UNA SOLA CONSOLAZIONE Ha chiuso a 52 secondi dal vincitore Valtteri Bottas l'unica Ferrari arrivata in fondo al GP Stati Uniti. Quasi un minuto di distacco che riporta la mente al disastroso GP Ungheria di inizio agosto e per il quale Charles Leclerc, quarto sul traguardo ma mai in grado di inserirsi nella lotta per il podio, non sa darsi una spiegazione. Il distacco è maturato soprattutto nel primo stint con gomme medie, mentre nel resto della gara il passo del monegasco è stato buono, nonostante l'handicap di dover usare il motore aggiornato alla penultima specifica. Il monegasco può parzialmente consolarsi con il giro più veloce della gara.

DIFFICOLTA' INSPIEGABILI Pur senza incontrare le difficoltà estreme avute da Sebastian Vettel nei primissimi giri di gara, Leclerc conferma che con le medie ereditate dalla qualifica di sabato l'avvio è stato da incubo: "Onestamente nel primo stint non ho proprio idea di ciò che non è andato bene. Stavolta non ho proprio spiegazioni, dobbiamo guardare bene la gomma come ho detto in macchina, ma in questo stint non capivo, non avevo il grip. Soprattutto l'anteriore sinistra non funzionava come previsto, dobbiamo analizzare questo, sulle due altre mescole non è andato così male, però comunque abbiamo fatto molta fatica oggi".

QUASI COME BUDAPEST Il monegasco sottolinea poi l'handicap di dover usare la versione del motore meno aggiornata e limita al primo stint il paragone con il disastro visto a Budapest tre mesi fa: "Sicuramente usare la vecchia power-unit non è l'ideale, il gap che c'è oggi non è reale. Facevamo fatica quanto in Ungheria oggi, o almeno io nella macchina ho fatto tanto fatica. Qui un po' meglio, perché in Ungheria è stata tutta la gara, adesso non capisco perché solo il primo sia andato così male".


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