Prova

Kia Picanto 2011


Avatar Redazionale , il 04/05/11

10 anni fa - La Kia Picanto 2011 diventa più sportiva e grintosa

Un po' meno femminile ma più grintosa e sportiva. Così si presenta la Kia Picanto 2011, che debutta in questi giorni nelle concessionarie spinta da un motore mille a tre cilindri. Più avanti arriverà anche una versione 1.200.

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AVANTI TUTTA La Kia è senza dubbio una tra le realtà del mondo dell’auto in maggior crescita. Basti pensare che negli ultimi sei anni i suoi volumi sono cresciuti del 114% e che nella disgraziata annata 2010 questi coreani hanno comunque chiuso con un ottimo +26%. Lungi dal voler dormire sugli allori, adesso affilano le armi, perché il 2011 vedrà debuttare due nuovi modelli che punteranno dritti al cuore del mercato europeo. A settembre arriverà la nuova generazione della Rio, mentre ora è la volta della Kia Picanto 2011, protagonista di un “porte aperte” già nel prossimo weekend, quello del 7 e 8 maggio.

UNISEX La nuova Kia Picanto, come già evidenziato all’epoca della diffusione delle prime foto, mantiene della vecchia solo il nome: a cambiare non è solo il design ma anche la filosofia di fondo e… il sesso. Per vestire i panni della world car chiamata a raccogliere consensi a tutte le latitudini, la macchina perde per strada un po’ della sua femminilità per acquisire un taglio più grintoso e sportivo, che diventerà ancor più evidente con la variante a tre porte, che sarà lanciata durante l’estate.

MASCELLONA L’elemento distintivo della nuova Kia Picanto 2011 è il frontale, dominato da un fascione massiccio e prominente, in cui si apre una presa d’aria trapezoidale. Poco più sopra la mascherina “tiger nose” crea un legame con il resto della gamma Kia, mentre ai lati tiene banco una coppia di fari allungati, come vuole l’ultima moda. Nella vista laterale i segni particolari sono la nervatura obliqua che segna la linea di cintura e la superficie concava dei sottoporta. Il giro perlustrativo si chiude in coda, dove spiccano le luci verticali e il piccolo spoiler sopra il lunotto. Metro alla mano, la lunghezza cresce di 6 cm rispetto al passato e tocca quota 360 cm e contestualmente si allunga anche il passo di 15 mm.

ACQUA E SAPONE L’abitacolo ha a sua volta uno stile moderno ma senza tanti fronzoli, con la sola strumentazione a tre indicatori a dare un tocco di sportività. La parte bassa del volante riprende un po’ la forma della mascherina, con un motivo in plastica a effetto metallo che fa da ritornello anche sulla plancia. La consolle centrale ha un taglio asimmetrico, con la radio più vicina al passeggero rispetto ai comandi della climatizzazione. Le plastiche del cruscotto hanno un aspetto piacevole, grazie a una bella lavorazione che le fa sembrare morbide. I dettagli cheap e croccanti non mancano ma sono ben nascosti e nel complesso la Kia Picanto 2011 non ha molto da invidiare in fatto di finiture alla più affermata concorrenza.

INCOMINCIA DA TRE Sotto la pelle lo schema delle sospensioni è classico, con l’avantreno che si rifà alla scuola McPherson e il retrotreno a ruote interconnesse con barra di torsione. Decisamente più originale e in linea con le tendenze attuali è invece il motore, un mille benzina a tre cilindri con doppio albero a camme in testa e quattro valvole per cilindro dotate di fasatura variabile. Abbinato a un compatto cambio manuale a cinque marce, promette 69 cv a 6.200 giri e una coppia massima di 95 Nm a 3.500 giri. Più avanti l’offerta si allargherà con l’arrivo di un 1.200 sempre a benzina da 85 cv, che sarà proposto anche con un cambio automatico. In un secondo tempo non è da escludere nemmeno l’entrata in listino di una variante del mille pensata sin dall’origine per funzionare a GPL e dotata di 82 cv (con comunque un piccolo serbatoio di fortuna per una decina di litri di benzina).

NON HA IL VIZIO DI BERE Il tre cilindri con cui la Kia Picanto 2011 arriva nelle concessionarie ha comunque le carte in regola per piacere a molti. La prova di accelerazione 0-100 km/h è superata in 14,4 secondi, mentre la velocità massima è di 153 km/h. Il vero fiore all’occhiello è però il consumo, che va dai 4,2 ai 4,4 litri ogni 100 km a seconda del diametro dei cerchi montati, che parte dai 13” della versione base per arrivare ai 15” delle ruote offerte in opzione sulla Picanto top.

