Prova

Mini Coupé


Avatar Redazionale , il 03/10/11

10 anni fa - La Mini Coupé ha due posti secchi e un look personalissimo

Con un abitacolo a due posti secchi e un tetto dal taglio unico la Mini Coupé veste i panni della sportivona di famiglia. Su strada, motore e assetto mantengono le promesse fatte dal look.

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DAMMI IL CINQUE! La Mini fa cinquina. Dopo la tre porte vulgaris, la Cabrio, la Clubman e la Countryman, tocca ora alla Coupé allargare l’offerta della piccola anglo-tedesca, debuttando proprio in questi giorni sul mercato italiano. La quinta arrivata si ritaglia in men che non si dica un suo spazio ben preciso nella gamma, affermandosi come la proposta più sportiva e mascolina del lotto.

A ME GLI OCCHI Nonostante abbia sfilato in lungo e in largo sotto i riflettori dei saloni, dapprima come concept e quindi come modello ormai definitivo, la Mini Coupé riesce ancora a catalizzare lo sguardo quando ce la si trova davanti vis à vis, piazzata sotto il sole. In fondo, il look della Mini è maledettamente familiare e trovarsene davanti una con il tetto sfuggente e un accenno di terzo volume non può lasciare indifferenti. Quel che è certo è che questa linea non ammette compromessi: o la si ama o la si trova indigesta.

A TUTTO TONDO Nella parte bassa la Mini Coupé fa una sorta di “copia e incolla” dalla versione a due volumi, con anche più o meno gli stessi ingombri (lunghezza di 373 cm e larghezza di 168) e il medesimo passo (247 cm). Nella parte alta, invece, la macchina intona una voce fuori dal coro, sfoderando linee molto originali. Il parabrezza – e con lui i suoi montanti – s’inclina indietro e dà il la a un padiglione che gira attillato sopra l’abitacolo, con l’altezza massima che si riduce di 29 mm, e culmina in un lunotto stondato, che non pare avere soluzione di continuità con il resto delle superfici vetrate.

COPRICAPO Il tetto (che di norma è in contrasto e solo con la carrozzeria nera si può avere in tinta) è stato pensato per sembrare una sorta di casco calzato sulla macchina (anche se a me ricorda più una coppola) e termina nella zona posteriore con uno spoilerino. Quest’ultimo fa gioco di squadra con un piccolo alettone che si solleva automaticamente dalla coda una volta superati gli 80 km/h, rientra in sede sotto i 60 km/h e può comunque essere azionato manualmente dal pilota in un momento di esibizionismo, grazie a una levetta nella zona dello specchietto retrovisore.

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MATRIMONIALE L’abitacolo, ed è la prima volta su una Mini di grande serie, è a due posti secchi. Nella parte anteriore ripropone pari pari la plancia delle sorelle, con al centro un tachimetro grande come la padella delle caldarroste. Nella zona posteriore, invece, al posto del classico divanetto, c’è spazio per un furbo ripiano portaoggetti e per uno sportello che apre un vano passante, utile a caricare oggetti lunghi. Piccoli trasporti eccezionali a parte, la Mini Coupé vanta comunque una certa versatilità, con un bagagliaio che ha una capacità base di 280 litri, ulteriormente ampliabile rimuovendo la cappelliera.

SU MISURA A chi comprerà la Mini Coupé probabilmente interesserà però di più sapere che l’assetto è leggermente rivisto per esaltare il proverbiale kart feeling della Mini. Per gli incontentabili ci sono comunque nel listino degli optional un secondo assetto, ancor più sportivo, e un terzo, firmato John Cooper Works, dal taglio addirittura pistaiolo. Nominando la parola optional si dovrebbe a questo punto aprire una parentesi infinita, per illustrare per filo e per segno le quasi infinite possibilità di personalizzazione offerte dalla Casa. Tuttavia, in materia abbiamo già pubblicato l’articolo: “Tutte le Mini Coupé possibili” e quello rimandiamo per chi volesse approfondire la questione.

