Prova

Citroën DS5


Avatar Redazionale , il 13/11/11

9 anni fa - La Citroën DS5 ha un look originale ed è una gran passista

La Citroën DS5 sfida le berline medie di fascia premium puntando su un look fuori dagli schemi e su un'elevata cura costruttiva. E' proposta con motori a benzina, diesel e anche in versione ibrida e su strada è un'ottima passista.

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FAMIGLIA ALLARGATA Ci vorrà forse ancora qualche anno ma la famiglia DS si allargherà ulteriormente, con l’arrivo di altri modelli, come per esempio una suv e una berlina. E’ questa la notizia che accompagna verso le concessionarie la nuova Citroën DS5, protagonista dei Saloni di Shanghai, prima, e di Francoforte, poi. Dopo le varie passerelle, la Citroën DS5 arriverà sulle strade italiane verso la metà di febbraio del 2012 ma la si può prenotare da subito e noi l’abbiamo già anche toccata e guidata su strada.

FACCIA A FACCIA A tu per tu, la macchina ha una notevole presenza scenica, con una sagoma originale. Metro alla mano, la sua collocazione naturale è a cavallo tra i segmenti C e D (la DS5 è lunga 453 cm, una spanna abbondante meno della sorella C5) ma la Citroën DS5 avvalora le tesi secondo cui le dimensioni non contano. Da brava arrampicatrice sociale, guarda infatti più in alto, puntando a farsi spazio con un linguaggio stilistico nuovo.

DI TUTTO UN PO’ Inquadrarla negli schemi classici è quasi impossibile: il taglio è a due volumi, con il tetto che si sviluppa però in stile shooting break e con un’altezza degna di una suv/crossover (151 cm da terra). Il risultato è che la Citroën DS5 non rientra in alcuna categoria nota e a renderla ancora più unica ci sono soluzioni estetiche inedite. L’elemento più sorprendente è rappresentato dalle lame cromate che prendono vita dai fari e si allungano fino ai finestrini. Tra i segni particolari ci sono però anche le prese d’aria che si aprono ai lati del frontale e che lo fanno apparire largo e ben piantato sulla strada. Pur intonando una voce fuori dal coro della sua classe, la DS5 mostra comunque un chiaro family feeling con le sorelle minori, dalle quali riprende l’ampia bocca trapezoidale e il tipico doppio baffo cromato che dà slancio al logo.

SOTTO VETRO L’abitacolo è altrettanto originale, con una plancia massiccia e orientata verso il pilota, quasi ad avvolgerlo, una soluzione, questa, di chiara ispirazione aeronautica. Il vero colpo di scena c’è però sollevando gli occhi al cielo su tutti gli esemplari chenon siano “base” e trovandosi davanti il tetto Cockpit, con tre pozzetti di luce sopra le teste dei passeggeri (per un totale di 0,58 mq) e una console secondaria che ospita alcuni comandi. Oltre a fare un figurone, gli arredi appagano anche il tatto, confermando che la Citroën sta continuando a lavorare duro per innalzare i suoi standard qualitativi. I materiali sono infatti mediamente di ottima qualità e raggiungono talvolta l’eccellenza, con i rivestimenti in pelle Club pieno fiore e con una lavorazione che ricorda quella delle maglie dei bracciali degli orologi.

DAMMI IL CINQUE La gamma della Citroën DS5 si articola attorno a cinque motorizzazioni, due a gasolio, due a benzina e una ibrida. Quest’ultima è la HYbrid4 sviluppata dal Gruppo PSA e già provata, per esempio, sulla Peugeot 3008, con il suo turbodiesel HDi da 163 cv abbinato a un’unità elettrica da 37 cv. Lo stesso turbodiesel può vivere anche da single, con cambio manuale o automatico, mentre a fargli da scudiero c’è il 1.600 e-HDi con trasmissione robotizzata CMP-6. Sul fronte a benzina si trovano invece due varianti del 1.600 THP turbo sviluppato a braccetto con BMW, quella 155 cv  e quella d 200 cv.

