Prova

Citroën DS4


Avatar di Mario Cornicchia , il 24/05/11

10 anni fa - Un po' Suv e un po' coupé, la Citroën DS4 è una compatta sui generis

Continua la saga delle DS con la Citroën DS4, cinque porte che si sente un po’ coupé nell’animo (e nell’accesso ai posti posteriori) e un po’ SUV nell’altezza della seduta.

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COM’E’ Citroën DS4 segue il nuovo stile del Double Chevron, molto disegnato e con superfici piane e lisce ridotte al minimo. Un trucco un po’ pesante, non un esempio di minimalismo, ma comunque un trucco ben dosato per evitare l’effetto da bionda del tirassegno. Ha forme compatte (misura 427x181 cm) ed è una cinque porte ma la formula è una formula nuova, un po’ coupé e un po’ SUV, come dicono in Citroën.

EFFETTO SUV Il frontale della Citroën DS4 è alto, questo sì un po’ da SUV, un po’ massiccio, pur snellito e sportivizzato dai fari allungati e molto disegnati dell’ultima generazione Citroën. L’effetto SUV continua nei parafanghi che lasciano parecchia aria sopra le ruote, quasi come per un fuoristrada, effetto evidenziato da tagli che sottolineano l’aspetto muscoloso e tridimensionale dei parafanghi.

EFFETTO COUPE’ Lo stile della DS4 è nel complesso piuttosto aggressivo e non solo per le mille nervature, i tagli e le bombature, ma anche nella silhouette, con la coda che scende fino a disegnare un lunottino basso e avvolgente. L’effetto è rimarcato dalla linea dei vetri laterali che finiscono con una punta che segue la linea della coda e che nasconde la maniglia.

PORTA… CONTROUNDENTE L’effetto coupé è evidente quando si apre la porta posteriore. Non è una porta comoda come quella di una cinque porte, con la punta che si stacca dalla carrozzeria e segue la portiera, costringendo a valutare gli ingombri per non infilarsela nello sterno o per evitare l’asportazione di un incisivo a un ragazzino.

SOGLIA SOGLIOLA E anche l’accesso ai posti posteriori non è comodo quanto quello di una cinque porte, con un massiccio montante verticale posteriore che limita il varco e si infila nel coccige se si pensa di salire su una cinque porte tradizionale, anche se si è sogliole nel fisico. Le difficoltà di accesso non si fermano qui: il brancardo, ovvero la soglia, è molto largo e anche due gambe lunghe ci si appoggiano irrimediabilmente nelle operazioni di salita/discesa, con il prevedibile effetto tintoria se l’auto è sporca o bagnata. Per essere una coupé l’accesso è confortevole, per una cinque porte è scomodo. Dimenticavo: i vetri posteriori sono fissi.

PANORAMICA L’effetto SUV continua anche all’interno, con una seduta più alta di 33 millimetri rispetto a una normale cinque porte (la DS4 è alta 153 centimetri), come la sorella C4, per esempio. Poco più di tre centimetri per offrire una visione più panoramica della strada. Visione panoramica che continua verso il cielo con il parabrezza panoramico che, seguendo l’esempio di altre Citroën, si allunga fuori misura verso il tetto per sentirsi meno inscatolati, ora che i tetti apribili sono talmente spostati all’indietro dalle linee allungate delle auto moderne da offrire luce soltanto ai posti posteriori.

COSTOLE Lo stile interno riprende in gran parte lo stile interno della C4, con dettagli DS, come la palpebra sopra gli strumenti sagomata con due nervature come costole di un mostro preistorico, originali e dal piacevole effetto scenico. La consolle centrale parte dalle bocchette di ventilazione, sagomate a seguire l’andamento da sportiva della plancia, fino a scendere al tunnel con tutti i servizi di bordo, dallo schermo del navigatore alla climatizzazione ai comandi audio e secondari.

OGNI COSA AL SUO POSTO Un paio di vaschette capienti sul tunnel si prestano ad accogliere i soliti oggetti che si tengono a portata di mano. Un  cassetto portaoggetti sotto il sedile del passeggero, due grandi tasche nelle portiere anteriori capaci di contenere anche una bottiglia da un litro e mezzo un vano refrigerato che può contenere fino a 4 bottiglie da 50 cl completano il quadro. Nel cassetto portaoggetti c’è anche la zona connessioni, con una presa Jack, una presa USB e una presa da 12V e, nel vano sotto al bracciolo centrale, è prevista anche una presa elettrica da 230 V per notebook, scaldabiberon o tutto quanto necessiti di una presa domestica.

