BREVE E DELUDENTE È durato molto poco ed è stato ricco di delusioni il GP Stati Uniti di Sebastian Vettel. Scattato dalla seconda posizione, il tedesco in poche curve si è ritrovato già al quinto posto, superato con facilità da tutti gli altri top driver. Il quattro volte campione del mondo ha lamentato via radio delle forti difficoltà di guida della sua SF90, tanto da essere superato anche dalla McLaren di Lando Norris e dalla Renault di Daniel Ricciardo, con i quali ha poi fatto trenino per alcuni giri, senza riuscire a superarli. Al nono giro, poi, il colpo di grazia: passando sul cordolo di curva 8 la sospensione posteriore destra della Ferrari numero 5 ha ceduto di schianto, costringendo Vettel a controllare la monoposto su tre ruote prima di parcheggiarla.

TANTA FATICA Molto difficili da comprendere le difficoltà mostrate nei primi giri da Vettel, ma anche Charles Leclerc è stato protagonista di un primo stint molto lento che lo ha rapidamente escluso dalla lotta per il podio: "È stato molto difficile controllare la macchina, non avevo grip sin dal primo giro ho dovuto lasciar passare tante persone senza riuscire a resistere - ha dichiarato il tedesco - Ho faticato tantissimo a far funzionare le gomme e percorrere le curve poi si è guastata la sospensione".

CEDIMENTO STRUTTURALE La Ferrari dovrà indagare sui problemi emersi solo in gara, come sottolinea Vettel: "Abbiamo fatto tanti giri durante il weekend, anche i long run senza problemi, non so cosa sia successo. Non è stato un problema di motore, ma una questione strutturale della sospensione posteriore. Ora esamineremo e vedremo cosa è successo, ma evidentemente qualcosa è andato storto". Con questa battuta d'arresto, il pilota della Ferrari perde punti preziosi nella corsa al terzo posto nella classifica Piloti, scivolando a -19 da Leclerc e venendo scavalcato di 5 punti da Max Verstappen.


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