Chiarito il motivo della mancata penalità per numerosi piloti, rei di aver utilizzato il DRS in regime di doppia bandiera gialla
BRIVIDO FINALE A Interlagos, Carlos Sainz e altri cinque piloti hanno aperto il DRS mentre erano esposte le doppie bandiere gialle nelle concitate fasi finali di gara. Un episodio che per molti minuti ha lasciato in bilico il terzo posto ottenuto dal portacolori della McLaren grazie alla penalizzazione ricevuta da Lewis Hamilton per il contatto con Alex Albon, nonché l'intera classifica finale del GP Brasile. Gli steward della FIA hanno poi deciso che non era necessaria alcuna investigazione ufficiale, confermando l'ordine di arrivo successivo alla retrocessione al settimo posto del campione del mondo in carica.
REGOLA RIVISTA In passato, l'attivazione del DRS in regime di bandiera gialla aveva causato delle sanzioni, ma dallo scorso anno l'interpretazione è stata resa più elastica. Ora, un pilota viene penalizzato solo se non riesce a ridurre la sua velocità nel tratto interessato dalle bandiere gialle, indipendentemente dal fatto che abbia o meno attivato il sistema di ala mobile. La conferma è arrivata dal direttore di gara della F1, Michael Masi, il quale ha sottolineato quello che era chiaro anche dalle immagini delle telecamere onboard, ossia che alcuni piloti avevano attivato per un breve periodo il DRS. Allo stesso tempo, però, dalle telemetria risultava chiaro che tutti avessero ridotto la loro velocità.

LA SPIEGAZIONE FIA Masi ha spiegato: "Il fattore prevalente con doppie bandiere gialle è la richiesta di rallentare e di farlo in maniera significativa. Questo è ciò che abbiamo esaminato con tutti i piloti interessati e tutti hanno rispettato questo. Quindi gli steward hanno esaminato ciò e stabilito che non fosse necessaria alcuna indagine. Il fattore principale, ossia il rallentamento sotto doppia bandiera gialla, è stato assolutamente rispettato".
Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