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SEDILI ROLEX La plancia può anche essere rivestita in pelle come i sedili, che sono ben profilati, quasi sportivi e che, se si sceglie il rivestimento in pelle, disegnano nella fascia interna un motivo originale, riprendendo le maglie di un bracciale Rolex Jubilee. Il vano di cario è capiente e regolare, per 370 litri di bagagli.

MOTORI La tecnica di famiglia Citroën è collaudata. La scelta tra i motori si divide tra due motorizzazioni a gasolio e tre a benzina tutte Euro 5. A gasolio: 1.6 HDi 110 (anche con l’ottimo Start&Stop e-HDi) e il 2.0 HDi 160. Le 3 motorizzazioni benzina, sviluppate in collaborazione con BMW sono il 1.6 VTi 120, il 1.6 THP 155 e il nuovo 1.6 THP 200, con 200 cavalli e 275 Nm a 1700 giri/min con cambio manuale o robotizzato a 6 marce CMP6.

TRE CHIC Gli allestimenti sono tre, tutti chic, disponibili a seconda dei motori: Chic, So Chic e Sport Chic. La dotazione Chic è più di una dotazione base, con climatizzatore manuale, sei airbag, fendinebbia con aiuto in curva, cerchi in lega da 16 pollici, radio con Mp3 e comandi al volante e presa jack aux, regolatore/limitatore di velocità, retrovisori regolabili e riscaldabili elettricamente e vetri posteriori oscurati. So Chic aggiunge 2500 euro al prezzo e il climatizzatore automatico bi-zona, sensori fari, luci e posteggio posteriori, cerchi in lega da 17 pollici, interni in pelle e tessuto, radio bituner, connecting box (Bluetooth, presa USB e presa jack), retrovisore fotocromatico, retrovisori ripiegabili elettricamente, sedili anteriori con regolazione lombare elettrica e massaggio. Sport Chic (+1600 euro), disponibile soltanto abbinato ai motori HDi da 160 cv e benzina THP da 200 cv, aggiunge cerchi in lega da 18 pollici, interni in pelle bicolore, sensori di posteggio anteriori con sistema Easy Parking, allarme angolo morto e presa 12V e 230V.

PREZZI La dotazione di serie è decisamente interessante e chic già dal primo livello, interessante anche considerando il prezzo di attacco, 20.100 euro per la DS4 Chic 1.6 VTi da 120 cavalli. La DS4 più costosa è la 2.0 HDI 160cv Sport Chic a 28.700 euro, e per una già ben dotata, anche dell’ottimo sistema Start & Stop, DS4 1.6 110 eHDI Chic si spendono 2.300 euro, 800 euro in più se si sceglie l’opzione del cambio robotizzato CMP6.

COME VA Piena di nervature, con la faccia da SUV sportivo e la coda da coupé tranquilla. Tutta quell’aria tra le ruote e i parafanghi della Citroën DS4 mi piace, si accorda bene con il frontale dalla mandibola squadrata e trasmette la sensazione di un’auto solida, che non ha paura di nulla, con una mobilità da fuoristrada, anche se l’altezza da terra e la trazione anteriore consentono alla DS4 una mobilità da normale auto.

PROVA QUINTALE La forma da coupé non porta via nulla all’interno e lo spazio non manca. Soltanto l’accesso ai posti posteriori è ostico ma sono riuscito a infilarci il mio solito modello fuorimisura e anche il suo quintale di ossa e ciccia, varcata con torsioni la soglia, non si trova costretto, né in larghezza né in altezza. E poi il suo capoccione non avrebbe problemi di spazio anche se, invece di brillare di luce riflessa,  fosse ornato da boccoli rigogliosi. Anche le sue gambe lunghe, però, strisciano immancabilmente sulla soglia, provvedendo a ripulirla con i calzoni.

ALTO-BASSO Ai posti anteriori la Citroën DS4 ha spazio per tutte le taglie. La posizione di guida è sì un poco sopraelevata come quella di un mild SUV ma del SUV non ha la seduta in piedi da tramviere. Anzi, la seduta si abbassa a sufficienza per offrire una posizione di guida tendenzialmente sportiva, abbastanza sdraiata e abbastanza profilata per garantire un buon ancoraggio in curva. Ho provato anche la funzione massaggio, ma dopo un po’ mi ha stancato, forse troppo intensa e localizzata.

PAGELLA OK La qualità mostra il fianco a poche critiche, specie in rapporto al prezzo. Per la prima prova in anteprima la Citroën DS4 si mostra al meglio della forma, con sedili e plancia rivestiti in pelle di buona qualità, e l’effetto premium è esaltato. Ma anche valutando la qualità delle plastiche, dei comandi e dei montaggi, la pagella è di sicura soddisfazione per i genitori.

