Autore:
Salvo Sardina

RIPARTIRE Non c’è tempo per rimuginare sugli errori: il Gran Premio d’Ungheria è ormai alle porte e bisogna dimenticare in fretta il brutto epilogo della tappa di Hockenheim. Lo sa bene anche Charles Leclerc, che a Budapest dovrà tornare a lottare per portare in casa Ferrari il primo successo della stagione (oltre che il primo della carriera). Il tracciato magiaro, tecnico e tortuoso, non sembra teoricamente sposarsi al meglio con le caratteristiche della SF90, ma è l’atteso caldo estivo a poter giocare in favore del Cavallino e in sfavore della Mercedes.

KARTODROMO Nell’unica apparizione in Ungheria in F1, lo scorso anno Charles si è ritirato già al primo giro dopo un rovinoso contatto al via. Anche nelle categorie propedeutiche, Budapest non ha mai portato particolare fortuna al ventunenne monegasco, che ha portato a casa un terzo, due quarti e un sesto posto nelle due vittoriose stagioni tra GP3 e Formula 2. Ed è proprio delle insidie dell’Hungaroring che Leclerc ha parlato alla vigilia del weekend magiaro: “La pista dell’Hungaroring è di sicuro una delle più tecniche presenti nel calendario. Per certi aspetti mi ricorda un tracciato di kart: una curva è seguita da un’altra quasi senza interruzione e al pilota spesso non rimane nemmeno il tempo di pensare”.

BUDAPEST? MI PIACE!Su questa pista – ha poi concluso Charles – si può dire che non esistano parti nelle quali ci si può rilassare, tanto è frenetica. A me personalmente piace, perché essere competitivi qui non è mai facile. In qualifica, in particolare, avere un giro perfetto è sempre molto complesso perché bisogna spingere, ma ricordarsi anche di prendersi cura delle gomme così da poterle sfruttare anche nella parte finale del giro”.


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