Autore:
Salvo Sardina

MOVIOLA GP BRASILE Il weekend di Interlagos apparentemente sereno e senza grandi intoppi si è in pochi minuti, con l’ingresso della Safety Car causato dal ritiro di Valtteri Bottas, trasformato in un vero e proprio incubo per la Direzione gara guidata dall’esperto ex pilota italiano, Emanuele Pirro. Complessivamente corretta comunque l’interpretazione degli eventi da parte del collegio dei commissari, rimasto fedele alla linea interpretativa inaugurata dopo le polemiche dei Gp di Canada e Francia. Ecco nel dettaglio tutti i casi da moviola con la nostra Var del Gran Premio del Brasile 2019.

SCINTILLE IN FP3 Iniziamo l’analisi dalle prove libere 3, con il primo episodio del fine settimana che ha visto coinvolti Sergio Perez e Romain Grosjean: il messicano e il francese si trovano nel proprio giro di lancio ma si ostacolano a vicenda nel tornantino di curva-10. In effetti è il pilota Racing Point a spingere leggermente il collega della Haas verso l’esterno, ma il fatto che entrambi non fossero ancora nel proprio giro lanciato ha fatto propendere i giudici per chiudere un occhio e lasciar correre senza penalità.

LECLERC -10 Soltanto una, ma decisamente pesante, la penalità in griglia di partenza. A subirla è Charles Leclerc, che ha sostituito il motore a combustione interna (ICE) installando la quarta unità stagionale: una sanzione di dieci posizioni in griglia che ha fatto scivolare il monegasco della Ferrari dal quarto al quattordicesimo posto e che era già praticamente stata annunciata da Mattia Binotto dopo l’analisi della power unit che aveva dato problemi ad Austin. Sostituzione del motore anche per Carlos Sainz: lo spagnolo ha comunque potuto cambiare la power unit gratuitamente, visto che la sua McLaren aveva accusato un problema in Q1 e si trovava già costretto a partire dal fondo della griglia.

F1, GP Brasile 2019: Charles Leclerc (Ferrari)

DANIEL VS KEVIN Per una volta il bad boy della Formula 1 non è Kevin Magnussen. Il danese della Haas nelle fasi iniziali di gara si trova in lotta con Daniel Ricciardo, che lo spedisce in testacoda dopo un contatto in curva-4: giusto penalizzare l’australiano di casa Renault, che arriva leggermente lungo e blocca l’anteriore sinistra carambolando addosso al rivale che aveva comunque lasciato spazio all’interno. L’ex Red Bull sarà sanzionato con cinque secondi di penalità da aggiungere alla sosta ai box e con due punti sulla Superlicenza Fia. Daniel è adesso a quota 7 punti sui 12 a disposizione e quindi seriamente a rischio di sospensione della patente.

UNSAFE RELEASE Passiamo alla prima tornata di pit-stop, quando Max Verstappen perde la prima posizione per mano di Lewis Hamilton. L’olandese della Red Bull – che subito dopo riuscirà a riprendersi la leadership in pista – paga l’undercut del rivale ma anche e soprattutto la perdita di tempo in corsia dei box: dopo il cambio gomme, infatti, Max si trova costretto a frenare per evitare l’impatto con la Williams di Robert Kubica. Chiaro l’errore dei meccanici del team inglese, che danno il via al polacco arrecando un chiaro ostacolo a Verstappen: è dunque giusta la scelta di sanzionare Kubica (nello specifico incolpevole per l’accaduto) con cinque secondi di penalità da scontare al pit-stop successivo.

SAFETY CAR Ha fatto anche un po’ discutere la scelta di mandare in pista la Safety Car che ha poi dato il la al caotico finale di gara. Siamo nel corso del giro 56 quando Valtteri Bottas accosta a pochi metri dalla staccata di curva-4 con il motore in fumo. La Mercedes del finlandese è parcheggiata in posizione di sicurezza ed è per questo che inizialmente viene utilizzata solo la doppia bandiera gialla. Successivamente, però, la W10 si blocca su un dosso rendendo necessario l’intervento della gru. Proprio per evitare ogni possibile rischio, Michael Masi deciderà quindi di mandare in pista la Safety Car e neutralizzare la corsa. Qui le dichiarazioni del Direttore di gara sul tema.