SI FA IN QUATTRO Ma vediamo più in dettaglio questi allestimenti. La Kia Picanto 2011 entry level è la Easy, offerta nuda e cruda, con vetri a manovella e con di serie giusto il servosterzo, sei airbag e il sedile posteriore a ribaltamento frazionato. Ben più interessante è la City, che offre di serie tra le altre cose gli alzacristalli anteriori, il climatizzatore, la chiusura centralizzata, il sedile di guida regolabile in altezza e i cerchi da 14”. Ancora meglio fa la Style, che aggiunge lo stereo con prese Aux, USB e per iPod, contagiri, fendinebbia mentre al vertice si pone la Trendy, con standard anche gli alzacristalli elettrici posteriori, le luci diurne a Led, corona del volante e pomello del cambio rivestiti in pelle, chiusura centralizzata con telecomando e specchietti elettrici.

OFFERTA LANCIO Quanto ai prezzi, la Picanto Easy ha un listino di 9.200 euro, la City costa 10.500 euro, la Style 11.200 e al Trendy 12.050. Come spesso accade in casa Kia, è stata varata una campagna che al lancio prevede uno sconto generalizzato e incondizionato di 1.500 euro. La quota d’ingresso scende così a 7.700 euro anche se in pochi compreranno una macchina ridotta all’osso e più facilmente si faranno tentare di 9.000 euro della City o dai 9.700 della Style. Prima di metterci al volante, due parole vanno spese doverosamente per la garanzia, che è di ben sette anni, un punto di forza non da poco rispetto alla concorrenza.

CINQUE SULLA CARTA La scheda tecnica parla chiaro: la Kia Picanto 2011 ha cinque posti e la notizia farà piacere alle mamme o ai nonni che pensano di usare la macchina zeppa di bambini come se fosse un mini scuolabus. Parlando di adulti, però, si sta decisamente meglio in quattro, visto che il divano ha una larghezza piuttosto limitata. Lo spazio abbonda invece in altezza e non è malaccio neppure in lunghezza: solo se siedono in tandem due persone sopra il metro e ottanta chi sta dietro rischia qualche interferenza tra le ginocchia e lo schienale anteriore.

IL TRIANGOLO Il guidatore, dal canto suo, non ha di che lamentarsi, anche se il volante si regola soltanto in altezza e non in profondità. Agendo sul sedile si riesce a trovare una buona triangolazione con la pedaliera, che consente a tutti di trovare una posizione corretta. La Kia Picanto 2011 non pensa solo ai trasportati ma anche ai loro bagagli, con un volume utile di 200 litri, che diventano 870 sacrificando i posti posteriori.

GIRAVOLTA Le dimensioni compatte della carrozzeria si apprezzano sin dai primi metri. La piccola coreana mette subito in mostra una grande maneggevolezza e, grazie anche a un diametro di sterzata contenuto e a uno sterzo molto leggero, si muove negli spazi stretti con agilità. Invertire la rotta è un gioco da ragazzi, come anche sgusciare nel traffico e infilarsi nei parcheggi. La visibilità in manovra è buona nella zona anteriore mentre di dietro si paga un po’ la minor superficie dei finestrini.

W LA SINCERITA’ La città rappresenta lo scontato habitat naturale della Kia Picanto 2011 ma anche uscendo fuoriporta la piccola coreana continua a cavarsela bene. Lo sterzo non è molto progressivo e resta leggerino anche in velocità; tuttavia la macchina sembra piuttosto ben piantata sulle ruote, sincera e prevedibile nelle reazioni. Le sospensioni hanno una taratura piuttosto indovinata, che concilia bene le esigenze di comfort con quelle di guidabilità, assorbendo con discreta disinvoltura le buche e impedendo alla macchina di ciondolare fastidiosamente in curva a patto che non si esageri con l’andatura.

UNA BELLA COPPIA Il motore ha una notevole affinità di coppia con la Kia Picanto e sfoggia un carattere che pare perfettamente in linea con le caratteristiche della macchina. Nonostante il frazionamento, la rumorosità è piuttosto contenuta e il piccolo tre cilindri gira tondo mostrando una notevole morbidezza di funzionamento. Per apprezzarlo al meglio si deve guidare con piede felpato o comunque in scioltezza, tenendo la lancetta del contagiri tra i 2.500 e i 4.000 giri. Volendo si può anche insistere e tirare le marce ma il risultato è quello di far aumentare rumore e consumi più della spinta in avanti.


Pubblicato da Paolo Sardi, 04/05/2011
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