BASE RICCA Tre sono invece gli allestimenti per il grande pubblico, Chic, So Chic e Sport Chic, con una quarta variante, Business, destinata alle flotte e alle aziende in genere. Il primo, quello d’accesso, si abbina a quattro motorizzazioni su cinque (benzina 1.6 THP da 155 cv, diesel 1.6 eHDi da 112 cv e 2.0 HDi da 163 cv più l’Hybrid4 da 200 cv complessivi); di serie offre, tra le altre cose, ESP con assistenza alla partenza in salita, clima automatico bi-zona, cerchi da 17’’, freno di stazionamento elettrico, vetri posteriori e lunotto oscurati, volante in pelle regolabile sia in altezza sia in profondità, sensore pioggia, radio CD/MP3 con 6 altoparlanti e regolazione in altezza del sedile. Con la Citroën DS5 Chic si accede al diesel a quota 29.300 euro (stesso prezzo anche della THP 155 cv), ma per avere il 2.0 turbodiesel servono 1.300 euro di più. La versione ibrida parte invece da 37.050 euro.

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ECCO IL BENZINA 200 Aggiungendo il rafforzativo “So”, il prezzo aumenta e si passa all’allestimento intermedio. La Citroën DS5 So Chic parte da 32.000 euro chiavi in mano e, citando i più importanti, aggiunge alcuni plus: il tetto panoramico Cockpit, l’apertura porte/accensione con chiave elettronica, il poggiagomito posteriore, il bluetooth, il battitacco in alluminio, inserti cromati, maniglie esterne in tinta con la carrozzeria, l’orologio analogico, i retrovisori che si ripiegano elettricamente, cerchi da 18’’ con disegno specifico, sensori di parcheggio posteriori e luci posteriori a LED. In abbinamento a questo allestimento è disponibile anche la quinta motorizzazione, la più potente, il 1.6 THP da 200 cavalli, al prezzo di 33.200 euro.

DA LAVORO L’allestimento So Chic è la base anche delle versioni dedicate alle aziende, le DS5 Business, dai prezzi (iva inclusa) che vanno da 33.000 a 40.750 euro. In aggiunta a quanto elencato sopra, l’allestimento Business offre la possibilità di scegliere fra due diversi tipi di cerchi da 16’’ e da 17’’, sensori di parcheggio anteriori, telecamera di retromarcia e navigatore satellitare con mappa europea.

AL TOP Il navigatore, i sensori anteriori e la rear camera sono compresi anche nell’allestimento top di gamma, lo Sport Chic, riservato alle DS5 1.6 benzina da 200 cv, 2.0 turbodiesel da 163 cavalli e alla Hybrid4. Oltre a questi gadget tecnologici, l’equipaggiamento include interni in pelle, sedili sportivi regolabili elettricamente e riscaldabili, fari bixeno, illuminazione dell’abitacolo, pedaliera in alluminio, strumentazione a colori e volante in pelle pieno fiore con comandi integrati. Quanto a prezzi, qui si va da 37.200 a 43.750 euro.

MEGLIO DAVANTI Così come la linea, il posto di guida della Citroën DS5 pesca a sua volta da più generi. Il volante piuttosto verticale strizza l’occhio al mondo delle sportive, così come il sedile, non troppo rialzato dal pavimento. La seduta è comunque alta e offre una posizione abbastanza dominante sul traffico. La visuale posteriore è invece penalizzata dalla forma del lunotto e dei finestrini, che con la loro superficie ridotta, limitano un po’ la luminosità a chi viaggia dietro. In manovra meglio insomma fare affidamento sui sensori di parcheggio o sulla telecamera posteriore. Per chi siede sul divano i centimetri non mancano ma è fuori di dubbio che nel segmento D ci siano macchine più accoglienti. Buona è anche la capacità del bagagliaio, che parte da 465 litri, ben sfruttabili nonostante la soglia sia un po’ alta da terra.

BEN PIANTATA Confezionata sulla stessa piattaforma della Peugeot 3008, la Citroën DS5 ha però le carreggiate allargate (da 40 a 50 mm d’incremento davanti, da 80 a 100 mm dietro). In questo modo subito la bella impressione di essere ben piantata sulla strada, complice anche un assetto che non è affatto molle e flaccido. Nulla insomma a che vedere con le tradizionali tarature soffici alla francese. La DS5 ha sospensioni consistenti, che fanno dimenticare la presenza di un baricentro più alto della media, permettendo di guidare con disinvoltura anche nel misto stretto come se la macchina fosse di stazza e di taglia inferiore.

