F1, la FIA chiarisce la prima Safety Car in Brasile
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La FIA chiarisce il perché della prima Safety Car in Brasile


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6 anni fa - FIA chiarisce i motivi della Safety Car che ha ribaltato il GP Brasile

La FIA ha chiarito i motivi per cui, dopo il ritiro di Bottas, è stata chiamata la Safety Car che ha ribaltato il GP del Brasile

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GARA PAZZA! Il Gran Premio del Brasile è andato in archivio con 15 giri emozionanti e folli, durate il quale è successo di tutto e di più: le due Ferrari di Vettel e Leclerc si sono messe kappaò reciprocamente, è uscita un'ulteriore Safety Car, Lewis Hamilton ha speronato Alex Albon privandolo del primo podio in carriera, e sui tre gradini ci sono saliti per la prima volta Gasly e Sainz. Quei 15 giri sono stati originati tutti da una prima Safety Car, quella chiamata dalla Federazione a seguito della rottura di Valtteri Bottas, che pure aveva parcheggiato all'interno di una curva in una posizione sufficientemente sicura e con sembrava necessitare della chiamata del provvedimento, risolvibile con una Virtual Safety Car.

SAFETY CAR OBBLIGATA Il Direttore di Corsa, Michael Masi, ha perciò deciso di chiarire i perché di questa chiamata. "Valtteri ha fatto un lavoro fantastico nel fermare la macchina in quel punto" - ha spiegato - "I commissari stavano cercando di spingerla verso l'uscita, motivo per cui abbiamo inizialmente esposto solo le doppie bandiere gialle. Solo che la macchina si è bloccata sul dosso, e dunque abbiamo dovuto far uscire la gru per spostarla. Per me, non appena una gru entra in pista, non c'è altro da fare se non chiamare in pista la Safety Car."

PULIZIA E 'SDOPPIAGGI' Il provvedimento preso da Masi non si discosta in effetti da quanto già avvenuto in altre circostanze negli ultimi anni. Dal 2014, con l'incidente che ha causato la morte di Jules Bianchi in Giappone, le regole per la sicurezza sono state implementate e, in casi come quello di Interlagos con una gru in pista, chiamare la Safety Car è diventato l'obbligo. Un'altra piccola polemica c'è stata sulla durata della stessa, ben sei giri al fine di far sdoppiare quasi tre quarti dei concorrenti: "In pratica c'erano solo 5 auto a pieni giri, ci ha messo un po' il leader a raggiungere la Safety Car, da quel momento in poi abbiamo potuto far sdoppiare i piloti. D'altronde il nostro primo obiettivo è sempre quello di pulire la pista dagli incidenti, mentre lo 'sdoppiaggio' delle auto è una cosa secondaria."

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Pubblicato da Simone Valtieri, 18/11/2019
Simone Valtieri
Simone Valtieri
Nasce a Roma nell’82, cresce a Viterbo, poi torna nella città natale per laurearsi in Architettura e decidere che, fino a quel momento, è stato tutto un gioco. Le vere passioni sono i motori e il giornalismo sportivo, coltivate anche negli anni accademici attraverso collaborazioni. Nel 2013 entra a FormulaPassion.it, e in sei stagioni trascorse a seguire Formula 1 e MotoGP (anche sul campo) matura una esperienza straordinaria, un bagaglio che lo porterà a rivestire il ruolo di coordinatore della redazione. Dall’estate 2018 trova posto nella famiglia MotorBox, per continuare a seguire con passione e competenza le discipline regine del motorsport.

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