SCONTRI E COLPEVOLI Sebbene gli steward abbiano giudicato i piloti della Ferrari corresponsabili del clamoroso incidente visto nel finale del GP Brasile, il direttore sportivo della F1 Ross Brawn ritiene che uno di loro dovrebbe assumersi la responsabilità di quanto avvenuto. Il manager britannico prende come esempio Lewis Hamilton, punito dai commissari per il contatto con Alex Albon, che al termine della gara aveva ammesso davanti ai microfoni le sue colpe nell'episodio.

L'AMMISSIONE DI LEWIS A differenza del campione del mondo in carica, Sebastian Vettel e Charles Leclerc nelle dichiarazioni di domenica sera si sono definiti dispiaciuti per quanto accaduto, ma entrambi hanno evitato di parlare delle proprie colpe per il deplorevole episodio. Un aspetto che non è piaciuto a Brawn: "Non vorrei avventurarmi in un'opinione su chi fosse il più colpevole della collisione, ma, a freddo, forse sarebbe bello se uno di loro seguisse l'esempio di Hamilton e ammettesse immediatamente la colpa, come ha fatto il britannico nel suo scontro con Albon. Non è mai bello quando i compagni di squadra si buttano fuori a vicenda da una gara, tanto più quando non c'è nemmeno un risultato importante in ballo, come in questo caso. Il terzo posto in Brasile è stato il massimo a cui potevano aspirare".

SITUAZIONE DA SISTEMARE Brawn, che in precedenza è stato team principal di diverse scuderie di F1 tra cui la Mercedes, ritiene che Mattia Binotto debba risolvere questa situazione: "Dopo le tensioni che si erano accese nelle gare dopo la pausa estiva, tutto sembrava essersi calmato nel box Ferrari. Ora, Binotto affronterà il duro compito di rimettere le cose a posto e in effetti ha dichiarato proprio questo nelle interviste dopo la gara. Se la Ferrari vuole davvero porre fine al dominio Mercedes, non solo deve fornire ai piloti una vettura competitiva il prossimo anno, ma deve anche garantire che incidenti simili non si ripetano. La F1 è uno sport di squadra, soprattutto a Maranello".


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