Autore:
Stefano Cordara

PERCORSO DI GUERRA E poi c'è ancora chi si domanda perché si vendono così tante suv. Basta farsi un giro nelle strade statali e provinciali dei dintorni di Milano dopo un inverno di pioggia e ghiaccio per trovarsi su un vero e proprio percorso di guerra. Asfalto ridotto a un colabrodo mal rappezzato da asfaltatori con il badile, buche chiuse in qualche modo che, puntualmente alla prima pioggia si riaprono di nuovo.

SOPRA LE BUCHE Con strade così e con tranquille station wagon che viaggiano ormai regolarmente sui loro cerchi da 18" con pneumatici /45 ci vuol poco a capire quanti cerchi storti ci sono alla fine dell'inverno. Con il suv invece almeno questi problemi non ci sono, non con tutti almeno. Ruote grosse che non andranno mai in Africa, ma almeno sopporteranno meglio nostre strade tormentate. E poi, è ovvio, il Suv è di moda, fa molto figo e, ultimamente, se lo prendi anche bianco sei a posto.

TUTTO IN POCO Certo c'è Suv e Suv, e chi si pensa che per guidare rialzato occorra spendere un patrimonio si sbaglia. L'esempio lampante è la Dacia Duster che, nella sua versione più lussuosa, Lauréate, non passa i 18.000 euro, prezzo in cui riesce a far stare la trazione integrale (la base è quella della Nissan X-Trail) e una dotazione più che dignitosa: cerchi in lega, barre sul tetto, specchietti e minigonne in tinta con le barre, 4 vetri elettrici radio e computer di bordo. Scontati gli Airbag lato guida e passeggero.

GENIO 4X4 La Duster è, a mio parere, un’automobile geniale nella sua semplicità, la risposta perfetta a questi tempi di crisi in cui sarebbe più opportuno badare al sodo piuttosto che perdersi in inutili fronzoli. E' pragmatica la Duster, non ti promette ciò che non può mantenere ma quello che fa lo fa molto bene. Certo, quando chiudi le portiere non senti il “puff” come se la portiera cadesse su un cuscino, c'è un rumore più lamieroso, le plastiche sono un po' croccanti ma francamente non molto differenti da quelle che ho trovato ultimamente su auto di ben altre pretese. Non ci sono led a fare scena ma le classiche lampadine a bulbo (tra l'altro ben più economiche da rimpiazzare se si rompono) i sedili sono sedili e non poltrone ma ci si sta comodi lo stesso.

PRATICA PRIMA DI TUTTO Insomma, pratica prima di tutto, e poi comoda, sufficientemente spaziosa e inarrestabile: una fuoristrada vera e non una berlina rialzata, degna sostituta delle mitiche Panda 4x4, rispetto alle quali offre però ben più spazio. Con la Duster ci ho convissuto per più di un mese, in cui ci ho fatto davvero un po' di tutto, dal tragitto quotidiano casa ufficio alla settimana bianca, tra tornanti, strade innevate e ghiaccio, situazione dove la Duster ha mostrato di trovarsi a meraviglia. Anzi, la cosa curiosa è stata proprio l'interesse dimostrato dalla gente per la suv made in Romania.

CURIOSI Bastava parcheggiarla al parcheggio della funivia per sentirsi gli occhi addosso, e sentirsi rivolgere anche qualche domanda. Il che è quantomeno curioso, visto che da queste parti il Suv medio spazia dalla Land Rover 4.2 alla Bmw X6. La Duster, insomma, non sfigura; sarà per quella linea vagamente americana con i grossi fari rettangolari, ma ispira simpatia. Inoltre, funziona davvero bene, il 1.500 dci Renault da 110 cv trova perfetta applicazione su questo fuoristrada. Più che altro a sorprendere è la qualità dell'erogazione perché da un 1.500 così spinto ti aspetti una curva di coppia un po' appuntita. Invece niente di tutto questo, la qualità di erogazione di questo motore è ottima e in realtà, anche grazie alla leggerezza dell’auto e a rapporti piuttosto corti, può permettersi di fare la brillante.

PRIMINO Non avendo le ridotte ma volendo comunque offrire un'auto in grado di arrampicarsi seriamente ovunque, in Renault l'hanno dotata di rapporti piuttosto corti, con un "primino" da trial che togli dopo 10 metri. Così nella guida normale si parte regolarmente in seconda e dopo poche centinaia di metri volendo di viaggia già in sesta senza alcun problema di ripresa o altro. In montagna, le doti di arrampicatrice della Duster non sono in discussione, i tornanti si affrontano addirittura in terza e grazie agli pneumatici all season montati di primo equipaggiamento si può anche saltare la noiosa visita dal gommista per il cambio stagionale delle gomme senza temere di trovare la neve per terra. La sesta è comunque sufficientemente lunga da consentire di viaggiare in autostrada a velocità da tutor in tutta tranquillità, anzi, volendo, la Duster allunga anche fino ai 180 all'ora indicati senza problemi.

SILENZIO? NON TROPPO Certo non si viaggia nel massimo silenzio, fruscii ce ne sono ma non sono nemmeno così invasivi da rendere un viaggio poco piacevole o stancante. Va sempre tenuto ben presente che siamo a bordo di un fuoristrada, e questo va tenuto presente anche quando si giudica l'assetto, che ho trovato più che valido in ogni situazione; solo a pieno carico la sensazione è che gli ammortizzatori posteriori siano un po' dondolanti.

CI STA TUTTO Lo spazio a bordo, come detto, non manca e nemmeno quello per i bagagli, la Dacia è stata in grado di digerire senza fatica i bagagli di una settimana bianca per quattro persone, sci, scarponi e racchette comprese, tutto ha trovato posto nel vano bagagli e a questo punto è un peccato che non ci sia bracciolo forato per far passare gli sci. Chi guida ha poi la sensazione che i comandi siano stati disposti da un cieco; in effetti, sono un po' messi a caso, sparpagliati apparentemente senza criterio, come ad esempio il comando della regolazione degli specchietti piazzato chissà perché sotto al freno a mano, o i comandi dei vetri elettrici posteriori piazzati in basso sul tunnel, in mezzo ai sedili.

MANCA QUALCOSA? Però è anche vero che dopo un po' che la guidi, capisci che la Duster non ti fa mancare nulla. L'aria condizionata è manuale ma funziona a meraviglia (a parte il rumore clamoroso della ventola quando si mette alla massima velocità), la radio non sarà quella con 12 altoparlanti e il dolby surround ma ha un audio di qualità e consente anche di collegare un iPod per viaggiare con la propria playlist al seguito, in più ha anche i comandi al volante. Insomma, i bisogni primari dell'automobilista moderno la Dacia li soddisfa tutti, tutto il resto.... è lusso.


TAGS: dacia duster 4x4 Suv compatti, che passione Tutte le prove auto del 2011