Test Drive

Audi TT RS


Avatar Redazionale , il 09/03/11

10 anni fa - L'Audi TT RS è il proverbiale pugno di ferro in guanto di velluto

L'Audi TT RS è il proverbiale pugno di ferro in guanto di velluto. Sportiva Doc, sa anche adattarsi bene all'uso quotidiano, con consumi ragionevoli e con un comfort tutto sommato accettabile.

Benvenuto nello Speciale TUTTE LE PROVE AUTO DEL 2011, composto da 97 articoli. Seleziona gli articoli di tuo interesse cliccando il sommario TUTTE LE PROVE AUTO DEL 2011 qui sopra, oppure scorri a fondo pagina la panoramica illustrata dell'intero speciale!

AUTOGOL Sono sempre stato un fervido sostenitore delle prove in pista in occasione dei lanci di nuovi modelli. Oggi però, riprovando a fondo per qualche giorno l’Audi TT RS, mi sono convinto che la Casa di Ingolstadt abbia fatto una specie di autogol facendo testare a suo tempo la macchina sulla pista di Zolder. In quell’occasione, sullo stesso circuito dove morì Villeneuve nel 1982, erano emersi infatti limiti nell’uso estremo che, su strada aperta, non si possono certo avvicinare e sembrano anzi lontani anni luce. E a questo punto, diventa quasi una certezza il sospetto che le Audi TT RS trovate nel 2009 a Zolder fossero state macinate dal manipolo di colleghi scatenati dei turni precedenti.

IL BINARIO Nell’impiego quotidiano l’Audi TT RS ha limiti di tenuta elevatissimi. L’avantreno sembra entrare in curva come se fosse legato a un binario ideale, un po’ come sulle piste per macchinine elettriche della Scalectrix. La tendenza ad allargare con il muso non è che un lontano ricordo e il retrotreno non è da meno. Dando gas in uscita di curva, sembra quasi che la macchina si schiacci sull’asfalto per scaricare meglio tutta la potenza attraverso la trazione integrale quattro.

A TUTTO TONDO E dire che qui la trasmissione deve fare gli straordinari per gestire tutta la birra del motore: non a caso è stata rinforzata per bene in tutti i suoi organi. Il motore impressiona in ogni frangente. Alla faccia di un’architettura a cinque cilindri turbo e di una cilindrata tutto sommato contenuta (2,5 litri) , le sue qualità migliori non sono gli acuti squillanti, comunque di tutto rispetto. La cosa che sorprende di più è la forza ai bassi, assieme alla capacità di riprendere anche nelle marce più lunghe senza battere ciglio.

VEDI ANCHE



FIATO ALLE TROMBE Già sotto i 2.000 giri l’Audi TT RS spinge con decisione e si produce poi in allunghi veementi, arrivando attorno ai 7.000 giri senza accusare flessioni.  Il tutto è accompagnato da una colonna sonora gasante che diventa addirittura da brivido quando si schiaccia il tasto S vicino alla base del cambio. In questo modo il rombo degli scarichi si fa più tonante e, tra l’altro, la risposta del motore si fa ancora più pronta.

CHE NUMERI! Scheda tecnica alla mano, i numeri salienti sono 340 cv con una coppia di 450 Nm stabili tra i 1.600 e i 5.300 giri, che si traducono in crono di 4,6 secondi nello 0-100 e in una velocità massima autolimitata a 250 km/h. La percorrenza media dichiarata è di circa 11 km/litro, valore che non è poi così lontano dalla realtà se si riesce a resistere alla tentazione di stuzzicare l’acceleratore ogni volta che davanti al muso c’è strada libera.

MEGLIO S TRONIC D’altro canto, come accennato, l’Audi TT RS digerisce bene anche le andature ridotte, sopportando anche una marcia più lunga del dovuto. Nel traffico la frizione si dimostra un po’ pesantina, anche se in questa categoria ci sono rivali che hanno un comando più granitico, mentre per quanto riguarda il cambio gli innesti sono secchi e sportivi ma mai troppo contrastati. Andando a memoria, il consiglio, comunque, è di ordinare la macchina con l’ottimo robotizzato a doppia frizioni S Tronic, che regala cambiate fulminee nell’impiego sportivo e semplifica la vita in città, migliorando anche il comfort.

NIENTE MALE E in materia di comodità, l’Audi TT RS non si dimostra malaccio. Se non si toglie la sordina allo scarico con il tasto S, la silenziosità è buona anche alle andature autostradali. I sedili, che a prima vista appaiono rigidi e fin troppo contenitivi, si dimostrano invece abbastanza comodi e non provocano indolenzimenti nemmeno nei viaggi a medio-lungo raggio. Dalle sospensioni non si possono invece pretendere miracoli. L’assetto è giustamente tarato sul rigido e sullo sconnesso i colpi che arrivano sono piuttosto secchi.

SOLO MATRIMONIALE Non bisogna invece farsi troppe illusioni sul fronte dell’abitabilità posteriore. Teoricamente ci sono due posti posteriori ma bisogna pensarli destinati giusto a contorsionisti, fachiri o bambini, specie se li si vuole mettere in castigo. Lo spazio in altezza è quello che è (ovvero poco) e quel che è peggio, non ci sono centimetri a sufficienza per infilare le gambe alle spalle dei sedili anteriori. Meglio pensare questa zona come una dépendance del bagagliaio, che comunque ha una capacità discreta e ha il solo torto di aprirsi solo con il pulsante sulla chiave o con quello sulla porta lato guida.

L’ALTERNATIVA Tirando le somme, la TT RS rappresenta un’alternativa credibile alla Porsche Cayman, anche lei con un prezzo nell’orbita dei 60.000 euro. All’Audi manca sicuramente l’appeal della lontana cugina di Stoccarda ma ripaga con la presenza della trazione integrale permanente e con una maggior prestanza del motore. Quanto all’estetica, già i latini insegnavano che de gustibus non est disputandum


Pubblicato da Paolo Sardi, 09/03/2011
Gallery
Tutte le prove auto del 2011
Logo MotorBox