UNA TIPA TOSTA Docile ai comandi di uno sterzo piuttosto preciso e omogeneo, la Citroën DS5 butta il muso in curva senza incertezze e bisogna combinarla davvero grossa per vedere le ruote allargare la linea impostata. Anche in caso di manovre brusche o di correzioni la coda ha reazioni graduali e prevedibili, sotto lo sguardo vigile dell’elettronica. Il rovescio della medaglia viene fuori sulle buche più secche, sulle quali fa un po’ rimpiangere le antenate e la sorella C5, con le loro sospensioni idrattive.

LA MARATONETA Gli avvallamenti vengono invece digeriti meglio, dimostrando alla prova dei fatti ciò che si può intuire già al primo sguardo, ovvero che la Citroën DS5 se la cava meglio nei trasferimenti da casello a casello che non sul pavé dei centri storici. L’habitat naturale dell’ammiraglia della famiglia DS è quindi sulle strade aperte o lungo le arterie più veloci, dove può mettere in mostra doti da grande passista.

IL PREDESTINATO Con simili caratteristiche, appare scontata l’indicazione della versione turbodiesel due litri come best-seller predestinata. La sua coppia generosa permette di muoversi senza sforzo apparente in ogni condizione, con una spinta che si fa molto decisa ogni volta che si va a fare il solletico all’acceleratore. E questo HDi se la cava bene anche se a chi guida viene fretta e decide di usare un piglio più sportivo. Ai regimi più alti non fa muro e allunga bene, anche se le sue doti migliori vengono fuori quando non si esagera con il piede destro. Il cambio automatico gli fa da ottima spalla: non sarà un fulmine di guerra nei kick down ma consente comunque di darsi al fai da te con la modalità sequenziale e ha sempre innesti dolci e progressivi.

GIOCO DI SQUADRA Una scelta con i fiocchi è anche la versione HYbrid4, che vede lo stesso turbodiesel, accoppiato al cambio manuale pilotato a sei marce e al motore elettrico da 37 cv, dar vita a un validissimo gioco di squadra, con una raffinata centralina nei panni del direttore d’orchestra. Le due unità possono lavorare secondo quattro diverse modalità selezionabili con una manopola sul tunnel centrale. Quella buona un po’ per tutte le stagioni è Auto, che vede il chip mettere in moto i due motori a seconda della necessità, in ottica di un taglio dei consumi (fino a 3,8 l/100 km con emissioni di 99g/km di CO2). Con Sport la staffetta è invece finalizzata all’ottenimento del massimo delle prestazioni (0-100 in 9,3 secondi e 211 km/h). In entrambi a casi il passaggio di consegne avviene sempre in modo molto discreto, senza quasi che nell’abitacolo si avverta qualcosa. Quella che invece dà piuttosto fastidio è l'invadenza del sistema di recupero dell'energia in rilascio, che avrà il pregio di ricaricare le batterie ma rallenta troppo la macchina, limitandone la scorrevolezza.

INTEGRALE SUI GENERIS Le altre due funzioni sono forse le più interessanti. La sigla ZEV sta per Zero Emission Vehicle e porta la DS5 a muoversi nella sola modalità elettrica, con il motore diesel a riposo, per qualche chilometro e fino a una velocità massima di 70 km/h. Con il selettore su 4WD si fanno invece lavorare sempre i due motori all’unisono dando vita a una trazione integrale sui generis, senza collegamento meccanico tra le ruote anteriori e quelle posteriori, vincolate alla sola unità elettrica. Si tratta di un eccellente sistema per superare brevi tratti innevati o comunque a bassa aderenza. Un bel mix di praticità, prestazioni e attenzione per l’ambiente che costa però quasi 5.000 euro più della DS5 con il solo turbodiesel da 163 cv.


Pubblicato da Paolo Sardi, 13/11/2011
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