BUCHI NERI Unica critica riguarda la visibilità degli strumenti in pieno sole. Si può scegliere il colore della illuminazione, dal bianco fino a più gradazioni di blu, indipendentemente per le scale graduate e per gli indici digitali che le segnano, ma è un po’ fioca in piena luce e i “vetri” riflettono troppo la luce, rendendo difficoltosa la lettura.

AD PERSONAM Oltre alla personalizzazione del colore degli strumenti è possibile personalizzare anche i suoni, scegliendo tra 4 gamme di segnali acustici polifonici (Classic, Crystal symphony, Jungle fantasy, Urban rythmik) per gli indicatori di direzione laterali e per il segnale d’emergenza. Si può personalizzare anche la climatizzazione con tre intensità per l’opzione Auto (basso, medio, intenso), con un cambiamento significativo dell’intensità. In realtà, nei 25 gradi di Barcellona durante la prova ho sempre avuto un po’ caldo al livello medio e flussi di aria troppo diretta a livello intenso, anche chiudendo la parte panoramica del parabrezza e abbassando i parasole.

COMANDI! La qualità si sente anche in marcia. Tutti i comandi sono ben realizzati, ben tarati e funzionano bene, dal cambio ai comandi al volante, dal pedale del freno al clic dei pulsanti sulla plancia. Si vede che è stata fatta attenzione, che sono stati provati e riprovati e questo fa piacere. Sia nel contatto sia nella guida, quando avere un buon feeling con i comandi è importante.

BIPOLARE Al volante la DS4 è silenziosa, con un eccellente isolamento della scocca dalla strada e una rumorosiità aerodinamica (il parabrezza panoramico è insonorizzato) e di rotolamento delle ruote ben contenuta. Si guida bene e ha due marce. Nella marcia tranquilla e veloce sembra anche troppo neutra, segue facilmente le traiettorie e sembra poco sensibile a manovre brusche in curva con l’acceleratore e anche con il freno. Rimane ben parallela alla strada, non rolla, non beccheggia e continua sulla traiettoria senza scomporsi mai.

CAMBIO DI PASSO Quando si inizia a spingere, però, la DS4 cambia registro. Si fa sempre infilare con precisione e con facilità nelle curve seguendo la traiettoria voluta ma diventa anche reattiva ai comandi. Il pilota meno esperto che affronta con troppa sicurezza una curva e si trova ad affrontare un sottosterzo, con la DS4 che tende ad andare diritta, trova una coda pronta a reagire appena solleva il piede dall’acceleratore e ad accompagnare gentilmente e automaticamente il muso verso l’interno della curva, rimediando automaticamente all’errore. E il pilota più esperto si diverte, con questa reazione sempre molto ben controllabile e dosabile con cui può giocare per affrontare curve e controcurve in maniera efficace.

QUESTIONE DI SCARPE Alla prima prova in anteprima le DS si sono presentate con scarpe grosse, cerchi da 18 e 19 pollici, scarpe che in genere offrono grande tenuta ma anche reazioni più violente. Con gomme più normali, come i 16 pollici di base, con il fianco che si piega e crea un po‘ di deriva la DS4 credo diventi ancora più sincera e divertente. La sensazione che a un telaio ben progettato siano stati abbinati quattro ammortizzatori di quelli buoni.

DIESEL Il motore HDI da 160 cavalli è, come tradizione HDI, un motore sempre pronto a spingere ai bassi regimi, anche da poco più di mille giri con marce lunghe e in salita, molto piacevole per una guida senza stress e morbida, fluida anche per gli ospiti. È un motore, rotondo, con poche vibrazioni e silenzioso, un motore piacevole e disponibile anche quando si vuole mettere alla prova il buon telaio della DS4.

BENZINA Tecnologia Twin Scroll per potenza in alto e coppia in basso. Il duemila da 200 cavalli è pronto e regolare ai bassi ma non manca potenza fino all’ultimo giro. È silenzioso, se non per un poco di rumore filtrato ad arte per far sentire un poco di voce roca del quattro cilindri al pilota. Con i cerchi da 19 pollici si abbina anche l’impianto frenante potenziato, con dischi più grandi e pompa più potente. Al buon feeling del pedale di tutte le DS4 si unisce anche una frenata più potente ma soprattutto più costante, più forza che è più facile dosare ed evitare di sfruttare l’Abs per entrare in curva a palla. Il cerchio da 19 pollici, poi, trasmette una sensazione di maggior stabilità, malgrado l’assetto sia il medesimo.


Pubblicato da M. A. Corniche, 24/05/2011
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