Autore:
Simone Valtieri

I FANTASTICI CINQUE "Fast Five" non è più solo il quinto episodio della fortunata saga di action movie Fast & Furious, ma è oggi più che mai il titolo di questo campionato del mondo di Formula 1, rinsaldato anche al termine delle qualifiche del Gran Premio d’Ungheria. Sul tortuoso Hungaroring cinque sono stati gli attori protagonisti – Verstappen, Bottas, Hamilton, Leclerc e Vettel in rigoroso ordine di classifica, come quasi sempre accade gli unici in grado di competere per la vittoria – e quindici il resto del cast, tra cui l’Oscar per il miglior attore non protagonista va al giovanissimo Lando Norris, settimo in griglia ma cento volte più in palla di un Pierre Gasly, sesto e staccato. Fanta-parlando, con il giovane britannico in Red Bull al suo posto, oggi avremmo vissuto qualifiche, se possibile, ancor più entusiasmanti.

FILM GIÀ VISTO Dopo le tre sessioni di prove libere le carte buone sembravano essere in mano a ogni team. La Ferrari poteva giocare i suoi due assi Leclerc e Vettel soprattutto nel primo settore, la Red Bull e la Mercedes negli altri due, e così è stato. Solo che gli uomini di Maranello hanno pagato dazio da curva 4 in poi, specialmente nell’ultimo e più breve segmento (un film già visto anche a Barcellona e a Le Castellet), dove in poco più di 21” e tre curve sono riusciti a incassare in media tra i 3 e i 4 decimi. Purtroppo la Ferrari resta difficilmente in pista in quel settore, e questi cronici problemi di carico hanno indotto Charles Leclerc a un errore che poteva costargli ben più caro, quando nel corso della Q1 ha sbattuto il posteriore della sua Ferrari contro le protezioni. L’urto ha però danneggiato solo componenti secondarie e il pilota è stato in grado di riprendere la via della pista senza ritardi nel corso della Q2.

LOTTA A TRE Mercedes e Red Bull invece, che al mattino pagavano fino a mezzo secondo dalla Ferrari nel primo settore, al pomeriggio hanno alzato il livello e così il distacco si è assottigliato a meno di un decimo, troppo poco per i ferraristi, sufficiente per Verstappen, Hamilton e Bottas per far diventare la pole una questione a tre. Nell’ultimo tentativo della Q3 però Lewis Hamilton si è auto-eliminato dalla lotta, incassando subito due decimi che non è riuscito a recuperare nel resto del giro nei confronti dei quasi perfetti Verstappen e Bottas.

VERSTAPPEN RECORD Soprattutto l’olandese ha mostrato ancora una volta la sua classe, e meritato – finalmente – la prima pole in carriera, già troppe volte e con troppa sfortuna sfuggitagli in precedenza. Non sarà il più giovane poleman di sempre (quarto in classifica dietro a Vettel, Leclerc e Alonso), ma è già di gran lunga il pilota che ha conquistato più vittorie e podi a soli 21 anni, ben 7 successi (e l’unico altro pilota ad aver vinto una gara così giovane è Vettel, a Monza nel 2008) e 26 piazzamenti tra i primi tre (contro i 5 del duo ferrarista Charles e Seb).

SORPRESA BOTTAS Sorprende che l’unico a impensierire oggi un Verstappen in formato gigante sia stato Valtteri Bottas, in grado di essere più rapido di lui di quasi un decimo nel primo e nel secondo settore, ma perdendo 79 millesimi nel terzo, e non Lewis Hamilton, di poco più lento di Max per tutto il giro. In più, con questo secondo posto Bottas riequilibra la sfida del sabato con il compagno Hamilton, davanti al quale è partito in sei occasioni su dodici (6-6 è anche il bilancio tra Leclerc e Vettel, mentre non c’è storia tra Verstappen e Gasly con un netto 11-1 in favore dell’olandese).