OCCHIO ALLA LINEA Al termine del primo periodo di Safety Car, Nico Hulkenberg prende la scia di Kevin Magnussen e completa il sorpasso valido per la sedicesima posizione (almeno per un centinaio di metri, dato che il pilota Haas tornerà davanti in staccata). Il tedesco prende però la posizione in maniera irregolare, visto che la manovra viene completata prima della linea di Safety Car che consente il sorpasso in ripartenza. Per questo motivo Hulkenberg sarà sanzionato con cinque secondi di penalità e un punto sulla Superlicenza Fia.

F1 GP Brasile 2019, Interlagos: Hulkenberg (Renault) sorpassa Magnussen (Haas) in regime di Safety Car

SCONTRO FRATRICIDA La seconda e ultima Safety Car di giornata è invece determinata dall’incidente fratricida tra i due ferraristi Sebastian Vettel e Charles Leclerc. Il monegasco sorpassa il compagno con una bella staccata in curva-1, ma il tedesco approfitta del Drs per riprovare l’attacco nel rettilineo verso curva-4: Seb si allarga leggermente verso sinistra ed è anche a causa della resistenza del vicino di box – che mantiene invariata la propria traiettoria – che il contatto è inevitabile. Limitandoci solo a un’analisi di carattere regolamentare e tralasciando dunque tutti gli ulteriori aspetti “politici” dell’accaduto, riteniamo corretta la scelta dei commissari di non sanzionare nessuno dei due. A voler proprio cercare un responsabile, l’immagine sotto spiega in maniera piuttosto chiara quanto il quattro volte campione del mondo si sia spostato verso il giovane compagno (guardate la linea bianca sulla sinistra della foto): Vettel dunque può essere considerato… un po’ più colpevole di Leclerc, ma è chiaro che anche il ventiduenne avrebbe potuto lasciare qualche centimetro in più considerando che si trovava in lotta con il compagno di squadra e non con un rivale qualsiasi.

F1 GP Brasile 2019, Interlagos: la sequenza dello spostamento di Vettel (auto a sinistra) verso Leclerc

SOGNI INFRANTI Il patatrac in casa Ferrari ha di fatto spalancato le porte ad Alexander Albon (che, a dirla tutta, si trovava già davanti a Vettel e Leclerc prima dell’incidente). Il thailandese della Red Bull si sta comodamente involando verso il primo podio della carriera quando Lewis Hamilton al penultimo giro tenta di scavalcarlo all’interno del tornantino di curva-10: un’entrata in ritardo e a ruote bloccate che ha reso inevitabile il contatto. Inappuntabile la scelta della Direzione gara di sanzionare Lewis con cinque secondi di penalità e con due punti di penalità sulla Superlicenza Fia. Ci sarebbe piuttosto da discutere sul ritardo nel prendere una decisione apparsa abbastanza scontata già dal primissimo replay mandato in onda dalla regia: un vero peccato aver privato Carlos Sainz della possibilità di godersi per la prima volta in carriera i festeggiamenti sul podio.

GIALLO ALA MOBILE Il primo podio di Carlos Sainz è in realtà rimasto sub-judice ancora per qualche minuto dopo la consegna del trofeo del terzo posto dalle mani di Hamilton. Il giovane spagnolo è stato sotto investigazione per aver utilizzato, insieme ad altri cinque piloti, il Drs nel rettilineo tra curva-3 e curva-4 in regime di bandiere gialle (causato dal ritiro di Valtteri Bottas). Alla fine Emanuele Pirro e colleghi decideranno di non penalizzare nessuno, considerando che, nonostante l’apertura dell’ala mobile, nessuno aveva tratto vantaggio. Qui le spiegazioni ufficiali date dal Direttore di gara.

F1 GP Brasile 2019, Interlagos: Carlos Sainz apre il Drs in regime di bandiera gialla


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