COLPI DI SCENA A RIPETIZIONE Il GP Brasile è stato spesso teatro di gare epiche, alcune delle quali decisive per l'assegnazione del titolo iridato. Lo sa bene la Ferrari, che nel 2007 completò la rimonta sulla McLaren vincendo con Kimi Raikkonen il suo ultimo titolo Piloti mentre nel 2008 venne beffata nelle ultime curve da Lewis Hamilton che soffiò l'iride a Felipe Massa, e lo sa bene Sebastian Vettel, che nel 2012 ottenne il suo terzo titolo mondiale al termine di una gara folle, iniziata con un testacoda e un contatto nel corso del primo giro. Proprio questa caratteristica particolare di Interlagos, favorita da condizioni meteo spesso cangianti, viene sottolineata da Vettel in sede di presentazione della prossima gara del mondiale di F1.

LA VERSIONE DI SEB Vettel, che a San Paolo ha vinto anche con la Ferrari nel 2017, ha dichiarato: “Quando si gareggia a San Paolo, in Brasile, è sempre un’incognita, può sempre succedere di tutto. Non so per quale motivo ma c’è qualcosa di particolare su questa pista e in questi luoghi. Ad ogni occasione qualcosa di pazzo succede e se non accade allora puoi star certo che succederà l’anno successivo. Si tratta di un’altra pista che nel recente passato è stata amica della nostra squadra: ricordo, per esempio, che lo scorso anno qui Kimi era salito sul podio, mentre due anni fa fui io a conquistare la corsa”. Il tedesco ha ricordato anche il clima creato dalla locale torcida: “Di sicuro, a livello di atmosfera, è una corsa speciale: i brasiliani sono probabilmente il pubblico più rumoroso tra quelli delle gare che abbiamo in calendario. Gridano talmente forte dagli spalti che anche noi in macchina riusciamo a sentirli. I tifosi brasiliani sembra veramente che salgano in macchina con te”.

F1, GP Brasile 2018: Charles Leclerc (Sauber) guida il gruppo

CHARLES NEL SOLCO DI SENNA Meno ricca ovviamente la storia di Charles Leclerc a Interlagos. Il monegasco ha debuttato lo scorso anno, peraltro impressionando da subito con un ottavo tempo in qualifica seguito dal settimo posto sotto la bandiera a scacchi. Correre nella nazione di Ayrton Senna fungen da ulteriore stimolo per Leclerc: “Il Brasile non è solo una nazione nella quale c’è una enorme passione per il nostro sport: è anche la patria di Ayrton Senna, ovvero il pilota al quale probabilmente mi sono ispirato di più. Era un gran talento e una persona speciale e questo Gran Premio ci porta sempre alla mente la sua leggenda. Il circuito è estremamente divertente: si tratta di un giro corto nel quale comunque trovano posto curve molto diverse fra loro oltre che rettilinei di discreta lunghezza. Il layout della pista è cambiato parecchio nel corso dei decenni fino a diventare quello attuale. Quando giocavo con i videogame da bambino sceglievo sempre questa pista, per cui posso dirmi un grande appassionato!”. Leclerc ha poi sottolineato quanto scritto in apertura, ossia il ruolo importante spesso giocato dalle condizioni meteorologiche: “Il meteo a San Paolo è sempre imprevedibile e questo influisce, come è ovvio, sulle condizioni del tracciato che cambiano di giorno in giorno e in determinate condizioni possono risultare una variabile che rimescola le carte in tavola”.


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