Autore:
Matteo Larini

RED BULL BATTUTA Dopo l'inaspettata pole-position del sabato di Max Verstappen, alla prima partenza al palo della carriera in F1, in molti si aspettavano una grande vittoria del pilota della compagine anglo-austriaca, che avrebbe potenzialmente riaperto un mondiale già scritto (Hamilton ha oltre sessanta punti di vantaggio sul compagno Bottas) e alimentato molte aspettative per la seconda parte del campionato, che inizierà a Spa-Francorchamps dopo le consuete tre settimane di pausa estiva. Invece, l'idea del muretto Mercedes di sparigliare le carte ed effettuare due soste, unita alla velocità di un grande campione come Hamilton, ha dapprima messo in crisi il piano strategico della Red Bull, e poi costretto il team delle bibite energetiche a effettuare un secondo stop dopo il sorpasso subito a poche tornate dal termine, per non rischiare di restare sulle tele.

L'ANALISI Dopo l'inattesa sconfitta, tocca dunque al team principal Christian Horner spiegare le ragioni della mancata vittoria, sfumata proprio negli ultimi chilometri: "Penso che in realtà la Mercedes fosse un po' più veloce di noi in gara - ha iniziato l'inglese, per poi aggiungere - Max è partito bene, ha fatto quasi tutto il necessario, nel primo settore non riuscivano a sfidarci. Max ha consumato le gomme un po' prima di Lewis, quindi abbiamo dovuto aspettare di avere il margine su Leclerc per effettuare la sosta. Ovviamente, visto che i primi due avevano un grande vantaggio sulla concorrenza, in Mercedes hanno aspettato altri sei giri prima di rientrare: in quella fase, Max gestiva le coperture senza sfruttarle appieno perché doveva arrivare a fine gara".

TENTATIVI DI SORPASSO Continuando la sua analisi dettagliata della corsa, Horner ha spiegato che la scelta di rientrare per la seconda sosta aveva senso per gli avversari: "Loro poi sono rientrati ai box ed Hamilton ha sfruttato molto le gomme per raggiungere Max, che in certi casi è stato compromesso dai doppiati sul rettilineo, e quella è stata l'unica occasione per Lewis. Una volta calmate le acque, sembrava che Max potesse controllare la situazione ed Hamilton, avvicinandosi, surriscaldava i freni. Quindi, visto il vantaggio delle due vetture su tutti gli altri, e dato il passo delle Mercedes, la cosa più sensata da fare per loro era correre il rischio [di un'ulteriore sosta]".

IMPOSSIBILE REAGIRE Una volta che Hamilton è rientrato ai box, come è subito diventato chiaro con la grafica in sovraimpressione della F1, il margine di Verstappen era troppo ridotto per poter rientrare senza perdere la testa del Gran Premio: "Loro hanno avuto un pit stop veloce, già a metà del suo giro di rientro in pista i due erano testa a testa: alla fine del giro era davanti, quindi per noi non era possibile coprire la sosta al giro successivo, avremmo perso la posizione".

VERSTAPPEN LEPRE A quel punto, continua Horner, non c'era altro da fare se non spingere e sperare che le gomme reggessero fino alla fine: "L'obiettivo è portare a casa il risultato, quindi Max ha cominciato a spingere usando le gomme più di quanto avremmo voluto. Nel traffico è riuscito a mantenere il vantaggio, ma una volta che c'è stata aria libera, Lewis ha iniziato a recuperare e a quattro giri dalla fine, avendo così tanto grip aggiuntivo, Verstappen è diventato una facile preda".

GIRO VELOCE Considerato che lo stesso Verstappen, già da prima del sorpasso, si lamentava fortemente del degrado delle gomme, la Red Bull ha deciso di rientrare ai box per agguantare il punto extra del giro veloce e non rischiare di finire sulle tele. Il team principal inglese conclude l'analisi riassumendo il concetto espresso sin da subito: "Abbiamo quindi avuto l'opportunità di ottenere il giro più veloce. Ma penso che la Mercedes probabilmente avesse un'auto leggermente più veloce della nostra in gara e mentre noi avevamo la posizione in pista, loro avevano la possibilità di un pit extra e questo ha funzionato per loro".

 


TAGS: mercedes red bull f1 verstappen f1 2019 horner RB15 W10 HungarianGP 2019 Ungheria