Autore:
Salvo Sardina

DUBBIO POWER UNIT Le prove libere 3 del Gran Premio degli Stati Uniti hanno creato non pochi grattacapi agli uomini Ferrari. Da un lato, la gara di domenica scorsa ad Austin ha infatti messo in luce tutte le difficoltà del Cavallino a trovare il bandolo della matassa sul piano del setup, dall’altro è stato proprio nella terza sessione di free practice che un problema alla power unit di Charles Leclerc ha costretto i meccanici a optare per un ritorno alla specifica precedente, sia per la qualifica che per la gara. La terza unità, quella più potente che la Ferrari ha fatto debuttare a Monza, tornerà in pista per gli ultimi due gran premi, o il monegasco sarà obbligato a utilizzare una nuova power unit subendo una penalizzazione in classifica?

INDAGINI Neppure il team principal Mattia Binotto, al momento, ha una risposta al quesito: “Il motore che ha avuto un problema sarà spedito a Maranello. Abbiamo sofferto una consistente perdita di olio ma non era chiaro da dove venisse fuori. Dobbiamo analizzare la power unit e capire le ragioni di questo problema... Solo dopo sarà possibile decidere se utilizzarlo ancora oppure no”.

F1, GP Stati Uniti 2019: la Ferrari di Charles Leclerc portata ai box dopo il problema al motore

SPECIFICA 2 Binotto ha poi parlato delle prestazioni della SF90 di Charles, arrivata al traguardo con oltre 50 secondi di gap dalla Mercedes del vincitore Bottas. Un ritardo comunque non imputabile alla power unit Spec 2 utilizzata dal ventiduenne dopo il problema della terza unità: “Il motore non era poi così tanto depotenziato, ma solo leggermente. È un po’ quello che ci aspettiamo da un upgrade all’altro, visto che lui ha utilizzato la specifica 2 e non la 3, che invece abbiamo introdotto a Monza”. In caso di sostituzione del motore con elementi nuovi, Leclerc potrebbe essere costretto a partire dal fondo dello schieramento nel prossimo Gp del Brasile.


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