Test Drive

Audi A8 4.2 TDI quattro Tiptronic


Avatar Redazionale , il 05/01/11

10 anni fa - Sotto il vestito, l'Audi A8 4.2 TDI nasconde un fisico atletico

Liquidare l'Audi A8 4.2 TDI quattro Tiptronic come una tranquilla berlinona sarebbe un grosso sbaglio. Certo, è elegante e tratta i passeggeri in guanti bianchi ma all'occorrenza sa regalare anche grandi emozioni nella guida.

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DUBBIO AMLETICO Cosa faccio? Mi siedo al posto di guida oppure mi accomodo direttamente dietro? Per una volta il dubbio è legittimo, visto che spesso il vero utente finale di un’Audi A8 4.2 TDI quattro Tiptronic si accomoda nelle retrovie, dietro il posto del passeggero anteriore e lascia l’incombenza della guida a un autista. Se questa macchina si usa così, tanto vale allora vestire i panni del trasportato e dimenticare per un po’ che anche questa macchina ha un volante e un motore (e che motore…).

VIAGGIO NELLO SPAZIO Il tutto, non prima però di aver sistemato per bene il sedile davanti, perché non rubi spazio alle gambe, anche se, a ben vedere, i centimetri abbonderebbero comunque. Diciamo che, con qualche piccolo sacrificio da parte del copilota, in business class si riesce addirittura ad accavallare le gambe. Anche per la testa non ci sono problemi, con il padiglione che gira bello alto sopra il capo nonostante da fuori il taglio del tetto sembri abbastanza sfuggente. Anche l’eventuale rigonfiamento per il tetto apribile non dà a sua volta il minimo fastidio.

MUSICA, MAESTRO! La qualità della vita a bordo non è solo un fatto di spazio. Protetti dagli sguardi indiscreti dalle eventuali tendine elettriche (di serie sulla versione Lunga e a richiesta per quella da “soli” 514 cm) si può regolare a piacere il climatizzatore quadrizona e godersi le note emesse dallo stereo. Per i melomani c’è davvero l’imbarazzo della scelta in materia d’impianti audio e, potendo, varrebbe davvero la pena di montare il sistema Bang & Olufsen Advanced Sound: la silenziosità in marcia è tale che si può davvero apprezzare la presenza di 19 casse e mille chicche per un suono cristallino. Per gli incontentabili ci sarebbero anche i sedili posteriori singoli con regolazione elettrica, i poggiapiedi e il tavolino personalizzabile, senza contare gli altri sistemi d’infotainment.

SU MISURA Meglio mettersi al volante e non pensare troppo a dove potrebbe finire il conto dai 93.800 euro di partenza. A ben vedere qualche soldo si potrebbe destinare anche all’acquisto dei sedili anteriori Comfort, che offrono 22 regolazioni elettriche e che possono conformarsi nei modi più disparati per calzare a pennello anche a uno qualunque dei personaggi di Monsters & Co. Pur senza soluzioni stravaganti, comunque, l’impressione è che il posto di guida possa soddisfare anche i palati più esigenti, con una triangolazione tagliabile su misura tra pedaliera, seduta e volante.

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USER FRIENDLY In ogni caso, l’ergonomia è perfetta e ci si abitua in fretta alla presenza ingombrante del tunnel centrale, su spunta una curiosa leva del cambio dalla forma asimmetrica. Anche il sistema MMI sembra a prima vista più complesso di quanto non sia poi alla prova dei fatti. Ok, i tasti sono molti anche nella versione touch, con un piccolo pad che si trasforma all’occorrenza in pulsantiera o su cui si può scrivere usando il dito e facendo affidamento sul riconoscimento della scrittura da parte del software; tuttavia basta una breve convivenza con l’A8 perché non si debba più navigare per tentativi tra i vari menù. Le scritte sono chiare, i tasti funzione sono ben studiati e la logica del manopolone è intuitiva.

ALLA CIECA Nemmeno la guida mette in imbarazzo più di tanto, una volta indossati i panni dell’autista. Gli unici fastidi si hanno quando ci si deve muovere in spazi stretti. Gli ingombri sono notevoli: della lunghezza abbiamo detto e con una larghezza di 195 cm (che diventa 211 compresi gli specchi) in manovra si paga dazio. La sagoma della carrozzeria, tra l’altro, non aiuta a capire dove finiscano muso e coda ed è bene prestare molta attenzione per evitare di fare danni. Da questo punto di vista, conviene valutare l’acquisto di qualche sistema di assistenza come i classici sensori di parcheggio o la telecamera posteriore.

TRASFORMISTA Una volta guadagnata un po’ di velocità, l’A8 si dimostra docile ai comandi e ben manovrabile, mostrando di avere buone doti di trasformismo. Per scoprirle non c’è che da giocare un po’ con il sistema Audi drive select, a sua volta inglobato nel sistema MMI alla voce “car”. Questo dispositivo permette di settare in un colpo solo la risposta del cambio, dell’acceleratore, dello sterzo e delle sospensioni pneumatiche intelligenti Adaptive air suspension. Le modalità disponibili sono quattro: comfort, auto, dynamic e individual, con quest’ultima che permette al pilota (ma sì, per l’occasione promuoviamolo, quest’autista…) di regolare a piacimento ciascun componente.

TAPPETO VOLANTE Viaggiando in comfort ci si garantisce una specie di effetto tappeto volante, con tutti i comandi che hanno reazioni morbide e misurate. Si viaggia quindi in un ambiente ovattato e ben isolati dalle buche, con tra le mani uno sterzo che si fa apprezzare soprattutto per la leggerezza. Inserendo la funzione dynamic, invece, il cambio automatico impiega un programma più sportivo, il volante si fa più rigoroso nell’impartire gli ordini alle ruote e l’A8 diventa più piatta e reattiva nelle curve e nei cambi di direzione.

FALSA MAGRA D’altro canto, pensare l’A8 4.2 TDI quattro Tiptronic come una sportiva in abito elegante non è certo un’eresia. Grazie all’ampio utilizzo dell’alluminio nella costruzione, la macchina supera di poco le due tonnellate ma grazie a un’azzeccata distribuzione dei pesi e al baricentro relativamente basso, dimostra una massa inferiore a quella indicata dalla bilancia. Nel misto si avverte solo una certa tendenza ad allargare la linea impostata cui però si può porre facilmente rimedio.

SOTTO IL VESTITO, I MUSCOLI La motricità assicurata dalla trazione integrale permanente quattro è ottima, grazie anche al differenziale posteriore sportivo, che aiuta ad amministrare al meglio la potenza di 350 cv del V8 turbodiesel e la sua esuberante coppia di 800 Nm (!). Il cambio Tiptronic a otto marce si dimostra sempre all’altezza della situazione. Quando si guida con piede felpato, butta dentro una marcia dopo l’altra con estrema dolcezza. Quando invece si vuole viaggiare spediti basta iniziare a lavorare con le levette al volante, per ottenere innesti rapidi e senza incertezze. Tra l’altro l’elettronica consente di trattare il motore anche sportivamente e di spingere la lancetta del contagiri nell’orbita dei 4.000 giri tanto in accelerazione quanto in scalata. Difficile chiedere di più da un’ammiraglia.


Pubblicato da Paolo Sardi, 05/01/2011
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