Autore:
Salvo Sardina

MOVIOLA GP USA Ad Austin la Mercedes vive una giornata da incorniciare: doppietta, vittoria di Valtteri Bottas e matematica certezza del sesto titolo mondiale per Lewis Hamilton. Dal punto di vista regolamentare è stato però un fine settimana decisamente tranquillo per gli steward, capitanati nell’occasione dal britannico ex pilota di Formula 1 Derek Warwick, che stavolta non si sono trovati a dover giudicare episodi particolarmente controversi. Ecco tutti i casi da moviola più importanti analizzati nella nostra Var del Gran Premio degli Stati Uniti 2019.

OCCHIO ALLA LINEA Confessiamo di esserci un po’ spaventati nell’aprire la pagina web sul sito della Fia che raccoglie tutti i documenti della Direzione gara, in questo caso insolitamente numerosi. In effetti la paura è presto svanita dopo aver verificato che la maggior parte delle “penalità” erano relative all’annullamento (automatico) dei tempi in caso di largo in uscita da curva-19. In totale abbiamo contato 33 documenti per altrettanti giri cancellati in tutte le sessioni del weekend. La ragione di cotanta severità è presto spiegata: stavolta la Fia ha posizionato dei sensori che hanno in automatico annullato tutti i giri incriminati. Bastava dunque andare al di là del cordolo bianco-rosso (anche) con le due ruote di sinistra per la certificazione dell’illegalità del giro. In gara sarebbero serviti tre “larghi” per incappare in sanzione in termini di tempo, ma i soli Magnussen, Giovinazzi, Grosjean e Kvyat si sono fermati a quota due.

PEREZ SALTA LE VERIFICHE Unica penalizzazione prima della gara è quella inflitta a Sergio Perez, che nel corso delle prove libere 2 non si è accorto della convocazione nel box Fia per le verifiche tecniche. Una situazione già accaduta in passato e che ormai da “tradizione” produce la severissima sanzione della partenza dalla pit-lane. I meccanici della Racing Point avrebbero potuto evitare la penalizzazione riportando Perez a spinta nel garage della Fia senza intervenire sulla macchina, ma la scelta di effettuare una prova di pit-stop ha reso inevitabile la stangata. Checo, alla fine decimo in gara, ha comunque potuto approfittare della sanzione per cambiare “gratuitamente” la power unit.

F1 GP Stati Uniti 2019, Austin: Perez salta le verifiche tecniche durante le PL2

RODEO Q2 Traffico dell’ora di punta prima dell’ultimo tentativo in Q2. Lewis Hamilton si sta per lanciare ma si trova alle spalle di Daniil Kvyat: nonostante un certo distacco, il pilota inglese va all’attacco in curva-19 ma non si accorge che a sua volta anche Max Verstappen stava provando a sorpassarlo. Una classica situazione da rodeo texano, sulla quale la Direzione gara ha salomonicamente deciso di soprassedere considerando che nessuno si trovava nel giro cronometrato.

IMBUTO CURVA-1 La prima curva in salita è stata spesso teatro di contatti e incidenti nel corso degli anni. In questa edizione del Gp degli Usa è stato Alexander Albon a pagare il suo tributo all’insidioso tornantino: il thailandese si trova a sandwich tra Charles Leclerc e Carlos Sainz ed è proprio con lo spagnolo della McLaren che Albon finisce a contatto in uscita di curva-1. Un normalissimo incidente di gara.

FUORIPISTA HULK Siamo nel corso del giro 42 quando Nico Hulkenberg si porta all’attacco di Kimi Raikkonen. I due procedono appaiati nel complesso di curve strette del terzo settore, con il sorpasso che viene effettivamente compiuto con tutte e quattro le ruote fuori pista tra curva-14 e curva-15. Nel corso del giro successivo verrà chiesto via radio a “Hulk” di cedere la posizione a Kimi per non incappare in sanzione, ma riguardando le immagini ci sembra una scelta molto severa: chiaramente il tedesco compie il sorpasso anche grazie alle vie di fuga in asfalto, ma è anche vero che Raikkonen non sembra lasciargli moltissimo spazio (pur avendo il vantaggio della traiettoria).

F1 GP Stati Uniti 2019, Austin: il sorpasso di Hulkenberg ai danni di Raikkonen

ROULETTE RUSSA L’ultimo giro sembra riaccendere i bollenti spiriti di Daniil Kvyat. In Messico era stato Nico Hulkenberg la vittima dell’irruenza del pilota Toro Rosso – poi penalizzato con dieci secondi a fine gara – mentre ad Austin è stato Sergio Perez a finire a contatto a poche curve dalla bandiera a scacchi. Daniil entra con troppa aggressività in curva-15, sportellando il messicano e spingendolo verso l’esterno. Giusta la sanzione di cinque secondi che ha di fatto restituito a Checo il decimo posto illecitamente sottratto. A Kvyat sarà anche detratto un punticino dalla Superlicenza Fia.

F1 GP Stati Uniti 2019, Austin: il contatto tra Perez e Kvyat


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