. Il clima poi, dato il periodo in cui si viene a gareggiare qui, è spesso torrido, il che di certo non aiuta”.

CLIMA TORRIDO Il gran caldo non aiuterà il pilota in macchina, ma potrebbe invece essere un prezioso alleato della SF90, che fin qui ha sempre risposto bene con le alte temperature. “Se l’asfalto è asciutto – ha proseguito Seb – la pista è sempre molto impolverata e non è detto che migliori nel corso del weekend perché vento e uscite di pista riportano dentro la sabbia che le vetture girando naturalmente tendono a eliminare. Proprio per questo l’aderenza fuori dalla traiettoria ideale è minima e ogni errore rischia di essere pagato caro in termini di tempo. Le curve più significative sono la 1 e la 14. Alla prima staccata, prendendoti qualche rischio, è possibile tentare un sorpasso, anche se il rettilineo da cui si arriva non è certo lungo. Anche alla curva-14 non è affatto semplice completare la manovra con successo”.


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