MATURO MAX al di là dei numeri però, ciò che non smette di meravigliare è la maturità raggiunta da Max, che è comunque da considerare tra i piloti più esperti in griglia con i suoi 93 GP domani, anche se ancora giovanissimo (9° per numero di GP su 20 iscritti). Farlo esordire a 16 anni fu una scommessa che oggi possiamo dire stravinta dalla Red Bull, che oggi raccoglie i frutti sbocciati dal miglior talento della Formula 1 moderna. Il suo alter-ego ferrarista invece, pur se coetaneo, paga la minore esperienza al vertice, ma sta imparando in fretta, nonostante il secondo errore in due weekend, stavolta fortunatamente per lui, con conseguenze meno gravi di quello che gli è costato la gara in Germania.

LANDO E GEORGE Ai due vanno aggiunti i nomi di Lando Norris, oggi impegnato tutto il giorno a mettere pressione a Pierre Gasly e nettamente best of the rest, e di George Russell, che con la bistrattata Williams ha rifilato 1”3 al suo compagno Robert Kubica (ultimo nonostante il tifo di una miriade di tifosi polacchi giunti sin qui, secondi per numero solo alla marea “orange” al seguito di Verstappen) e sfiorato un clamoroso accesso in Q2. Se dovessimo scommettere su chi si contenderà il titolo mondiale tra cinque anni, quando magari i senatori Hamilton e Vettel saranno impegnati a fare altro, non avremmo dubbi a inserire questi quattro nomi nel novero dei futuri campioni: Max, Charles, Lando e George sono il futuro, ma oggi godiamoci il presente, perché è entusiasmante e riserva ancora tantissime sorprese.

FAVORI DEL PRONOSTICO Per la gara di domani il favorito d’obbligo a questo punto è Max Verstappen, molto dipenderà dalla partenza però. Se dovesse riuscire a tenere dietro le due Frecce d’Argento al via per lui si potrebbe spianare un’autostrada verso il successo. L’insidia più pericolosa potrebbe arrivare dalla strategia Mercedes, magari volta a far fermare anticipatamente Valtteri per costringere la Red Bull a scegliere se fare la gara su Max o su Lewis. Da considerare anche che non è più attesa l’incognita pioggia e che le temperature non saranno dissimili dai 25° avuti oggi se non più alte. E più salirà il mercurio, più la Ferrari potrebbe essere della partita, visto che con il gran caldo riesce ad avvicinarsi quantomeno alla Mercedes. Ma anche con l’aiuto del meteo il muretto in rosso dovrà trovare una strategia ingegnosa per agguantare il podio.

SORPASSI DIFFICILI Per Vettel e Leclerc sarà altrimenti dura anche sfruttare le punte velocistiche della SF90 per superare, visto che perdendo così tanto nel terzo settore non sarà agevole prendere la scia dei piloti di Red Bull e Mercedes. Viceversa questi ultimi potrebbero all’occorrenza attaccare con maggiore facilità le rosse, proprio sfruttando la scia e il DRS in rettilineo, conquistando terreno in curva. Insomma, una domenica difficile è alle porte per gli uomini del Cavallino, che conoscono i propri punti deboli e sanno che sono altre le piste dove dovranno necessariamente cancellare lo zero dalla casella delle vittorie in questa stagione. Le prossime due, per esempio, Spa e Monza...

POKERISSIMO CHARLES Restando a Maranello, oggi per la quinta volta di fila Leclerc ha battuto Vettel in qualifica (il bilancio totale, come accennato, è 6-6), sebbene stavolta i due siano stati veramente vicini nelle prestazioni. Il tedesco paga una sbavatura nel secondo settore, il monegasco nell’ultimo, ma sarebbe cambiato poco, troppo il mezzo secondo incassato dalla concorrenza. Non ci resta che attendere la gara, quando tutte le opzioni saranno aperte e si potrebbe assistere al tradizionale trenino ungherese (per la verità non sempre protagonista nelle ultime annate) oppure assistere a un’altra tiratissima gara degna del nome di questo sport e all’altezza dei “Fast Five” che stanno griffando una gara eccezionale dopo l’altra.

 


TAGS: formula 1 sebastian vettel valtteri bottas lewis hamilton max verstappen Charles Leclerc f1 2019 HungarianGP 2019 GP Ungheria 2019