SI FA IN QUATTRO Quanto ai motori, la gamma della Mini Coupé si articola attorno a quattro alternative. La versione d’accesso è la Cooper, che costa 23.595 euro ed è spinta dal motore 1.600 aspirato a benzina da 122 cv e 160 Nm (9 secondi nello 0-100, 204 km/h di punta e una media dichiarata di 18,5 km/litro). Lo step successivo è la Mini Coupé Cooper S, che monta lo stesso motore in configurazione però da 184 cv e 240 Nm (6,9 secondi, 230 km/h  e 17,2 km/litro), venduta a 27.981,25 euro. Con un migliaio di euro in più, ed esattamente con 28.989,58 euro, si può invece acquistare la Mini Coupé Cooper SD da 143 cv e 305 Nm (7,9 secondi, 216 km/h e 23,3 km/litro). La punta di diamante della gamma è infine la Mini Coupé John Cooper Works, che, con i suoi 211 cv e 260 Nm (6,4 secondi, 240 km/h e 14,1 km/litro), ha un prezzo di 33.426,25 euro.

SORPRESA! La prima cosa che si prova sedendosi nella Mini Coupé è un po’ di stupore. A causarlo è la scoperta di un insospettabile quantità di spazio sopra la testa, astutamente ricavato dagli ingegneri creando due nicchie nel cielo dell’abitacolo. In questo modo anche chi supera la media in fatto di altezza non rischia di piantare le corna nel tetto al primo rallentatore preso a velocità troppo alta. Anche in larghezza non si sta malaccio e nemmeno due omoni da pacchetto di mischia si ritrovano a sgomitare per contendersi lo spazio vitale.

SLALOM SPECIALE  Il tetto sarà anche originale ma con la sua forma limita molto la visibilità posteriore. Per fortuna la Mini Coupé ha ingombri ridotti e un diametro di sterzata contenuto, che spesso permettono di risparmiare una manovra negli spazi stretti. Proprio l’agilità resta una tra le migliori doti anche quando gli orizzonti si allargano. Oltre a sgusciare nel traffico come uno slalomista, la Mini pennella rotonde e cambi di direzione con fare felino.

REAZIONE CONTROLLATA Lo sterzo lavora molto bene ai piccoli angoli e quando non si accelera con decisione a ruote sterzate. In questo caso bisogna invece mettere in preventivo qualche reazione al volante. Il comando tende un po’ a indurirsi, senza comunque che la pulizia di guida ne risenta troppo. La cosa sembra anzi quasi voluta, come se un certo tipo di reazione fosse stata pensata per regalare un po’ di adrenalina in più a chi guida.

PROMESSA MANTENUTA Quando si passa dallo slalom speciale al gigante o al superG la Mini Coupé non va affatto in crisi, disegnando le traiettorie con precisione e puntiglio. Il limite di tenuta è elevato e più ancora che in altri casi, come promesso dai tecnici, l’impressione che si ha è di guidare un kart, complici gli sbalzi ridotti. Per fortuna non è invece da kart il comfort, tutto sommato discreto finché ci si tiene lontano dalle buche più secche.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI Viste le caratteristiche dinamiche della Mini Coupé e la sua estetica grintosa, la scelta giusta potrebbe essere quella della versione Cooper S. Il motore 1.600 in configurazione da 184 cv è infatti capace di regalare grandi emozioni in ogni situazione. Ai bassi riprende con vigore e non fa una piega anche quando viene fatto girare a regimi da bradicardico, con la sesta inserita. Ai medi, poi, dà il meglio di sé, sfoderando un piglio sportivo che non viene meno nemmeno in fase di allungo. Il tutto è accompagnato da una colonna sonora piuttosto gasante, che invoglia a usare il cambio anche più del necessario per far cantare a dovere il motore.


Pubblicato da Paolo Sardi, 03/10/2011
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